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0024-024 l-03 i-22 101a 81 L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto

Io sono refolo. Profumo d’incenso

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di Francesco De Luca
Ponza. Chiesa Ss. Trinità

 

Rapito dal ricordo, desideroso di naufragare nelle passate atmosfere delle novene mariane, favorito anche dalla calma di questo insolito autunno mi intrufolo, come refolo, nella Chiesa e girovago nello spazio della cupola. Non infastidito dal movimento dei fedeli a raccolta per la liturgia vespertina.

La Novena dell’Immacolata voglio riascoltarla. Anch’io, col mio cuore aereo, in assonanza con ’i giuvene d’a Mmaculata, malati di nostalgiche canzoni e di inscalfibili testimonianze di amicizia.

Non parlo a vuoto, no, stanno ancora lì in prima fila Angelina, Antonio, Gianfranco, Aniello, Peppe. Stanno ancora lì e alzano la loro emotività quando si canta Dio ti salvi o Maria. A ritrovare, dentro le note antiche, quelle a cui la giovinezza dava potenza.

Hanno trascorso una vita e ancora inneggiano a quella statua che nemmeno li guarda, protesa, com’è, al cielo.

E’ il cielo dell’idealità. Quello sì, l’unico che può contrastare gli anni e le sue vicende. L’idealità ce l’ha la forza di superare le avversità.

Mi beo in quelle note conosciute e amate quand’ecco che salgono fumi di incenso. Mi ingolfano la gola, mi soffocano. Mi porto più in là, macché… il prete col turibolo spande soffi di incenso a condimento del rito.

Sono intasato in gola, a disagio. Colgo l’occasione che Silverio Spignesi apre la porta ed esco fuori. La notte è già calata e l’Immacolata anche quest’anno mantiene la sua promessa: sparge fra gli isolani la sua anima. Chi me lo dice ?

Alcuni bambini escono dalla sala parrocchiale e giocano. Ridono e si divertono. E l’isola ritrova la sua identità.

Ponza. Veduta con gatto

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