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Gli immigranti da Ponza a Ingeniero White: una vita persa tra il tempo e la distanza. (3)

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di Patricia Sandra Feola

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Nel “Taormina” con un biglietto solo di andata.

In Argentina si controllava l‘ingresso delle persone che potessero creare disturbi e pericolo per la vita politica ed economica del paese. C‘era la “Legge di Residenza” sancita nel 1902 e la “Legge di Defensa Sociale” del 1910, che permetteva al governo argentino di espatriare senza processo qualsiasi immigrato sospetto di avere delle idee pericolose…
Si vietava anche l‘ingresso di persone con malattie infeziose.

Nel giornale La Nueva Provincia, 16 gennaio 1908. Nº 2.726. pag. 1 diceva: “è arrivato il momento di pensare sul serio nel pericolo che significa tenere ampiamente aperta le porte all‘immigrazione… Alle nostre spiagge arrivano anarchici, malati, mendicanti, fannulloni… Un dovere di conservazione sociale indica che si debe fare una selezione degli elementi.”

Il giorno dell‘arrivo in Argentina era presto, il piroscafo “Taormina” soppracarico di uomini disposti a lavorare e “far l‘America”. La nave è arrivata al porto de Buenos Aires.

A volte i vapori che potevano trasportare 700-800 persone, portavano 900-1000 e più, e con questa aglomerazione l‘aria che respiravano era corrotta. Così il numero di persone che arrivavano con malattie cresceva e aumentava il numero di morti.
Sotto la Presidenza di Avellaneda si è creato il “Departamento General de Inmigración”, che aveva la funzione di occuparsi degli immigranti all‘estero e controllare le condizioni delle navi che glieli portava.
Il “Fondo General de Inmigrantes” si incaricava dell‘immigrato in caso di malattia.

Per Aniellantonio e Silverio la prima scelta per lavorare era un posto dove fosse un porto, è aparso il nome di Mar del Plata. Città in piena espanzione, sembrava prospera, ma, come vecchi uomini di mare, conoscevano di problemi, hanno fatto un‘analisi sul posto. Agli occhi la città gli era piaciuta, però sapevano che le onde e delle maree erano pericolose perché Mar del Plata ha mare all‘aperto, questo presentava molta insicurezza per lavorare.
Diverso era a Ponza, che in caso di tempeste c‘erano le grotte e le cale che davano riparo sicuro. La cala è un‘insenatura marina molto piccola e poco profonda in costa più alta.
Ascoltarono di un posto più al sud, Bahía Blanca; lì c‘era il porto di Ingeniero White. Hanno preso il treno che li ha portati quasi fino alla porta dallo stesso porto.
Non era bella la città però questo porto è localizzato in una baia, e significava una protezione e non correre il rischio che presentava lavorare nell‘acqua aperta.

Ingeniero White si trasforma in un’altra Ponza.

Momenti difficili hanno dovuto attraversare i due fratelli da soli all‘arrivare a Ingeniero White.
Comunque pensare al sacrificio che si faceva per la famiglia lontana dava il coraggio per continuare, era duro farsi l‘idea di vivere – sopravvivere – senza vedere crescere i figli, immaginare il loro bisogno. Quando erano con l‘ultimo fiato sicuramente dovevano pensare che lo sforzo era per il loro futuro, era un sacrificio che per questi uomini era un obbligo.
In quel tempo l‘unico sostentamento erano gli altri parenti, qualche amico o un singolo conoscente che era venuto anche a cercare una megliore possibilità di vita.
Era una festa ricevere un paesano.
L‘affitare una casa. Nel posto c‘erano già altri italiani, e siccome sapevano cosa si sentiva di essere immigranti, gli hanno dato aiuto subito.
Quando un immigrante arrivava a Bahía Blanca era ricevuto nell‘Ufficio d‘immigrazione locale (che funzionava dal 1884). Questo dipendeva dell‘Ufficio Centrale Nazionale (di Buenos Aires).
Dal 1891 l‘Ufficio a Bahía Blanca è stato chiuso, con lo quale si è creato una difficile situazione per quelli che arrivavano senza un destino prima determinato.
Secondo una nota fatta dal giornale La Nueva Provincia, il senatore Manuele Láinez, dopo una visita ad un luogo molto vicino al mare, in dicembre 1884, ha detto: “tutto un piccolo popolo è nato come per incanto… vivono aggruppati in casella di legno.. è tutto un mondo d’inglese ed italiani..”

