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Dai bracconieri di Palmarola ai porci di Circe

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di Silverio Lamonica
Circe & Pigs.

 

Leggendo “il Messaggero” di oggi sabato 23 aprile 2016, due articoli che riguardano la nostra isola hanno attratto la mia attenzione.

Il primo è in “Cronaca di Latina” prima pagina: “Palmarola liberata dai bracconieri: blitz della Forestale” . Leggo, purtroppo, che un nostro concittadino è stato arrestato, un altro è a piede libero ed altri sono ricercati.
Ritengo assurda qualsiasi scusante del tipo: – “Ci sono problemi di inquinamento che veramente distruggono la fauna, i pesticidi, i gabbiani… – oppure: – Perché i Carabinieri non concentrano totalmente la loro attenzione sui veri delinquenti… e così via.
Non trovo scusanti. La notizia mi addolora per il profondo senso di appartenenza che mi lega a questa comunità: i ponzesi, nessuno escluso, sono la mia famiglia e quando capita qualche disavventura a qualcuno di noi ne soffro terribilmente, così come gioisco nell’apprendere che qualcuno di noi, specie se all’estero, si distingue nelle varie attività e consegue dei riconoscimenti, dei meriti.

Nell’attesa che i concittadini indagati chiariscano la loro posizione, dico: manteniamo sempre alto il prestigio di Ponza e di noi tutti che, vicini o lontani, la viviamo, non sfidiamo la legge, mettiamocela tutta!

L’altra notizia è a pag. 21 del medesimo quotidiano: – “Al Circeo il mito diventa storia… Qui Circe incontrò Ulisse” .
L’articolo, a firma di Laura Larcan, riporta i risultati di alcuni studi fatti dall’archeologo Diego Ronchi dell’Accademia dei Lincei con il supporto strategico della Soprintendenza per l’Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale. In breve – se non erro – si tratta di alcune iscrizioni votive rinvenute tra i ruderi di un tempio sul promontorio del Circeo, in un sito con affaccio verso le nostre Isole Ponziane (manco a farlo apposta). E poi la nota: l’iscrizione votiva… fa riferimento ad un ‘liberto Calpurnio’ che ‘offre per merito’ doni ad una divinità riferibile probabilmente a Circe”   … la maga che trasformò in porci i compagni di Ulisse. Ripeto: “riferibile probabilmente a Circe”.

L’iscrizione, come si evince dall’articolo, risale al primo secolo a. C. , è nei ruderi di un santuario dedicato a Venere dal padre di Giulio Cesare, il quale nacque all’incirca 11 secoli dopo la guerra di Troia e le conseguenti peripezie di Ulisse. Come se fra tre, quattromila anni, dai resti di una chiesetta di Aglientu, in Sardegna, qualche storico-archeologo, rinvenuta la traccia votiva dedicata a San Silverio, ne dichiarasse la sede del martirio, quando tutti sappiamo che il nostro Santo Protettore fu martirizzato a Ponza o, probabilmente, a Palmarola.

Omero così descrive la mitica Eèa sede della Maga Circe: “l’isola che l’immenso mar circonda”. È una caratteristica ben più conforme a Ponza che non al promontorio del Circeo e ciò per me è sufficiente per mettere in dubbio la presunta scoperta.

Tuttavia mi rimetto a chi è di gran lunga più esperto di me, in materia.

 

Di Silverio Lamonica. In condivisione con www.buongiornolatina.it

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