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Epicrisi 46. A parlare ponzese siamo bravi tutti, a scrivere un po’ meno

di Sandro Vitiello
evidenza15 [1]

Se dobbiamo fare una fotografia della settimana che sta finendo diciamo che abbiamo finalmente trovato un argomento un po’ più nobile del “banale” chiacchiericcio locale fatto di ‘monnezza’, depuratori, dissalatori e Laziomar. Per qualche istante abbiamo dimenticato il sindaco e la sua corte, i problemi di Ponza e le mancate soluzioni e ci siamo dedicati ad un tema scrivere in dialetto [2] – posto con forza  da Carmine Pagano: ma come si scrive correttamente in ponzese?
In tanti hanno sentito l’esigenza di cimentarsi sull’argomento e qualcuno ci è andato giù pesante.
Franco Schiano dice che Sang’ ‘i Retunne non sa scrivere in ponzese e tanti altri che ci provano su questo sito imitano un qualche dialetto polacco-cecoslovacco.
La solita storia insomma: dalle parti di PonzaRacconta o sono bolscevichi o poco ci manca.

Sandro Russo prova a spiegare – scrivere il dialetto ponzese una risposta [3] –  il lungo percorso che ha fatto il nostro disquisire di dialetto parlato e scritto e tanti sono i commenti al suo lungo e articolato scritto.
Ma se credete che abbiamo trovato finalmente la quadra del discorso vi sbagliate; Alessandro Romano aggiunge – Sulla grammatica ponzese [4] – una serie di considerazioni che comunque non chiudono il ragionamento.
Ne scrivono Silverio Lamonica – La disputa linguistica [5] – e Franco de Luca – La poltrona del dialetto [6] – portando considerazioni sicuramente originali.
Anzi: vista la qualità degli interventi e la voglia di tanti di partecipare a questo confronto penso anch’io (come Sandro Romano) sia da prendere in considerazione l’idea di organizzare un incontro-convegno dove si possa ragionare e discutere di questo argomento che unisce ed appassiona.

A sigaretta [7]

Carmine Pagano aggiunge a tutto quanto una sua bellissima poesia dedicata al Natale [8]: è un bel regalo per tutti noi.
La settimana ovviamente non è stata solo questo: purtroppo l’atto terroristico di Parigi e tutto quello che ne viene appresso non fanno ben sperare.
Sandro Russo in  Storie da fine del mondo [9] – offre una chiave di lettura da un altro punto di vista: quanto la realtà è finzione e quando la finzione diventa realtà?
Quando letture e immagini scritte e narrate da menti visionarie ci possono aiutare a capire la follia umana?
Anche qui giuste e opportune considerazioni e dibattito a cui si è aggiunta pure la firma di Edoardo Mazzella.
A naso credo sia un parente di Vanna Schiatta o quel “silverio_lm_2015@libero.it” che ci tenne compagnia tempo addietro… (che non era Silverio Lamonica, anche se voleva lasciarlo credere!)

Polina attraverso i ragionamenti fatti con i suoi alunni – Maestra chi sono i terroristi? [10] – cerca di trovare qualche risposta a questi tempi di paura e di incertezza.

Paris Turns Blue, White and Red For Victims Of Friday's Terrorist Attacks [11]

Purtroppo alcune domande coinvolgono il nostro mondo: le stragi di Parigi ci ricordano che quasi sempre gli assassini ci uccidono con armi che noi abbiamo venduto loro e che le pretese di questi individui trovano a volte legittimazione nei nostri comportamenti spesso immorali, quando si tratta di difendere il nostro benessere, a scapito degli altrui diritti.

Silverio Guarino e Dante Taddia si lasciano andare a piacevoli ricordi di un tempo che fu: il beccaccino [12], come prima esperienza di vela per Silverio e due bei racconti di Dante – E andavamo tutti alla caletta [13] – che evocano atmosfere ormai passate.
Mi domando a volte se la Ponza della mia infanzia abbia qualche somiglianza con quella raccontata da Silverio e Dante.
Io sono nato e ho passato gli anni della crescita nel luogo più lontano dal porto della nostra piccola isola ma i loro ricordi sono lontani anni luce dai miei.
Erano solo sette chilometri quelli che separavano il loro mondo dal mio o parecchi di più?

Parliamo di Ponza passata ma anche di una Ponza recente e sia Sang’ ‘i Retunne – Soggetto pericoloso [14] – che Franco Schiano –  Tre verità e dodici assoluzioni [15] – ci ricordano un passato recente che non vuole passare.

Camicia_di_forza [16]

Si parla di sport e di calcio in particolare in Non solo calcio a 5, un’altra partita casalinga negata [17] e in Ponza calcio settima di campionato [17]

Si parla di ricerca scientifica – Il viaggio nel blu parte dalle coste pontine [18] – e di un importante progetto che vedrà protagonista il nostro mare.

Sandro Russo ci parla del tempo dal punto di vista delle piante – Le piante e il tempo.1 [19] – . E minaccia di continuare!
Luigi Pellegrini – Ho visto cose [20] – ci narra il mondo ponzese che i suoi occhi vedono. Ma mi domando se tutto quello che ha visto è lo specchio della realtà o è anche immaginazione sua?

Ho visto cose che voi umani... [21]

E poi… ho saputo sempre dalle pagine di PonzaRacconta che ad Arbatax se ne è andata Francesca Iacono [22].
Ho conosciuto questa anziana signora quattro mesi fa e il racconto che Amelia – sua figlia – e le sorelle mi hanno fatto della vita di questa donna mi hanno fatto scoprire un mondo a me sconosciuto.
Tanti successi dei nostri emigrati sono anche il risultato dell’impegno di donne ponzesi che hanno fatto cose importanti fuori dal loro mondo.

E con questo direi che basta.

dove si radica il vento [23]
P.S.: notizie fresche fresche ci dicono che la monnezza a Ponza [24] è di nuovo al centro di vicende giudiziarie.
Notizie ancora più fresche parlano del vento sull’isola [25] che suona come violini: è il bel pezzo di Franco De Luca

Insomma, non c’è pace ammiezz ì cannafeul… (l’avrò scritta giusta?)