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Il film di Checco Zalone

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di Sandro Russo
Quo-vado-poster

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Non si parla d’altro in giro; pare che i problemi del mondo siano relegati in secondo piano rispetto all’avere o non aver visto l’ultimo film di Checco Zalone (nome d’arte di Luca Medici), campione d’incassi ai botteghini.
Perciò sono stato mandato in avanscoperta dai miei amici ‘cinefili doc’ che  erano un poco 
‘nsaruliati dalle positive recensioni comparse su Repubblica da parte di accreditate firme [vedi gli scritti di Michele Serra e Nicola Lagioia nel .pdf in fondo a questo articolo].
S. R.

 

’O nazzional-popolare a ’o cinema de li Castelli

La disposizione d’animo ier sera, al cinema di Genzano era quella giusta: atmosfera satura di odori di pop-corn, rumori di fondo – cric-croc, crunch… burp! – neanche tanto dissimulati; cestelli giganti (veri secchi, mica per scherzo!) che passano di mano in mano.

I miei vicini di posto si mettono comodi:
– Te vo’ mette accane – dice galantemente Lui a Lei.
– E’ ugualo – fa Lei, distinta – damme ’sso sicchio, va!

Sono qui per dovere di documentazione e di cronaca, dopo che le recensioni di Michele Serra e Nicola Lagioia ci hanno gettato (me i miei amici di Cinema) nello costernazione per un mondo che cambia troppo rapidamente per potergli star dietro.
– Chi è questo Checco Zalone e perché dovrei andarlo a vedere?

…E anche perché ’u zu’ Tanu mi ci ha mandato: Va avanti te ch’a mme me vie’ da ride!

Devo dire che il compito è stato meno gravoso del previsto perché a differenza di quanto ricordavo da un altro esperimento del genere qualche tempo fa, il film scorre piacevole. È costruito su una sceneggiatura ben scritta, centrata sulle manie di un provinciale piccolo piccolo e ‘mammone’ che messo in situazioni estreme trova in sé la scintilla del cambiamento, e gli attori sono giusti per le parti (brave Eleonora Giovanardi e Sonia Bergamasco!)

Un po’ “I sogni segreti di Walter Mitty” e una spruzzata di Sordi e Manfredi di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa”, particolarmente curato per quanto attiene il politically correct che prende garbatamente in giro, e un buon intrattenimento per famiglie, mai volgare.
Rispetto all’altra mia esperienza con Checco Zalone, questo è ben girato (non una serie di piccoli spot slegati) e intelligente (la trama, per quanto stirata, tiene!)…

Insomma, pare proprio che Michele Serra e Nicola Lagioia ci abbiano preso.
Leggere e (poi) vedere per credere!

Checco Zalone

 

 

Nel file .pdf gli articoli di M. Serra e N. Lagioia su Repubblica: Commenti da Repubblica del 3 e 10 genn. 2016

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3 commenti per Il film di Checco Zalone

  • Luisa Guarino

    Ancora una volta mi trovo d’accordo con Sandro (devo preoccuparmi?). Ho visto “Quo vado?” e l’ho trovato gradevole, divertente in maniera intelligente. Premetto che al cinema non ho la puzza sotto il naso: di solito vado a vedere film ‘di spessore’ (mio marito li definisce ‘cuoppi’) ma non disdegno i generi più diversi (fatta eccezione per i film di guerra e i western, salvo Quentin Tarantino). Anche io prima di questo ho visto solo un altro film di Zalone, non sapendo neanche di chi e di cosa si trattasse. Me lo aspettavo volgare e invece no. Però questo “Quo vado” è di certo la sua pellicola migliore. Che tra l’altro… pare, abbia messo d’accordo destra e sinistra. Ribadisco: vedere per credere.

  • Pino Moroni

    Ciao Sandro,
    hai perfettamente ragione: ho visto l’altro giorno “Quo Vado?”, e mi è piaciuto, e ieri “Dio esiste e vive a Bruxelles”: in due giorni mi sono rifatto di due mesi di film mediocri. Ho ancora delle riserve da sciogliere sul film “Francofonia”: un ibrido un po’ ondivago…
    Ma da quando in qua Ponzaracconta è diventato un sito di critica cinematografica? Mi è sfuggito il passaggio!
    Grazie comunque. Alle prossime
    Pino

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