Questo posto vicino al mare era Ingeniero White, (è sorto nel 1885) dove la popolazione maschile era dedicata quasi  esclusivamente all‘attività peschereccia ed altre facende maritime (tale come marinai, pratici, ecc).

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

La maggior parte di loro provenivano da diversi punti del golfo di Napoli.
A settembre 1903 si era già fondata a Ingeniero White, la Società Italiana Unione Operai.
Tre anni dopo a Bahía Blanca è nata l‘Italia Meridionale.
In 1911, si sono unificati: Italia Meridionale, Italiana di Socorros Mutuos e Italiana XX di Settembre, e formarono la chiamata: Italia Unita, per compiere un‘importante funzione mutuale e sociale.
I libri contabili de la Società XX Settembre evidenzano numerosi egresi di paghi con sussidi per morte, invio di malati a Buenos Aires e il pago di medicine, oltre a porti ad un Ospedale Italiano che funzionava a Bahía Blanca.

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

Ingeniero White. Inizi del secolo scorso.

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Secondo il giornale La Nueva Provincia. 15 giugno di 1905. Nº 2.025. pag. 1.
Diceva.. “nessuno crederà che in Bahía Blanca non esista un‘Ufficio d‘Immigrante, neanche una comisione incaricata di ricevere gli immigranti… Molti immigranti inviati dall‘Ufficio Centrale di Buenos Aires non hanno avuto nessuno che gli riceva. Soltanto un piccolo gruppo di vicini e una società chiamata “L‘Esercito di Salvazione” gli ha datto aiuto..”
Si aggiunge che quelli che non avevano destinazione prendevano come casa la stazione.
Questo problema si incomminciò a soluzionare con la costruzione del Hotel degli Immigranti.
A Bahía Blanca incominciò a funzionare in 1912, ma il problema era: che l‘avevano costruito molto lontano dalla città.”
La Nueva Provincia. 18 ottobre di 1906. Nº 42.403. pag. 1. Il giornale ha iniziato una campagna e richiesta dal Senatore Nazionale Manuele Láinez, per stabilire una corrente diretta tra Europa e Bahía Blanca.
Il 27 febbraio è arrivato il primo contingente.

La Nueva Provincia. 8 gennaio di 1911. Nº 4.125. pag. 2. Parole del presidente Roque Sáenz Peña.. “tenterò fomentare le linee di navegazione diretta tra il vecchio continente e il nostro grand porto del sud, però bisogna un hotel d‘immigranti a Bahía Blanca e un‘ufficio di lavoro…”
La Nueva Provincia. 16 gennaio di 1911. Nº 4.152. pag. 2: “Mai hanno fatto biglietti con destinazione Bahía Blanca. Continuava a dire nei biglietti che il porto di arrivo era Buenos Aires… Gli immigranti protestavano (e giustamente) per l‘inatteso cambio del punto di sbarco…”

Stazione Ingeniero White. 1902.

Stazione Ingeniero White. 1902.

Verso il 1889, il porto di Bahía Blanca (sia quello di Ingeniero White e Galvan) acquistò importanza, non con l‘arrivo di navi con immigranti, ma per l‘esportazione di cereale. Dall‘inizio del secolo, il porto occupava il terzo luogo delle esportazione nazionale (dopo di Buenos Aires e di Rosario). In 1902 è cominciata la costruzione del molo di alto livello.

