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Buon San Valentino!

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proposto da Silverio Lamonica
Innamorati mare cuore

 

14 febbraio. E’ la festa degli innamorati, scusate se ripeto questo “luogo comune”. Per celebrarla degnamente propongo un brano poetico in francese “la lingua degli innamorati”, altro luogo comune, perdonate.
L’autore è Paul Verlaine…
“Quando si vuol bene / non ci vuol Verlaine / basta saper dir / su per giù così / Je t’aime …” – Così recita il testo di una vecchia canzone.
Però è il caso, secondo me, di scoprire i sentimenti di questo “poeta maledetto” nei confronti del “gentil sesso” e il suo tormento per un amore irraggiungibile.

A une femme

A vous ces vers de par la grâce consolante
De vos grands yeux où rit et pleure un rêve doux,
De par votre âme pure et toute bonne, à vous
Ces vers du fond de ma détresse violente

C’est qu’hélas ! le hideux cauchemar qui me hante
N’a pas de trêve et va furieux, fou, jaloux,
Se multipliant comme un cortège de loups
Et se pendant après mon sort qu’il ensanglante !

Oh ! je souffre, je souffre affreusement, si bien
Que le gémissement premier du premier homme
Chassé d’Eden n’est qu’une églogue au prix du mien !

Et les soucis que vous pouvez avoir sont comme
Des hirondelles sur un ciel d’après-midi,
– Chère, – par un beau jour de septembre attiédi.

(Paul Verlaine)

Anche i componimenti poetici francesi, come quelli inglesi, di solito sono formati da versi con un numero maggiore di vocaboli, rispetto a quelli italiani. Per cui nel tradurre la bellissima poesia nella nostra lingua, mi sono limitato a riportare le parole più significative ed “essenziali” (secondo il mio punto di vista) osservando pure la rima, come nel testo originale. Un ottimo vocabolario e una grammatica, anche in questo caso, mi hanno aiutato.

S. Valentino. Parigi

 

A una donna

Rivolgo a voi con grazia questi versi,
ai vostri occhi dolci, in riso e in pianto,
ché l’alma vostra ammiro in un incanto
dal fondo dell’angoscia in cui m’ immersi.

 Ah! Incubo crudele in cui mi persi;
follia, furia e gelosia intanto
qual lupi in branco a me le vedo accanto
e il mio destin che sanguina godersi! 

Oh! Come orrendo e immenso è il mio soffrire,
d’Adamo i lai, dall’Eden fu cacciato,
son egloga per me, quasi un gioire! 

L’ambascia che talor v’ha tormentato
qual rondine a settembre è il garrire
in un meriggio, o cara, delicato.

Nota

Paul Marie Verlaine (1844 – 1896) definì se stesso poeta maledetto a causa del tenore di vita fuori dalle regole che amava condurre e a cui molte sue opere si ispirarono. Il sonetto “A une femme” è tratto da “Poèmes Saturniens (Poemi Saturnini): l’amore è inteso come sofferenza, ricerca di protezione, tenerezza … (da Wikipedia).

 A tutti   Buon San Valentino!

Tour Eiffel. Pruno fiorito

 

Di Silverio Lamonica; in condivisione con www.buongiornolatina.it

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