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L’ignara formica

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di Vincenzo Ambrosino
ALTAN CAPODANNO

 

Quest’anno alla rappresentazione del Nuovo Teatro Ponzese “Cane e gatte” anche arrivando all’ultimo momento si potevano trovare ancora posti per sedersi. Ho chiesto se avevano allestito un palco più piccolo, mi è stato risposto che il palco ha sempre le stesse dimensioni per cui se c’era posto è perché c’era meno gente a vedere lo spettacolo.

Nella ex ragioneria, nel nuovo istituto turistico, le classi sono costituite da una media di dieci studenti. Ogni giorno i professori quando fanno l’appello constatano che i banchi sono sempre più vuoti. Il calo degli studenti dimostra che non è stato sufficiente cambiare l’offerta formativa per far rinascere l’Istituto Superiore.

L’Amministrazione si è impegnata ad illuminare le piazze. ’A Priezza ha allestito il suo presepe vivente. Nelle chiese ci sono ancora volontari che costruiscono presepi. Ma anche nelle case dei ponzesi ci sono alberi di Natale, presepi e luminarie. L’associazione Cala Felci sta girando per le case per visionare presepi e poi premiarli.

Le nostre due squadre di calcio si allenano anche nelle feste.

I locali la sera si riempiono di ragazzi che ridono, fumano, bevono e ballano.

Il tempo è bello e permette ai pescatori di godere il loro momento magico. Ancora c’è qualcuno che si occupa dell’orto e ne parla con orgoglio.

I negozi alimentari e le macellerie non si possono lamentare; anche quest’anno ci sono denari per imbandire pranzi e cene piene di calorie.

C’è preoccupazione per il nuovo anno, un po’ di freddo allo stomaco: lavoro, salute, amore… non chiederlo alle carte e neanche agli oroscopi.

– “Campiamo alla giornata” – dice il realista, –  “quanti auguri e brindisi sono poi crollati su una buccia di banana”.

C’è un bel sole stamattina ed io ho lo stomaco freddo, prendo la sedia e senza far rumore mi sistemo a godere questo sole dell’ultimo dell’anno.
Sento il caldo sul viso, chiudo gli occhi e vedo un caleidoscopio di colori. Poi apro gli occhi e nel cielo vedo una scia bianca di un aereo che va lontano.

Andare lontani da chi?

Sento un cane che abbaia, poi la goccia del lavandino che perde, poi le mie mani fredde solleticate da una formichina che ignara vi cammina sopra.

Fra poche ore bisogna di nuovo sedersi per la grande cena, aspettando il grande brindisi, finalmente arriveranno i botti.
Tutto deve esplodere di felicità e noi lo faremo esplodere. Dopo tutto sono passate molte formiche ignare su queste mani.

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