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Laziomar… Ambarabà ciccì coccò

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di Francesco Ferraiuolo
Ambarabà ciccì cocò

 

Ambarabà ciccì cocò: il giro è sempre tra le stesse navi!

Siamo quasi tornati al punto di partenza che, comunque, era migliore di quello d’arrivo.
Ecco cosa hanno prodotto la Regione che “ha arbitrato in modo ineccepibile”, il Comune che “è stato inflessibile” e la Laziomar che “è stata flessibile”.

La verità è che finora hanno, semplicemente, cercato di fare la “festa” con i fichi secchi per approdare ad un risultato che non poteva essere diverso con i mezzi che hanno!

E, nonostante le continue critiche e le vivaci proteste da parte dei cittadini sulle soluzioni finora date, con il Sindaco sempre in prima fila, ad assentire e ad applaudire le cosiddette “novità” tecnologiche messe in linea dalla Laziomar.

Paradossale è, tuttavia, il fatto che, sebbene beffati e gabbati, ci sentiamo più sollevati per questo ritorno all’indietro!
E qualcuno, per questo, ringrazia pure!

Come si dice: non è mai troppo tardi; all’Amministrazione che sembra essersi ricreduta sulle scriteriate scelte fatte, riproponiamo di porre in essere iniziative forti – non a chiacchiere – affinché, come da contratto, si realizzi il diritto della popolazione ad avere collegamenti marittimi comodi, veloci, efficienti e sicuri.

E ciò potrà avvenire inducendo la Laziomar, affidataria dei collegamenti marittimi dell’arcipelago ponziano, ad impostare subito un serio, concreto ed esaustivo piano di ammodernamento dei mezzi navali, destinati, in via esclusiva, ed adeguati alle esigenze dei cittadini della nostra isola che, non dimentichiamolo, si trova molto lontano dalla costa ed in mare aperto.

Son passati già alcuni anni e non possiamo permetterci di perdere ancora altro prezioso tempo.
Sennò, andando avanti con la gestione dell’esistente a rappezzi e sostituzioni, saremo solamente spettatori e vittime di una lunga telenovela a tragica fine… e non solo per eventuali risvolti giudiziari.

Ambarabà ciccì coccò

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