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Non solo calcio a 5. La dura domenica del mio ultras

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di Vincenzo Ambrosino
La partita del 10 gennaio 2016

 

Giornata primaverile, cielo limpido e pieno di sole.

Ancora una partita casalinga e ancora una volta la nostra formazione di calcio a 5 ha fatto risultato; questa volta però, contro una squadra avversaria che aveva 18 punti in classifica, che è venuta sull’isola  con il mare calmo e con l’intento di prendersi facilmente i tre punti contro gli isolani ultimi in classifica.

Abbiamo assistito ad  una partita vera  giocata a un livello agonistico molto elevato. I nostri avversari non hanno mostrato grandi individualità per cui hanno subito la nostra furia agonistica.
Ancora una volta i nostri ragazzi hanno dimostrato che quando c’è da combattere non si tirano indietro e alla fine non possiamo che recriminare sul risultato finale che non ci ha premiati per colpa degli ultimi dieci minuti di gara: un vero black out!
La nostra squadra vinceva 2 a 0 e mancavano circa 10 minuti, i nostri avversari si sono inventati un goal e poi sono riusciti a pareggiare.
Il pubblico casalingo, che un attimo prima era tranquillo e contento, ha cercato di spronare la nostra squadra perché non si poteva accettare il pareggio. I nostri ragazzi si sono buttati nel metà campo avversaria. Un fallo a centro campo non fischiato a nostro favore ha consentito un contropiede  ai nostri avversari  che addirittura sono passati in vantaggio.
Successivamente l’arbitro  espelleva il nostro presidente che protestava perché i giocatori avversari sistematicamente intimorivano i nostri giocatori.
L’arbitro a quel punto è stato preso di mira dal pubblico. In una nostra azione d’attacco il nostro pivot entra in area di rigore e in un contrasto cade a terra. Tutti abbiamo reclamato il rigore ma l’arbitro ha concesso solo una punizione dal limite. Il nostro giocatore ha perso la testa e ha spintonato l’arbitro che ha estratto il cartellino rosso. Siamo rimasti con un uomo in meno.
Lascio a voi immaginare che cosa si è scatenato contro l’arbitro.
Solo l’orgoglio e l’indomito coraggio dei nostri ha permesso di pareggiare una partita che noi avevamo meritato di vincere senza se  e senza ma.

Risultato Finale  Le Forna Mare – Golfo Spinei 3-3
Marcatori per Le Forna Mare: 20′ Francesco Di Meglio, 43′ Giacomo Vitiello, 58′ Francesco Vitiello.

Ho visto la partita insieme a un caro amico che io ho definito un ultras della propria terra e quindi di tutto quello che c’è nato sopra.

Nel caso del calcio non importa chi scende in campo, il mio ultras è caratterizzato da un forte senso di appartenenza all’evento che vede protagonista un ponzese.
Dal fischio d’inizio a quello finale lui vede solo il pallone come un oggetto che ha un solo scopo: quello di entrare nella porta avversaria. Se poi questo pallone arriva nella porta avversaria attraverso un’azione manovrata, esaltante, allora l’appartenenza a quell’evento diventa orgoglio esistenziale.

Come tutti gli ultras il mio ultras nutre sempre una fiducia incrollabile nella possibilità dell’impresa, una speranza nel cuore e nei 60 o 90 minuti di gioco (a seconda della partita) continua a incitare  la squadra con tutte le forze che ha in corpo, partecipando alla partita come se stesse in campo. Suggerisce passaggi, maledice sbagli e esalta azioni dei suoi giocatori, in una parola vive la partita come se fosse una battaglia per la sopravvivenza.

Pensate al mio ultras a “giocare” una partita come quella di domenica, dove non c’è stato un attimo di tregua e quindi l’ha dovuta giocare dal primo all’ultimo minuto, e non soltanto contro la squadra avversaria, ma contro l’arbitro, contro le incertezze psicologiche dei nostri ragazzi e anche contro la mala sorte. Uno sforzo troppo grande da sostenere tutto in apnea, tra una sigaretta e l’altra.

La partita del 10 gennaio 2016.1

Il mio ultras domenica dopo aver fatto tutto questo nell’assistere alla partita di calcio a cinque si è recato a Calacaparra dove si stava giocando anche l’altra partita di seconda categoria.

Il mio ultras non si è fermato su nel parcheggio con me, ad assistere da lontano la partita lui è andato nell’arena a bordo campo a contatto con la rete pronto di nuovo a sostenere i ragazzi del Ponza che intanto vincevano per 1 a 0 ma che erano in dieci uomini per l’espulsione di un loro compagno.
E di nuovo l’ho osservato da lontano, a gridare, a fumare, a sbraitare contro l’arbitro e a fare i cori con ragazzi molto più giovani di lui.

Ma il mio ultras non potrebbe essere che così perché è innamorato della sua terra, la vive in modo intenso e non saprebbe viverla in modo diverso.

Lui dice che a Ponza non riesce a non essere così preso dagli eventi.
“Quest’isola ha bisogno di passione per viverci. Ha bisogno di sostegno, ha bisogno di persone che smettano gli abiti della festa e scendano in campo. Quest’isola ha bisogno dei giovani che comincino a vincere le loro partite. Questa isola ha bisogno di rompere le reti di protezione che ognuno di noi ha messo intorno al proprio campicello e questo lo dobbiamo fare prima che l’arbitro fischi la fine della nostra partita”.

Questa settimana il mio ultras può essere soddisfatto. Le nostre due squadre hanno fatto ottimi risultati e lui come d’altronde tutti noi siamo tornati nelle nostre case alle 16,00, spossati e senza voce ma finalmente appagati, a divorare il pranzo della domenica.

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