Aniello a Ingeniero White doveva incominciare a lavorare, e bisognava comprare una schialuppa e destinarla rapidamente alla pesca. I fratelli continuerebbero come a Ponza, a lavorare insieme come soci. In quella epoca si poteva guadagnare, lavorando di sole a sole, molto denaro. Però il sacrificio includeva perfino dormire nella barca.
La prima barca che hanno comprato i fratelli Feola ha preso come nome le ultime parole che hanno detto alle donne prima di partire, con cui gli ricorderebbero ogni giorno durante 7 anni: si chiamò “A presto”.
Un “a presto” che sembrava molto più vicino a loro, una maniera di dire: aspettatemi che domani sarò con voi.
Il sabato era il giorno di riposo per la pesca. Navigavano senza bussola magnetica, e si orientavano guardando le stelle e osservando il vento. Prevedevano il tempo studiando la luna e le nuvole.

Si diffusero tipi particolari di pescherecci con l‘introduzione della pesca di rete e l‘uso di luci specifiche, sia elettriche che a gas. Prevedevano l‘impiego di reti di varia lunghezza, a maglie piccole, con una particolare struttura. Seduti per terra o in banchetti riparavano le reti, da soli o in piccoli gruppi nelle giornate che era impossibile uscire al mare.
Con l‘uso di rete di nylon eliminarono tutto il lavoro di preparazione e riparazione perché queste diventarono quasi indistruttibili.
Le barche si usavano a remi. Intorno al 1935 si incomincia ad acquistare le prime barche con motori a benzina, e poco dopo è stato introdotto il motore a nafta.
Molti italiani si occuparono di costruire case, altri nelle ferrovie o come stivatori lavorando nei moli del porto. Ingeniero White è stata capoluogo di una gran regione dove c‘era costante il bisogno di braccianti..

Aniellantonio è stato uno di quelli che oltre lavorare alla pesca, lavorava al porto con la carica di carbone, in tanto il corpo resistesse si doveva approfittare.

Un settore del porto. Elevatori, navi e treni. 1909.

Un settore del porto. Elevatori, navi e treni. 1909.

Questo minerale si portava da Gales e Inghilterra e si usava non soltanto nei ferrovie e barche, anche nelle piccole fabbriche locali con le macchine a vapore, e nelle case particolare come combustibile per riscaldare.
Con il trascorrere del tempo hanno migliorato la barca, per farla più grande e avere la possibilità di dare lavoro ad altre persone.

Per la paga ai marinai si usava il sistema “a la parte”. Il capobarca era quello che veniva pagato meglio.
Il gradino più basso era occupato dal marinaio, aveva il diritto a una parte del totale, contro le tre del padrone (una parte personale, una per la barca, una per i mestieri).

Porto Ingeniero White. 1920.

Porto Ingeniero White. 1920.

Tutti i prodotti che pescavano si inviava con ghiaccio nel treno locale a Buenos Aires, dove i Consegnatari aspettavano la merce. I prezzi dei prodotti erano stabiliti dai magazzinieri in base alle leggi di mercato, difficili da capire e da accettare.
Ogni giorno partiva un treno con tre vagoni.
A Buenos Aires, sapevano della qualità delle merce inviate della “Barca 6” e questo gli dava fiducia ai possibili compratori.

I fratelli Feola in poco tempo hanno avuto un cognome rispettato nella pesca.
Si faceva l‘invio di merluzzi, triglie. Con quello che riscuotevano hanno potuto pagare la barca, e incominciare a pensare in comprare una casa per ognuno. Loro stessi si sono incaricati di arredare le stanze a piacere, comprare tavole e sedie, specchi, tende, pentole, tutto quello che è neccessario a casa, in attessa della famiglia.

Il signore Vicente Chiurazzo, un vecchio ponzese che abitava a Ingeniero White, ha detto in un‘intervista fatta nel giornale La Nueva Provincia, domenica 17 di agosto di 2003: “Il soldo basico nel 1945 era di 300 pesi, e al mesi loro potevano guadagnare 7.000”… “con quello che si guadagnava a Ingeniero White nella pesca in un mese si poteva comprare tre case”.

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Gli immigranti da Ponza a Ingeniero White (3) – Continua]

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