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2009-07-21_18-53-06 l-07 96 corrida22 Immagini storiche di Ponza Astroides calycularis

Il “Don Francesco”

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di Rosanna Conte

 

Erano quasi le tredici quando, oggi, è entrato in porto il Don Francesco.

Il 'Don Francesco' in avvicinamento alla banchina

Avvicinamento.2

Costruito e varato nel 2000 in Norvegia, ha forma tozza, da ferro da stiro, ma è veloce, potendo raggiungere la velocità massima di 39 nodi. Il che significa che col mare piatto e a massima velocità può fare la traversata per Formia in poco più di un’ora.

Il problema del Don Francesco, che fino al 2006 si è chiamato Solidor 5, è il portellone che per la banchina di Ponza ha un’inclinazione troppo elevata e tale da non consentire la discesa sicura dei passeggeri e degli automezzi.

Così, quando è arrivato, intorno al portellone abbassato  si sono adunati in tanti, fra i quali il comandante della nave, il Direttore Esercizio Flotta dalla SNAV, comandante Giuseppe Langella, il rappresentante del RINA (Registro Navale Italiano), e il Comandante del Porto di Ponza.

Hanno fotografato, preso misure, discusso, mentre gruppetti di ponzesi osservavano e commentavano. Anche il sindaco Vigorelli era presente.

C’erano diverse facce perplesse.

Distensione incompleta della passerella

Incompleta.2

Fase successiva

Ma se anche si risolve il problema del portellone, quale certezza ci dà una nave veloce in inverno, quando il maltempo ne rallenta i tempi di percorrenza? Quanti giorni salterà la corsa?

Secondo il comandante Langella, il considerevole dislivello tra il piano garage e il piano banchina, che attualmente rende la rampa del portellone troppo ripida, può essere facilmente superato con delle pedane mobili stazionate in banchina e posizionate sotto le predelle del portellone all’arrivo della nave.

Ha anche aggiunto che le condizioni meteo marine avverse non dovrebbero essere di ostacolo al Don Francesco perché ha navigato per molto tempo nel canale della Manica, fra Saint Malo e le isole inglesi. Del resto dovrà solo affiancare il Tetide nei tempi morti del servizio per Ventotene, e non sostituirlo.

Una breve ricerca sulla rete ha dato conferma che il Don Francesco, quando era chiamato Solidor 5, per conto dell’Emeraude Lines, è stato per sei anni sulla tratta indicata dal comandante Langella, e poteva trasportare 450 passeggeri e 60 auto.

Diciamo che dopo 6 anni di tempeste della Manica, la nave Solidor 5 è arrivata nel sole del Mediterraneo, ha cambiato nome e può portare più passeggeri, 670. Oggi, dopo altri nove anni, abbassando di colpo la media dell’età della flotta usata dalla Laziomar, sta sulla tratta Formia-Ventotene ed aspira anche alla tratta Formia- Ponza e viceversa, affiancando la superstite Tetide.

Una società di navigazione che si rispetti non lascia ferma un’unità della sua flotta in tempi morti molto lunghi, specie se la sua velocità consente  rapidi spostamenti utilizzando la metà dell’equipaggio di una nave normale. E il Tetide è piuttosto vecchiotto… Quanto ancora resisterà?

Ispezione e controllo

Ultima fase

 

 

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1 commento per Il “Don Francesco”

  • Giulio Rispoli

    A parte la seria perplessità sui 39 nodi di velocità (sia perché non credo che li faccia, sia perché a Ventotene sta viaggiando alla media di 15 nodi), mi permetto di far notare che i porti del Canale della Manica sono attrezzati per questo genere di mezzi, mentre il nostro non lo è. Infatti questi mezzi ormeggiano affiancati, e non in andana come a Ponza.
    Vorrei proprio vederlo questo fantastico mezzo a manovrare con 20 nodi di ponente (e mi mantengo basso con le cifre).
    Questo non è un mezzo adatto a noi.
    Per quanto riguarda i tempi morti, mi chiedo come mai fino ad ora la SNAV ha tenuto fermo d’inverno questo super mezzo, non facendolo navigare neanche nel golfo?
    Inoltre una piccola considerazione… Abbiamo già dimenticato le apocalittiche traversate con lo Snav Aquila nell’inverno 2012? Anche questo è un catamarano e l’effetto è praticamente lo stesso, anche se è piu grande.

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