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Per l’Immacolata. Due canzoni d’u parecchiane

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proposte da Tonino Esposito
Immacolata. Particol

 

Mi ero riproposto, per l’Immacolata, di inviare a Ponzaracconta un paio di canzoni che sono tra i tanti capolavori d’u parecchiane don Luigi M. Dies, ricordandomi di tanti anni fa, quando in questo periodo andavo a trascorrere la festa dell’Immacolata a Ponza.

Ricordo che dopo la cantata mattutina per il paese – Chest’è santa ’sta jurnata… – si tornava in chiesa per la messa; io puntualmente all’organo come avveniva quasi ogni anno, iniziavamo e terminavamo con tutti i canti alla Madonna.
Tutti concentrati a eseguire con emozione i canti che ormai conoscevamo da sempre.
Ci guardavamo in faccia gli uni con gli altri per andare tutti in coro e ci accorgevamo che sul ciglio di molti di noi spuntava qualche lacrima.
Quanti eravamo? Tanti..! …e dopo la messa, prima della solita e ottima colazione che si faceva nella sala, giù ancora a cantare a squarciagola. Non voglio fare i nomi di chi e quanti eravamo, per paura di dimenticarne qualcuno, ma posso dire, prendendo spunto da uno scritto di Franco De Luca: “Nuie simme i Giuvane d’a ’Mmaculate… iamme ’uagliu’.

Ancora oggi seguo la festa col ricordo di allora. Da qualche anno suono le Novene dell’Immacolata qui nella parrocchia della Riconciliazione e a volte pure da don Raimondo: mi sembrerebbe sgarbato lasciarli in occasione della festa per andare a Ponza. Inoltre sono tranquillo per quanto riguarda Ponza ora che all’organo c’è Giovannino che ha imparato bene i canti che per diverso tempo ci siamo scambiati, ed ora li esegue benone.

Resta solo la nostalgia e il ricordo di quegli anni che cantavamo a Maria Immacolata in occasione della Sua festa; spesso mi prende un nodo alla gola e vorrei abbracciare idealmente tutti gli amici di quei momenti intensi e indimenticabili…
Ecco perché, mi permetto umilmente di far risentire la mia voce in questi due canti di don Luigi M. Dies scritti prima del 1945.

Tante volte li abbiamo cantati insieme e sicuramente farà piacere riascoltarli a tutti coloro che li hanno sentiti o cantati e che a Ponza sicuramente tutti conoscono: soprattutto a “i giuvane d’a ‘Mmaculata”

I canti sono: “Qual candido giglio” e “Iri, foriero di pace”.

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Qual candido giglio

Qual candido giglio sull’esile stelo
recinta d’un velo ti stacchi dal suol.
Riveli negli occhi, lo spirito anela
tu guardi al tuo cielo e parli d’amor.

Sei fiamma divina che guizzi e t’innalzi
il cuore tu incalzi coi forti sospir.

Sei ala sublime di bianca colomba
nemmeno la tomba protratti arrestar.
Al ciel le tue mani, al ciel la tua fronte
in vetta ad un monte sapesti sostar.

O bianca fanciulla ripiena di Dio
Deh! stacca il cuor mio e portalo al ciel.   (2 volte)

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Madonnina.3

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Iri  (Arcobaleno)

Iri foriero di pace, 
dolce presagio d’amore.
Sogno che allieta il mio cuore,
sogno che a Dio fai tornare.

Stella dell’anima buia,
vita dell’anima mia.
Ah mille volte, o Maria,
ripeterò: fatti amare  (2 volte)

 

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