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’A ’Merica e i puristi del dialetto

di Sandro Russo
'Merica [1]

 

Spero che un accordo sui modi di scrivere il dialetto si troverà comunque, anche se il dibattito è scaduto alquanto sul personale e sul ‘dissociato’: come approvare l’autore di un articolo e bacchettarne l’editing.
Anche se si è più volte spiegato che l’editor non prevarica mai l’autore: di solito è una collaborazione reciproca in cui è l’autore ad avere l’ultima parola; essendo quello dell’editor un vero lavoro, seppure oscuro, in uno spirito di servizio – si può dire anche da civil servant – che, capisco, a volte neanche si riesce a concepire.

Ma riassumiamo i termini di un problema già ampiamente dibattuto (leggi qui [2]).
Sono in campo due modi diversi di rappresentazione grafica del dialetto: quello proposto su questo sito – e portato avanti in centinaia di articoli  – di riprodurre il più fedelmente possibile il suono della lingua parlata; e quello praticato ‘in solitario’ da alcuni sedicenti “puristi” del dialetto, di evitare le parole tronche applicando regole che producono – alla pronuncia ‘in voce’ – suoni improbabili (tipo: abbascio u puorto)

I primi argomentano che essendo l’italiano una lingua che “si parla come si scrive”, anche nella trascrizione dialettale pare corretto applicare la regole di “scriverlo come si parla”; gli altri si lanciano in cervellotiche ‘spiegazioni’ su “piane sdrucciole o bisdrucciole” e “sulla pronunzia muta, come la ‘e’ muette francese”… – “muette”, monsieur!? – …ma parle come mange, pe’ ppiacere!
Non paghi… invece di proporre esempi virtuosi, ‘giocano sporco’ all’insegna di un terroristico: “È questo che volete?” …partorendo mostruosità mai viste né proposte da nessuno al mondo (leggi qui [3]). Come questa:

‘O paés d’ ‘o sól
Ogg stó’ ttand aller ca quas quas
m mettéss a chiagñ’r p ‘st ‘a f’licità…

…E questi sono i puristi!

Poi su Ponzaracconta viene fuori un titolo: ’A lettera d’a ’Merica (leggi qui [4]) che chiunque faccia la prova di leggerlo ad alta voce, troverà ‘foneticamente’ corretto (dove l’elisione prima della M chiaramente denota la A omessa) e… giù bacchettate!

Mentre invece l’uso della lingua è un processo fluido e creativo… necessita sì di regole, ma non di essere ingessato in rigidi dogmatismi.

Come scrivere allora?
’A lettera d’America?
’A lettera d’a ’Merica
O addirittura Lamerica, come nel titolo di un film di qualche anno fa? (“Lamerica”, di Gianni Amelio, del 1994)

Lamerica.bis [5]