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Lo sport migliore

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di Silverio Guarino
Maratoneta etiope

 

Tutti noi, quando veniamo al mondo, abbiamo due tesori da conservare e da sviluppare: la mente e il corpo.
Se avremo genitori ed insegnanti “illuminati”, potremo diventare tutto ciò che di potenziale c’è in noi, senza limiti o preclusioni; la nostra mente si aprirà alle scienze ed alla filosofia così come alle arti e alla politica (senza dimenticare l’agricoltura, la pesca e l’artigianato).

E il corpo?

Una giusta alimentazione, una genetica felice ed un ambiente salubre ci permetteranno di avere un corpo idoneo alle fatiche della vita di tutti i giorni e in grado di affrontare attività fisiche anche agonistiche. Attività che ci potranno accompagnare anche nella nostra terza età.
Quali prediligere?

La scelta deriva da svariate considerazioni, non ultime, le condizioni logistiche. Ma perché gli Etiopi eccellono nelle corse lunghe, marce e maratone? Sono magri, piccoli e scattanti. Ma soprattutto esercitano sport “poveri”, che non necessitano di niente, talora neanche delle scarpe.
E poi si corre da soli; non è necessario nessun altro al di fuori di se stessi.
Una nazione intera si rappresenta in un unico atleta.
Figuriamoci poi una piccola isola come Ponza, che di abitanti ne ha veramente pochi.

E invece no; questa nostra Ponza mantiene e vuole mantenere non una, ma ben due squadre, di calcio e di calcio a “cinque” (nel passato anche una squadra di pallacanestro).
Con costi non indifferenti di gestione, sacrifici inumani (alzatacce domenicali, mare mosso spesso causa di ritardi e di rinvii), necessità di avere “stranieri” in squadra (non raggiungendo spesso il numero degli atleti necessario a coprire i ruoli), depressione post-insuccessi, inconsistenze arbitrali, insoddisfazione del pubblico e dei sostenitori.

In un film di Verdone (“Borotalco?”), si faceva questo commento a un rapporto di coppia, che era veramente difficile: “Ma cosa vuoi ottenere da un uomo sposato e con figli che vive ancora in famiglia e che sta a ottocento km da te? Non puoi cercarti un amore più semplice e più vivibile?”.

A Ponza potrebbero svilupparsi il tennis, la ginnastica, il ping-pong, il tiro con l’arco, la corsa campestre, la carabina, ma anche gli scacchi e la dama. E anche gli sport da praticare in mare (canoa, canottaggio, vela).

Immersione subacquea

Così come pure, invece di una banda musicale di improbabili trenta-quaranta elementi (con molti “sostegni” esterni), si potrebbe pensare ad un bel complesso musicale con tanto di belle voci (e senza “dischetti” o basi registrate, ve ne prego!), composto da quattro o cinque elementi locali.

Ci sarebbero più soddisfazioni e meno frustrazioni.
Oltre che minor costi.

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