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Il ritorno dell’eroina tra i ragazzi italiani

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segnalato da Sandro Russo
Cicken-Forever

 

Prendiamo lo spunto dall’ennesimo allarme che riguarda l’eroina – da Repubblica di ieri 16 marzo 2016, cfr. file .pdf in fondo all’articolo – per reiterare un problema spesso sottovalutato e/o oscurato dai media, ma che prepotentemente torna alla ribalta con la forza dei numeri delle quantità che circolano delle varie droghe e della diffusione tra i giovani.

Nell’aprile 2012 abbiamo svolto un approfondimento del problema nelle scuole medie di Ponza…

Locandina

…e dedicato numerosi articoli sul sito al tema della droghe d’abuso [digita – Droghe – nel riquadro “Cerca nel sito”, per accedere agli articoli sulle singole sostanze]

Nelle conclusioni finali (di 19 articoli di cui quattro dedicati appunto all’eroina) tentavamo una sintesi del problema sottolineando i pericoli derivanti dall’alcol, spesso negletto o sottovalutato, e cocaina ed eroina, fortemente additivi e capaci di instaurare una dipendenza precoce…
In questi termini: “Che il problema esista, e molto spesso sia sottovalutato dalle famiglie e dagli stessi educatori, è indubbio. Altrettanto diffusa è la disinformazione da parte dei giovani che peraltro sono i principali bersagli di una campagna di manipolazione da parte di organizzazioni – le centrali internazionali di produzione e spaccio delle droghe, dai livelli più alti fino alle sue diramazioni periferiche – ben più abili e scaltre dei giovani (potenziali) consumatori” (per l’articolo completo, leggi qui).

Ora l’allarme viene riproposto, sui principali organi d’informazione

Il sequestro. Foto da Repubblica

“Pensano che le droghe siano tutte uguali”
L’intervista / Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze di Milano

Milano. «In Italia abbiamo seguito la politica dello struzzo. Per non discutere di liberalizzazione della marijuana, argomento che divide i partiti, si è preferito per anni non affrontare del tutto il problema droga. E così ora ci sono sempre più giovani che consumano di tutto, che passano dall’oppio all’erba, dallo psicofarmaco alle pasticche». Non usa mezzi termini Riccardo Gatti, psichiatra, direttore del dipartimento dipendenze di Milano città metropolitana. Nei decenni di lavoro dal suo osservatorio privilegiato ha visto cambiare il mercato degli stupefacenti, la fisionomia dei consumatori e passare governi e leggi.

Ci sono responsabilità politiche nel ritorno dell’eroina?
«Certo è che mentre il paese restava immobile e i politici facevano gli struzzi, i mercanti della droga studiavano strategie, lanciavano nuovi prodotti, consolidavano il mercato. Grazie anche all’ignoranza delle nuove generazioni, inconsapevoli dei pericoli. In pratica ora noi arriviamo a vedere le epidemie di un certo tipo di stupefacente quando il mercato è ormai consolidato».

Cosa bisognerebbe fare?
«Lavorare in coordinamento tra i vari settori coinvolti, dai servizi alla politica, dalla finanza alle scuole, in modo da prevedere cosa accadrà sui mercati prima che sia troppo tardi».

Mancano gli esperti?
«No, abbiamo persone qualificate, professionisti capacissimi. Tutto sta nel farli collaborare senza steccati, creando un think tank per lavorare sul futuro, in previsione. Perché non basta avere servizi epidemiologici o delle dipendenze che funzionano se non si opera assieme, con un progetto comune».

Com’è cambiato il mercato della droga?
«Una volta tutto era deciso e gestito dalle organizzazioni criminali, ora c’è la deregulation, c’è chi la compra in rete, ci sono i piccoli buyers locali che vendono di tutto e fidelizzano il cliente rafforzando, ad esempio, le dosi di hashish con l’eroina».

Nuovi arrivi dall’estero?
«L’Osservatorio Europeo di Lisbona ha segnalato che si è ricominciato a raffinare eroina in Europa, forse per servire più rapidamente i clienti: non è un buon segnale».

Da “la Repubblica”, intervista a cura di Caterina Pasolini autrice dell’articolo di fondo (tutto incluso nel file .pdf allegato)

 

Qui il file .pdf completo del ‘paginone’ dedicato al problema sul giornale di ieri: Il ritorno dell’eroina tra i ragazzi italiani. Da ‘La Repubblica’ del 16.03.2016. p.21

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