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i-23 e-14 g-01 tiro-della-barca-in-secco Ritrovamento della parte muraria del vecchio porto romano L'approdo romano presso Cala Inferno

La scomparsa di Amerigo Ledda

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di Giuseppe Mazzella
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Apprendiamo, seppur in ritardo, della scomparsa di Amerigo Ledda. Ecco il commosso ricordo messo giù di getto da Giuseppe, appena avuta la notizia…

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Amerigo Ledda, mio compagno di scuola all’Avviamento Professionale di tipo marinaro ‘Carlo Pisacane’, è purtroppo mancato all’affetto dei suoi e dei tanti amici che l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.

Fino all’adolescenza la nostra è stata un’amicizia nata tra i banchi di scuola.
Intelligenza viva, aveva una grande dote nel disegno e nella pittura. Di lui conservo un castello a matita e a chiaroscuro, la cui immagine lui riprendeva addirittura dai francobolli.
Una vita fuori di Ponza, anche in paesi esteri, fino a quando si è fermato in Toscana, alle porte di Firenze con tutta la famiglia. Dopo la scomparsa della moglie, i suoi rientri a Ponza sono stati più frequenti.
L’ho visto l’ultima volta a pochi giorni dalla festività della Madonna Assunta di le Forna. Abbiamo parlato della nostra isola, della nostra infanzia e giovinezza, di pittura, di poesia.A dodici anni assieme a tanti compagni di classe creammo una parodia della ‘Gerusalemme Liberata’, i cui versi, nei nostri incontri, servivano a rievocare quegli anni e quella nostra amicizia – “Sacripante Ferraù, io non ce la faccio più” –, è uno di questi.
C’eravamo dati appuntamento per una chiacchierata alla prima occasione…
Ed è stato proprio durante le festività della Madonna che è stato colto da un ictus ed è stato ricoverato d’urgenza in elicottero all’ospedale di Latina.Negli ultimi anni, lui già mite d’indole, aveva un atteggiamento ancora più tenero e riflessivo, più attento ad ascoltare che a parlare, di quando era giovane.
Lo piango, assieme ai suoi figli e a tutti gli amici, come un’altra parte importante della mia infanzia e della mia vita.
Nelle sue pitture che ho avuto modo di rivedere qualche anno fa, dopo decenni di lontananza, nella sua casa dei ‘Sandoli’, conservava la sua incantata visione di Ponza in cui a prevalere era la memoria più che la realtà.
Una preghiera sincera per la sua anima e un addio,
Giuseppe
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