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Memo 46. Pure nuie vulimm’ ’u gazebo!

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la Redazione
Gazebo e ideogrammi. Comunità cinese al voto per le primarie di Milano

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In vista delle elezioni amministrative del 2017, anche da noi si sono svolte le primarie, caratterizzate da una larga partecipazione della cittadinanza e dal sereno e corretto confronto tra i candidati.
I piccoli problemi organizzativi sono stati risolti brillantemente. Constatata l’assenza di votanti cinesi, sono stati coinvolti gli studenti di terza media che, truccati con occhi a mandorla, istruiti con una lezione di mandarino in pillole, hanno potuto plesentalsi tlanquillamente ai seggi ed esplimele il ploplio voto.
Più difficile rimediare all’assenza di Bertolaso: pur essendo presenti in piazza parecchi sparacazzate mancava un vero esperto in disastri edili perché, modestamente, i lavoretti qua si fanno come si deve, siano essi scavi di montagna o depositi per attrezzi pluriaccessoriati; sarebbe andato bene anche un candidato che da bambino faceva crollare i castelli di sabbia, ma  non s’è trovato; alla fine ci si è dovuti accontentare del progettista del porto di Le Forna, famoso per aver invertito il fanale di destra con quello di sinistra (!).

porto

Giggino appariva in gran spolvero, con tanto di elmetto-scolapasta in testa, e vantava il suo ultimo successo in qualità di esponente della lobby dei cacciatori: niente volontari Lipu e simili a Palmarola e Zannone perché mancano le condizioni per poterli ospitare in sicurezza; in compenso, visto che i cacciatori stanno a Palmarola, i signori volontari venghino venghino pure a Ponza. Per par condicio il rappresentante dei commercianti ha proposto che la Guardia di Finanza potrebbe alloggiare a Palmarola, per il controllo dei numerosi esercizi commerciali ivi presenti; il portavoce dei barcaioli ha sollecitato il trasferimento della Guardia Costiera sul Semaforo, opportunamente restaurato. 
Unanimità sulla collocazione di Laziomar che ha già raggiunto la sede di inutilità ottimale.

I candidati hanno ascoltato con attenzione le proposte emergenti dalla società civile e hanno convenuto sul fatto che la soluzione immediata di tutti i problemi si ottiene mediante adeguata e opportuna collocazione dei controllori.
Allora è arrivato Bataccone con una guantiera di zeppole di san Giuseppe e, tutto festoso, ha annunciato: “U miedico mio è morto..! Finalmente pozzo magna’!”. Ha poi comunicato di essersi rivolto in pasticceria per l’esame della glicemia e in rosticceria per quello dei trigliceridi: chi più dei suoi fornitori ha interesse a che lui, cliente-consumatore, sopravviva a lungo e in buona salute?

A questo punto nei pressi del gazebo c’è stata un po’ di confusione, qualcuno si è ricordato che la storiella l’ha già sentita e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, Assuntina è arrivata urlando contro il marito che, per mettersi in grande uniforme, s’era portato via da casa scolapasta e piumino per la polvere, il solito schiattamuorto ha urlato il suo slogan lugubre “Santo subito e senatore a Roma” rispetto al quale il camilleriano “togliti dai cabasisi” svetta per levità ed eleganza.

Per la cronaca, i risultati delle primarie sono stati:

Marvizzi 12
Quaglie 24
Arcere 38

 

Immagine di copertina. Gazebo e ideogrammi. Comunità cinese al voto per le primarie di Milano

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