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La guardia alle Maldive

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di Sandro Russo
Maldive vista alto 1

 

I recenti articoli di Adriano Madonna sull’Oceano Pacifico (leggi qui) mi hanno portato a ricordare il pesce pietra e, per associazione, la stagione del ‘lavoro’ alle Maldive…

 

L’aereo sorvola il mare perdendo quota pian piano… A bordo sembra che tutto proceda bene. Lo spettacolo è meraviglioso: isole come smeraldi incastonati nel blu (qualcuno l’ha già scritto, forse? …Ma è proprio così che appare: si capisce che sia già stato detto)

Ad un certo punto l’attenzione di tutti viene distolta, dall’interesse estetico per il mondo intorno, ad un allarme più pratico e immediato: c’è mare a destra e a sinistra; e intanto l’aereo si abbassa… si abbassa. Sembra che stiamo facendo un atterraggio proprio in mezzo al mare… Oddio!
Sguardi allarmati e sgomenti, ma giusto un attimo prima del panico, l’aereo è sceso tanto da rendere visibile la pista, che prima era davanti al muso dell’aereo e poi sotto la sua pancia.

25. Maldive. Hulule

Le isole delle Maldive dall’aereo; a fianco l’aeroporto di Hulule

Molto particolare, l’aeroporto di Hulule, alle Maldive. Praticamente due isole riempite nel mezzo per farne un lungo corridoio, giusto utilizzabile per l’atterraggio; a poca distanza c’è Malè, la capitale di un regno d’acque costituito da quasi 1200 isole.

Maldive atollo

maldive_mappa_1

Mappa (incompleta) delle isole delle Maldive: cliccare per ingrandire

Le informazioni ce le scambiamo all’aeroporto, scavalcando la barriera Arrival/Departure. E’ uno strano modo di darsi ‘le consegne’ per il lavoro che stiamo facendo, se lavoro può chiamare…

Un’occasione presa al volo – sono le migliori! -: uno dei colleghi del Centro di Rianimazione del Policlinico (metà-fine anni ’80) esperto in problemi di camera iperbarica ha un contatto con un istruttore sub che lavora alle Maldive per una grande organizzazione di viaggi. Parte una proposta di collaborazione: – Non è che tu e i tuoi colleghi a turno ci assicurate una copertura medica continuativa alle attività di ‘diving’, nella stagione in cui il villaggio è aperto? In cambio l’organizzazione offre due settimane di vacanza tutto spesato per due persone e il relativo viaggio aereo.

Detto fatto, cominciamo a partire, a turno, per queste inusuali ‘guardie’ esotiche. Si prendono le ferie dal lavoro e si va à l’aventure…
Avventura! Figuriamoci, ‘medici di guardia’ in un villaggio vacanze… Per riccastri e sposini in viaggio di nozze!

Ma lo stacco è molto gradevole; anche perché si sta dalla parte del team degli animatori e di quelli che fanno funzionare le attività del villaggio.
E soprattutto per il mare. Era prima de El Niño del ‘97, che con il riscaldamento di qualche grado di temperatura del mare ha fatto morire il 90% dei coralli della barriera: le Maldive che ricordo io forse non ci sono più.

Si facevano le immersioni con il gruppo dei subacquei e si partecipava a tutte le altre attività che il villaggio-vacanze offriva.

Imbarcazione maldiviana. Doney

Maldive. Doney attrezzato

Doney: tipiche imbarcazioni maldiviane, in versione base e attrezzato

Non le immersioni (…quelle mai!), ma l’organizzazione del villaggio, una volta conosciuta, si impara a odiare per sempre. Per certi aspetti somiglia ad un campo di concentramento, con le reazioni degli ospiti studiate in modo scientifico.
Metti sempre la stessa musichetta per annunciare che si mangia e dopo qualche giorno gli ospiti avranno l’acquolina in bocca al solo sentirla.
Il classico riflesso condizionato ‘alla Pavlov’ applicato a quasi tutte le attività di quell’universo concentrazionario che è il villaggio… Beach volley, surfing, ginnastica ritmica nell’acqua bassa. E ancora… partenza per il mare, aperitivo, il micidiale spettacolino serale: ad ogni evento la sua musichetta!

Ma le immersioni sono le più belle del mondo: davvero il paradiso per un subacqueo. Dopo i primi giorni passati a conoscersi e a prendere confidenza con un ambiente totalmente nuovo per forme e colori, ci sono – solo per i sub più esperti – le immersioni nel blu e quelli in passe oceanica…

Le immersioni alle Maldive sono particolari. Rispetto al Mediterraneo c’è una visibilità impressionante, sia per la purezza dell’acqua che per la luminosità dell’ambiente sottomarino; poi la ricchezza del mare tropicale, che è senza confronti, e infine la temperatura dell’acqua, gradevole e costante a qualunque profondità.

Le immersioni nel blu
. Sono, nel gergo dei subacquei, quelle in cui non si vede il fondo, nel momento in cui ci si immerge. Nel Mediterraneo già un fondale sui 20 – 25 metri non è visibile dalla superficie. Per quei mari invece, il blu è davvero profondo – si parla di 40 metri e oltre, ma è raro che si scenda tanto profondi. Si va in acqua ‘nel blu’ sulla fiducia nel capogruppo, un sub esperto di quei mari, che ha fatto i suoi conti perché nel tempo di discesa la corrente trascini verso un fondale più in superficie: una thila, il più delle volte; quelle formazioni coralline in cui sembrano concentrati tutti i pesci del creato.

26. Thila

‘Thila’ è il termine maldiviano per indicare una secca. Formazioni coralline con la base a profondità variabile e la sommità a pochi metri dalla superficie

Ancora diverse, anche se abbastanza impegnative, sono le immersioni in passe oceanica, i canali naturali che collegano le acque tranquille degli atolli con l’oceano aperto.

Immersione subcquea con manta. Maldive

Immersione con tartaruga. Maldive

Maldive . Squalo

Immersioni con manta, con tartaruga marina e con squalo

Qui l’abbondanza di nutrimento attira i grandi pesci pelagici, le maestose mante, gli squali che sono spesso stanziali e insolitamente pacifici.
Soprattutto – ed è il pericolo maggiore – in queste zone di passaggio si hanno delle correnti molto forti di cui bisogna calcolare in anticipo la direzione e l’intensità, a scanso di brutte sorprese.
E’ necessario non contrastare la corrente, ma abbandonarsi ad essa, e intanto essere attenti a non perdere il contatto con il resto del gruppo. Storie spaventose – in parte leggende isolane, in parte no – si raccontano in proposito, nei pigri pomeriggi di chiacchiere al bar del villaggio, di persone raccolte a distanze di chilometri dal punto dell’immersione…

Immersioni Maldive.2

Ma la paura è lontana – una sensazione sconosciuta, o dimenticata – durante i momenti più belli dell’immersione o anche quando, in una gioia selvaggia, tra risa e grandi pacche sulle spalle, ci si ritrova tutti sul doney, la snella imbarcazione maldiviana, per il ritorno al villaggio.

Nella luce del tardo pomeriggio la meraviglia rimasta negli occhi è quanto mai lontana dall’oscurità e dal mistero che pure costituiscono l’altra faccia del mare…
Ora si vuole solo risentire la musichetta insulsa che annuncia il ritorno a casa degli eroici (!?) esploratori degli abissi.
Ai misteri – fuori e dentro di noi – torneremo a pensare da domani.

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