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Ventotene in festa

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la Redazione

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Siamo felici che i riflettori siano puntati su Ventotene: è il giusto riconoscimento al ruolo che quest’isola ha avuto durante gli anni bui del regime, che si traduce oggi in valenza simbolica di altissimo profilo. E saremmo contenti se questo riconoscimento si traducesse nel recupero strutturale e culturale dell’ex carcere di Santo Stefano.

Di più: in interventi strutturali per il recupero di un territorio delicato come quello insulare che, lo sappiamo bene, ha bisogno di cure sostanziose.

Del resto, non è una dinamica solo dei territori di frontiera; soprattutto in tempi di vacche magre, sono gli eventi a forte impatto simbolico e mediatico a favorire recupero e sviluppo laddove la politica amministrativa ordinaria non riesce.

Certo, per ottenere un rimborso dalla storia, occorre una Amministrazione che si faccia portatrice di istanze.

E Ponza?

Verrebbe da dire che ognuno ha la dirigenza che si merita.

Ricordiamo quando due anni fa, in occasione del 75° della chiusura della colonia confinaria (che ospitò tra gli altri Pertini e Spinelli: gli stessi giustamente celebrati a Ventotene), a Ponza, presentammo un progetto all’Amministrazione Vigorelli che includeva la presenza di personalità ed Enti di primo piano, da noi già contattati. E che aveva la ciliegina sulla torta nell’invito ufficiale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (che ricordiamo, iniziò il suo mandato proprio con una visita a Ventotene), che ovviamente sarebbe dovuto essere ad onore dell’Amministrazione Comunale.

La risposta da parte del Sindaco fu di rigetto dell’iniziativa. Non – si badi bene! – relativamente alla presenza di Ponzaracconta, il che potrebbe avere una sua  legittima motivazione: evidentemente ci saranno associazioni migliori di noi!

Ma, e ciò è ben più grave, di rifiuto totale di ogni iniziativa che comportasse la presenza istituzionale di Enti Morali (quali ANPI ed ANPPIA) e di Rappresentanti dello Stato a proposito di ricorrenze della Repubblica Italiana, considerata anche  la conclusione in un nulla di fatto  di un successivo tentativo di chiarimento delle reciproche posizioni.

Oggi, mentre a Ventotene, ci ripetiamo, ci saranno i riflettori nazionali (e non solo, vista la valenza europea dell’incontro), nonostante Altiero Spinelli concepì probabilmente a Ponza il suo Manifesto, nonostante la stessa Clio Napolitano fosse stata concepita a Ponza, noi ci occuperemo di vasi di fiori, di ulivi da parcheggio, di alberi di Natale griffati, di pedane di metallo: il tutto ovviamente nei 150 mq del porto, mentre tutto il resto dell’isola va in malora.

E’ questo il nostro orizzonte, il nostro spessore.

 

 

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