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Al Premio Lucia Mastrodomenico… la rete ingoia la vita reale

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segnalato da Rosanna Conte

Lucia Mastrodomenico

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Tracce d’umanità

Siamo umani, siamo ansia immotivata, felicità insensata, fede e speranza.
Siamo una cassaforte di ricordi, sensazioni provate, godimenti e dolori, rifugio di intense emozioni che, anche solo per un attimo, attraversano il nostro corpo, facendoci vibrare di vita.
Non vi è profitto da tutto ciò, per questo la società ci esilia dietro schermi ipnotici, spettatori di un’emozione, tra una pubblicità e l’altra. Onde che viaggiano silenziose nell’etere, invisibili tracce di sentimenti umani.

Tracce di umani. Andreuccetti.1
Ci si può amare senza guardarsi negli occhi. In un mondo che corre a ritmi disumani, l’uomo deve diventare macchina. Una società, un profitto, non c’è tempo da perdere. La società è riuscita a capitalizzare anche le relazioni umane, vincolate a piazze virtuali. Tonnellate di vite umane che attraversano la rete in un secondo, per essere a noi visibili. Relazioni efficienti, veloci, ma inconsistenti, prive di sfumature e di tonalità, come uno strumento che suona sempre la stessa nota.

Tracce di umani. Andreuccetti.2
Mentre siamo presi da tutto ciò, da questa frenesia, il mondo sta marcendo, intossicato, soffocato, sfruttato e ridotto all’osso per alimentare la stampa di qualche volto noto, su un lembo di carta e filigrana.

La carota appesa al bastone, corriamo inseguendo la felicità, materializzata e resa pronta all’uso. Lussuosa, sportiva, lussuriosa, basta che faccia guadagnare, e che duri poco, in una società consumista che si rispetti. In una società così devota al profitto non c’è tempo di aggiustare le cose, né di affezionarsi, quindi buttate via tutto e comprate l’ultimo modello di felicità pronta per l’uso.

Tracce di umani. Andreuccetti.3

Stiamo calpestando un mondo che ci chiede disperatamente aiuto, agonizzante, povera madre abbandonata dai suoi figli.
La felicità non è in un oggetto, né tantomeno si compra o si consuma, la felicità vera, eterna, la si trova dentro si sé e nell’animo degli altri, di chi ci vuole bene veramente.
Questo nuovo “modello” di felicità lo si trova nella spontaneità del bene, nella gentilezza di un sorriso, tocchiamoci, accarezziamoci, assaporiamo gli altri, che molto spesso ignoriamo, pensiamo di meno a noi stessi, perché saranno gli altri a pensare a noi. Dovremo insegnare ai nostri figli l’amore, la condivisione, a trarre felicità dalla bellezza della vita in sé, e ad ammirare il nostro pianeta, casa di meraviglie.

Andreuccetti Alessandro. Acquarello

E’ questa la riflessione di Simone Sansalone, V anno del Liceo Mazzini di Napoli, sul pensiero di Lucia Mastrodomenico (vedi qui) :

“…anche questa è la storia che vogliamo cambiare. Dobbiamo credere di più nelle relazioni umane, investire meno sul potere, sul narcisismo, sui beni materiali. Forse solo così la specie umana può migliorare. I giovani e le giovani, intervenute in questo convegno mi hanno fatto capire che ciò è possibile …

Quali concetti più distanti dalla nostra vita quotidiana!
La cronaca ci mostra ben altro e ci siamo talmente abituati che non riusciamo nemmeno a pensare che si possa essere diversi. Incuranti di quel che lasciamo al nostro passaggio, ci preoccupiamo solo del nostro immediato presente.

Après moi le déluge! – Dopo di me il diluvio – diceva Luigi XV nel sottolineare che non gli importava un bel nulla del futuro del regno di cui era sovrano assoluto. E una quindicina di anni dopo la sua morte ci fu la rivoluzione francese.

A chi guarda alle generazioni future preoccupa questo menefreghismo, ma davanti a giovani che come Simone prendono in mano il destino personale e quello collettivo, ci si sente un po’ risollevati.

La sua riflessione è scaturita indubbiamente dall’esperienza quotidiana, comune anche a noi, dove il virtuale dilaga nelle vite di tutti danneggiando molto spesso proprio la relazione e lasciando solo tracce di umanità, da cui il titolo che Simone ha dato al suo scritto.

Sarebbe interessante sentire se i nostri ragazzi di Ponza avvertono l’indebolimento delle relazioni interpersonali nell’era del virtuale e se pensano che possa essere negativo.

 

Note
– L’8 marzo scorso al Liceo Vico di Napoli c’è stata la proclamazione dei vincitori dell’annuale Premio Lucia Mastrodomenico a cui hanno partecipato studenti di diversi Licei napoletani.

premiazione-Simone-e-Stefano

I vincitori di quest’anno sono stati Alessandro Di Pietro, 3° classificato e premio da 100 €, Simone Sansalone e Stefano Gentile, 2° premio ex aequo con 100 € a testa, Giorgio Mangiaracina e Ferdinando Simone D’Agostino, 1° premio ex aequo con 150 € a testa.

– Le immagini inserite nello scritto di Simone sono acquerelli di Alessandro Andreuccetti (http://andreuccettiart.artweb.com/)

 

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