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I Magi, di W. B. Yeats

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proposto da Silverio Lamonica
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Le ultime statuine del presepe che avviciniamo alla Capanna, sono appunto i Re Magi in groppa a cavalli o, di solito, a cammelli. In genere sono raffigurati coi volti compunti nei loro lunghi mantelli, pieni di grave solennità, come se presagissero il destino del Bambinello cui si apprestano a rendere omaggio. Tal è la descrizione che il poeta irlandese Yeats ci tramanda con la seguente suggestiva lirica, composta nel 1913:

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The Magi

(by William Butler Yeats)

Now as at times I can see in the mind’s eye,

In their stiff, painted clothes, the pale unsatisfied ones

Appear and disappear in the blue depth of the sky

With all their ancient faces like rain beaten stones,

And all their helms of silver hovering side by side,

And all their eyes still fixed, hoping to find once more,

Being by Calvary’s turbulence unsatisfied,

The uncontrollable mystery on the bestial floor.

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Ascolta qui la lirica su YouTube con il testo inglese in sovraimpressione

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Nel tradurre in italiano la poesia,  le esigenze della metrica nostrana mi hanno indotto a suddividere in due ciascun verso del testo originale. In tal modo otteniamo una serie di versi sciolti di varia lunghezza che si alternano tra loro e che conferiscono al testo una maggiore musicalità, di conseguenza l’interpretazione dei sentimenti del poeta, secondo me, ne esce rafforzata.

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I Magi

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Or come un tempo

nell’occhio della mente io scruto,

nei loro freddi abiti dipinti,

inappagati e scialbi;

nel blu profondo appaiono del ciel

e poi scompaiono

coi loro volti antichi,

scarniti come pietre dalla pioggia

a lungo tormentate,

coi loro elmi argentei

di luogo in luogo erranti,

coi loro occhi fissi

perennemente in cerca,

mai paghi pel travaglio del Calvario

imperscrutabile mistero

su questo suol brutale.

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NOTA
William Butler Yeats nacque a Dublino il 13.06.1865. Compì gli studi a Londra. Negli anni ’20 del secolo scorso fu nominato anche senatore dello Stato Libero d’Irlanda (per la cui indipendenza dal Regno Unito si era battuto a lungo). Nel 1923 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura. Fu autore di saggi, fiabe, drammi e poesie. Morì in Francia il 28 gennaio 1939.
Molte sue liriche furono musicate da vari compositori e cantautori di varia nazionalità: dallo scozzese Donovan all’italiano Angelo Branduardi con l’album “Branduardi canta Yeats” 1986, tanto per citarne alcuni [notizie estratte da Wikipedia]

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Silverio Lamonica per www.ponzaracconta.it; in condivisione con www.buongiornolatina.it

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