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Alla ricerca del circo perduto (2)

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di Sandro Russo

 

Conosciuti i basilari, del lavoro del clown (leggi qui), è possibile affrontare le “variazioni’”
Oltre al ‘bianco’ e all‘augusto’, abbiamo visto negli anni clown acrobati e cavallerizzi, illusionisti, clown buoni e perfino clown cattivi:

The Joker. Tris

The Joker, famoso personaggio dei fumetti di Batman (in italiano “il Jolly), creato da Jerry Robinson nel 1940, che ha avuto sullo schermo numerose personificazioni tra cui quelle di Jack Nicholson e Heath Ledger

Clown stralunati, non-sense, fantasia surreale: una vena di apparente follia pervade questo mestiere come pochi altri…

Chi ricorda per esempio Mac Ronay (al secolo Germain Sauvard 1913-2004), un artista francese (nominato dal Ministero della Cultura francese “Chevalier des Arts et des Lettres”) che dopo un passato da vero acrobata, passò a spettacoli di magia buffa e surreale, durante i quali restava del tutto impassibile nonostante i suoi trucchi magici finissero in disastri, e non pronunciava in scena parola alcuna, ad eccezione dell’esclamazione “Hep!”
Girò anche numerosi film e ebbe gran successo televisivo in Italia con apparizioni ad un famoso “Studio Uno” del 1961.

Guarda qui una sua performance in video YouTube:

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Questo lungo preambolo-ricordo era dovuto – almeno a me stesso – prima di andare a rivedere, a distanza di vari anni dall’ultima volta, lo spettacolo di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée: Le cirque invisibile.

A Roma… Che dev’essere una piazza particolarmente difficile. Giusto a proposito c’è una scena significativa ne I Clowns di Fellini. Quando la troupe va ad intervistare père Loriot, il cui vero nome è George Bazot – classe 1884, all’epoca ha 86 anni; 68 anni di mestiere di cui 26 come ‘augusto’ al Cirque d’Hiver – che ha lavorato con i maggiori clown della sua epoca (Bario, Porto, Rhum, Mimil, Zavatta).

Dice père Loriot, un vecchietto sorridente e gentile che parla un buon italiano:
– Ah, conosco bene Roma! (…) …A Roma nessuno rideva…
Sono andato dal Direttore per domandargli – Ma cosa succede? E lui mi dice: Va tutto bene!
– Ma non ride nessuno!?
Ah! – dice lui – Ma non ridono mai! No, no! Mai! …mai!

Invece si è riso molto al Cirque invisibile,  all’Auditorio di Roma…

8. Auditorium Cirque Invisible

Le cirque invisibile di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée, è stato in scena all’Auditorium (Sala Petrassi), dall’11 solo fino al 23 dicembre 2012

Grazie a due artisti innovatori e coerenti, che perseguono un’idea dello spettacolo circense portato avanti per quarant’anni circa; insieme sul palcoscenico e nella vita.
Sono Jean-Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin.

È stata per me una sorpresa e il regalo di questa messa a punto sul loro spettacolo attuale, ritrovarli belli, quasi angelici, agli inizi della loro carriera, in una scena de I Clowns di Fellini, quando sono due giovani che sperano in una scrittura da parte di un burbero direttore di Circo.

9. Jean Baptiste.1970

Jean-Baptiste Thierrée nel 1970 – Si chiama Baptiste, è medico, psichiatra – dice Fellini presentandolo – e in una casa di cura per malati mentali ha cominciato a organizzare i suoi primi spettacoli… Oggi il suo sogno è girare la Francia con un Circo rinnovando le cosiddette entrée clownesche tradizionali…

10. Victoria Chaplin.1970

Victoria Chaplin nel 1970. Lei – dice uno della troupeè la figlia di Chaplin..! – Stai zitto – gli dice un’altra – non vuole farlo sapere… Ma poi Federico la presenta apertamente come tale.

Nella scena sopra citata de I Clowns – subito ritagliata e inserita per l’occasione su YouTube – lei fa ancora soltanto l’assistente di scena …A guardarla, è inevitabile cercare traccia, anche soltanto per i tratti del viso, dell’“aura” di papà Charlot e della madre Oona O’Neill: un imprinting fisiognomico che si ritrova anche nei numerosi fratelli e sorelle (nella più nota Geraldine, per esempio). Guarda qui:

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Il progetto del circo itinerante fu quindi realizzato e tuttora prosegue; un’avventura artistica cominciata con il “Cirque bonjour” negli anni Settanta, seguita da “Le Cirque imaginaire”, interpretato con i figli – Aurelia e James, che ora proseguono la loro vita artistica in proprio – diventato, dopo l’ultima metamorfosi creativa, lo spettacolo che i due interpretano nelle piazze e nei teatri del mondo: Le Cirque invisibile, appunto.

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[Il circo. 2) – Continua]

Per l’articolo precedente, leggi qui

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