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Il sindaco pescatore

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di Martina Carannante
Angelo Vassallo

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Il sindaco pescatore non è una trovata pubblicitaria di qualcuno per sottolineare i suoi hobby, ma è un uomo realmente esistito che ha lasciato un segno indelebile in tutto il meridione; in pochi lo conoscono, si chiamava Angelo Vassallo. Parlo all’imperfetto perché è stato assassinato nel 2010 da una mano ignota, molto probabilmente malavitosa.
Rai1, l’altra sera (8 febbr.) gli ha dedicato un film, una sola puntata per racchiudere la vita di quest’uomo.

Vassallo nasce pescatore nel Cilento, a Pollica; accede agli studi ma non arriva a laurearsi, eppure ha le idee molto chiare sulla sua vita. Il mestiere del pescatore è tra i più antichi del mondo, è faticoso e ai giorni d’oggi non ripaga più come prima.

Questo anche i ponzesi lo sanno bene. Prima il nostro porto godeva di una super flotta, tra cianciole, spadare e paranze, ora, per colpa delle leggi imposte dall’Europa e per la poca voglia di continuare questo faticoso seppur nobile mestiere, ci si è ridotti ad un numero molto esiguo, per non dire misero. Come per noi, anche nel luogo originario del Vassallo vi era ed è la medesima situazione.

Il sindaco pescatore, guardandosi semplicemente intorno si rende conto di quante cose non vanno bene e quanto poco ci vorrebbe per migliorare (“basta fare tutto il contrario di quel che fanno loro!”); molto probabilmente, quando tenta l’impresa neanche si rende conto del guaio in cui si sta cacciando.
Arrivato ad amministrare il suo paese si accorge che non funziona nulla, anche la casa comunale è in completa anarchia. Cerca di fare il possibile partendo dal mare, dalla natura e con l’aiuto di persone valide. Il suo obiettivo saranno le 5 vele blu di Legambiente; sarà la pulizia del mare, delle spiagge e di tutto il territorio.

Da alcuni compaesani viene additato come ‘sceriffo’, non come lo sceriffo che conosciamo noi che impone le sue leggi senza discussione, ma come colui che riporta le regole e la legge. Vassallo arriverà ad avere quattro mandati, l’ultimo con maggioranza assoluta,  in cui rivoluziona completamente la sua terra, gli ridà ordine e dignità. Fa diventare Pollica un luogo che deve essere vissuto, in cui vale la pena vivere. Ovviamente, così facendo, pesta i piedi alle persone sbagliate.
Le parti che più mi hanno colpito nel film sono tre:
la fontana che sputa soldi:  l’unica vera fontana che sgorga soldi è il mare, per il Cilento, così come per noi.
L’ambiente e il mare da tutelare: facendo ciò si tutela se stessi, la propria casa e le proprie origini. La ricchezza di un luogo sta per lo più in questo.
Il porto: l’importanza e gli interessi che ci sono intorno ad esso, di chi ci vuole mettere le mani per comandare. Mi ha colpito principalmente la frase “Ah lo vedi questo porto pulito è del Comune e come tale deve essere! Loro lo vogliono, ma noi non cediamo”.

Vassallo si è fatto promotore nel 2007 della proposta di inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

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“Quando hai passato buona parte della tua vita in mare, non puoi aver paura di nulla e di nessuno sulla terra”


Note
Fonte biografica maggiore: Wikipedia
Il film: “Il sindaco pescatore” di Maurizio Zaccaro, con Sergio Castellitto.
Il libro: Dario Vassallo, fratello di Angelo, ha scritto, insieme a Nello Governato, “Il sindaco pescatore”, prefazione di Riccardo Iacona, uscito nel 2011 per Mondadori
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Di Angelo Vassallo sul Sito ha scritto Vincenzo Ambrosino a proposito del “Familismo amorale” di Edward C. Banfield (leggi qui).

La “Fondazione Angelo Vassallo” a Latina è coordinata dal nostro collaboratore Erminio Italo Di Nora: www.fondazionevassallo.it
In occasione della presentazione del film a Roma e del successivo ‘passaggio’ in tv, sul sito della Fondazione ha pubblicato una nota ricca di informazioni: leggi qui

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