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La Caremar sotto la lente dell’Europa

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a cura della Redazione
Castelli di carte

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Riportiamo – per una certa attinenza con i fatti di casa nostra – due notizie e relativi link comparsi nei giorni scorsi sulla stampa nazionale e locale (pontina).

Un articolo del 10 ottobre 2015 su “Il fatto quotidiano” dal titolo: “Caremar, cessione sotto indagine della Commissione Ue. E’ un aiuto di Stato ai privati?” di Andrea D’Ambra (leggi qui).

E un altro da h24notizie del 20 ottobre 2015 che estesamente lo riprende, per correlarlo ad altri aspetti della vicenda (Laziomar) che più da vicino ci riguarda: “Aiuti di Stato e Monopolio, Laziomar rischia l’effetto Caremar” di Adriano Pagano (leggi qui).

Attendiamo eventi e commenti…

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3 commenti per La Caremar sotto la lente dell’Europa

  • silverio lamonica1

    Se ho capito bene, con la nuova normativa della Comunità Europea, lo Stato NON DEVE PIU’ FINANZIARE I PRIVATI per il trasporto marittimo. E’ chiaro che da ottobre a fine maggio il trasporto passeggeri e merci per le isole minori italiane (e non solo) coi mezzi attuali e il numero delle corse attuali, viene effettuato in perdita. Possono bastare i tre – quattro mesi estivi per ripianare i bilanci delle Compagnie?
    Mi sa tanto che da qui a qualche anno si tornerà ai mezzi di trasporto della prima metà dell’ottocento, con un lupo di mare (se si troverà ancora qualche esemplare) come Padron Silverio descritto dal Mattej, a traghettarci.
    “Se mi sbaglio mi corrigerete” disse uno ben più illustre di me.

  • Silverio, il sistema liberista ci ha fatto intendere che il mercato si autogoverna da solo e che il “Privato è bello, buono per cui necessario per far marciare le società moderne”.
    Ma quali dovrebbero essere questi privati che dovrebbero far funzionare bene le società? Sono quelli che concorrono per un appalto pubblico seguendo le regole della libera concorrenza e che una volta vinto l’appalto, firmano contratti e li rispettano alla lettera. Ma purtroppo questo non succede! Del liberismo i capitalisti prendono solo quello che conviene e sono i primi a non rispettare le regole che loro stessi impongono.

    Impongono le privatizzazioni ma poi per fare i loro profitti chiedono le sovvenzioni dello Stato, e se non le ottengono tagliano sul personale, sulla qualità dei servizi, non rinnovano gli investimenti e quando tutto va male fanno bancarotta e se ne vanno ad investire dove gli conviene.

    Il problema non è quello che fanno i privati che hanno un solo scopo: quello di garantire buoni guadagni ai loro soci e azionisti; il problema dei cittadini è un altro, è quello di chiedersi: che fine fanno i nostri soldi? Perché si pagano le tasse? Che cosa fa lo Stato dei soldi dei cittadini? Chi controlla che i soldi dei contribuenti servano a pagare servizi degni di una società moderna?

  • silverio lamonica1

    Caro Vincenzo, sono d’accordo con te. A questo punto lo Stato deve fare una scelta: proteggere chi decide di vivere nelle piccole isole o nei comuni di montagna e quindi garantire loro una vita dignitosa con servizi adeguati, oppure lasciare che si arrangino favorendo così lo spopolamento (già in atto) di queste piccole realtà. All’ “europa” non par vero questa ultima ipotesi e perciò questa specie di “leviatano” mi fa sempre più paura.

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