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‘U bàfar’ e l’allocco

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di Pasquale Scarpati
Gufo

 

Quando mia madre era piccina si divertiva con le sorelle a catturare un uccello che a Ponza era chiamato‘u bàfar’ (conosciuto anche come bafariéll’).
Usavano questo metodo: una si poneva davanti battendo le mani e attirava l’attenzione della creatura che guardava, fisso, con occhi spalancati; un’altra delle sorelle, zia Marietta o zia Sabettina, di soppiatto e velocemente lo afferrava alle spalle. Così allora si divertivano!
Credo che la parola bàfar’ si riferisse al gufo, non credo alla civetta che era chiamata ciucciuvettola e non credo si riferisse all’allocco, sebbene ancora oggi si dica è ’n’allocch’ di una persona un po’ sempliciotta che si lascia incantare facilmente, proprio come ‘u bàfar’.

Volendo seguire la recente diatriba sul dialetto scritto, dobbiamo stare attenti a non confondere l’allocch’ con “l’allucch’” (lo strillo/gli strilli) che è tutt’altra cosa e di cui oggi si fa gran uso.

Ma forse, forse, tra le due parole c’è attinenza, oltre che assonanza. Se riflettiamo bene l’allucch’ potrebbe essere fatto appost’ pe’ l’allocc tanto che si ritiene che chi più strilla, più ha ragione.

E oggi più che mai.

Quando preferiamo non pensare, facilmente ci lasciamo fagocitare da ciò che percepiscono i nostri sensi, in particolare da quelli che la moderna tecnologia ha esercitato, la vista e l’udito, i sensi dell’apparenza, ben distinti da quelli molto più veritieri del tatto, del gusto e dell’olfatto.

Quante volte vedendo film ambientati in epoche passate, ci si convince che sarebbe stato bello vivere allora!
 Eppure di quel mondo a noi sono arrivate solo immagini e non gli odori, i sapori e tutto quanto ha a che fare con la pelle, dalla stoffa per gli abiti alle modalità di pulizia! Se vivessimo l’esperienza del ritorno al passato con tutti e cinque i nostri sensi, non credo che vorremmo restarci a lungo..!

Ma la nostra capacità raziocinante ci consente di poter evitare esperienze negative. Adeguatamente utilizzata ci dice che chi strilla non è detto che abbia ragione, può aiutarci a capire se chi infarcisce i suoi discorsi di immagini e belle parole voglia venderci un messaggio fasullo o meno.

Sarebbe il caso, quindi, di stare ‘i lese, di non essere allocchi e di lasciare agli altri anche la possibilità di alluccare, ma di non lasciarci imbrigliare come ‘u bàfar’ che mia madre e le sue sorelle prendevano con una battuta di mani.

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Note ornitologiche (a cura della Redazione)

Gufo.2

Il gufo comune (Asio otus – Fam. Stringidae) è un uccello notturno caratterizzato da tipici ciuffi sulle orecchie, semplici piume che non incidono sul funzionamento dell’apparato uditivo, peraltro finissimo. Caccia una grande varietà di piccoli animali, prevalentemente topi, ma anche altri uccelli notturni come i pipistrelli . Durante il giorno dorme nelle cavità degli alberi o in vecchi ruderi, perfettamente mimetizzato dal piumaggio.
Le sue dimensioni variano fra i 30 e i 40 cm di lunghezza con un’apertura alare che può raggiungere il metro.

Allocco. Strix aluco

L’allocco (Strix aluco) è un uccello rapace della stessa famiglia del gufo; anch’esso prevalentemente notturno
Ha occhi neri, non possiede ciuffi auricolari, si mimetizza alla perfezione nel bosco che frequenta, il suo colore può sembrare la corteccia di un albero. La taglia è di 38 cm, il peso variabile ma non supera i 600 grammi. Il dimorfismo sessuale è caratterizzato dalle dimensioni maggiori della femmina, caratteristica comune agli Strigidi.

Civetta (Athene noctua)

La civetta (Athene noctua) è come gli altri due un rapace notturno della stessa famiglia degli Stringidi; ha un’apertura alare di 53–59 cm e un peso che varia da 100 a poco più di 200 grammi. Ha forme tozze, capo largo e appiattito senza i tipici ciuffi auricolari del gufo comune, occhi gialli e zampe lunghe parzialmente rivestite di setole. La parte superiore del corpo è grigio-bruno macchiata di bianco mentre in quella inferiore è prevalente il bianco, macchiato di bruno [notizie riprese e sintetizzate da Wikipedia]

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1 commento per ‘U bàfar’ e l’allocco

  • Francesco De Luca

    Bafàrre e bafarielle,
    ciuvettule e cestarielle,
    farcone, farco e falchette,
    Pascali’…
    chiste so’ aucielle
    ‘i mal’aurio.
    Tuocchete e rattete
    e si ’a vide nera
    mittete a fuie.

    Franco

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