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Memo 48. A chi presentare il conto?

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a cura della Redazione
Cameriere. Conto

 

Ancora a caldo – qualche giorno di distanza ma non troppo – è utile fare una sintesi e trarre un senso da quel che è accaduto a Palmarola e a Ponza sulla questione del bracconaggio.

In sostanza, sembra che ad innescare gli eventi successivi sia stato il divieto del sindaco di Ponza non solo di campeggio, ma anche di permanenza a Palmarola a due membri del Cabs (Commitee against bird slaughter).

La questione appare complessa. In contatti via mail tra il primo cittadino e una emissaria del CABS il sindaco dichiarava non potersi svolgere attività di monitoraggio ornitologico a Palmarola a causa della sua stessa natura geologica; ragioni ribadite anche ad un incontro diretto in Comune.

Le guardie volontarie venatorie giurate del CABS sono però comunque arrivate sull’isola e hanno fatto delle foto (inviate ai giornali ed alle Autorità competenti), per denunciare quanto avevano riscontrato.
Al loro rientro a Ponza il 18 aprile, si vedevano denunciati per contravvenzione ai divieti sindacali.

Anche la LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli – dopo i divieti su Zannone (manifestati anche nei confronti di altre associazioni come la LAC (Lega Anti Caccia), ha raccomandato, con un suo comunicato,  collaborazione, assistenza e “protezione”, da parte delle autorità comunali.

A voler analizzare la questione divieto da un’altra ottica, non si può considerarla come omissione di sorveglianza e/o indirettamente, favoreggiamento al bracconaggio ed alla cattura e caccia di animali “particolarmente protetti” ?

Va da sé che l’eco mediatica innescata e/o anche la denuncia dei volontari del CABS presentata ai Carabinieri al ritorno da Palmarola per quanto osservato e fotografato sull’isola, ha determinato l’intervento degli organi preposti al controllo delle aree protette ed alla repressione del bracconaggio e di qui il blitz in elicottero del Corpo Forestale giovedì 21, con gli esiti che ben sappiamo: un arresto, delle denunce e delle identificazioni. Con quali contraccolpi sulle persone e sull’immagine degli isolani si può facilmente comprendere.

Ma non è finita. Secondo un copione già sperimentato, quando le uova si sono rotte nel paniere e la frittata è fatta, si cerca di uscirne con il minor danno possibile eludendo il problema e ridicolizzando le persone coinvolte, perché: “Due rondini non fanno primavera. E due scemi sono un brutto episodio, non un fenomeno diffuso”.
Aggiungendo: – “Avranno la punizione che si meritano. E il Comune si costituirà Parte Civile”.

A questo punto ci possiamo solo augurare che tutto finisca con Palmarola e che non ci siano ulteriori sequele.

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