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Damnati ad triremes

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di Francesco Ferraiuolo

Laziomar1

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Gentile Redazione,
mando, attraverso “Ponza Racconta”, a Silverio Lamonica l’allegata lettera, dato anche l’importante argomento che interessa l’opinione pubblica ponzese.
Cordiali saluti.
F. F.

 

Caro Silverio,
gli inconvenienti ed i disservizi offerti dai mezzi della Laziomar si susseguono senza sosta; la denuncia presentata dalla Pro Loco sull’argomento è illuminante.

Ad esempio, ancora oggi 27 settembre non sono stati pubblicati gli orari a partire dal 1° ottobre p.v., con tutto quello che in termini negativi si scarica sull’utenza e sugli operatori del settore; non se ne può più!

La mancanza di iniziative forti ed il silenzio sepolcrale dell’Amministrazione sull’attuale gestione dei collegamenti marittimi è inconcepibile.

Si va avanti a rappezzi e, quando va bene, a sostituzioni con naviglio anch’esso obsoleto.

Il problema vero è che se chi di dovere non provvederà a realizzare un piano di costruzione di nuovi traghetti ed aliscafi, che sostituiscano gli attuali vecchi e debilitati, per noi ponzesi si prospetteranno tempi che non potranno che essere sempre più bui.

Immagino che ti domanderai perché proprio a te questa missiva!

La risposta è semplice: mi sono ricordato della locuzione “damnati ad triremes” che tu trovasti, nel corso di una tua ricerca, sul liber mortuorum, metà settecento, della nostra parrocchia.

Essa indicava, tra le altre, la porzione di cimitero riservata ai galeotti deceduti.

Come ricorderai, quella locuzione fu da noi commentata con qualche ilarità!

Ebbene, mi è sembrata potersi appropriare alla situazione dei collegamenti marittimi così come oggi si prospettano.

Non nell’accezione sopra descritta, quantunque da qualche parte ci sia chi giudica noi isolani una “maniata” di delinquenti, ma nel senso che così andando le cose torneremo alle gloriose triremi greco-romane.

E noi, per raggiungere la costa laziale, destinati e “damnati” a metterci ai remi!

Ben-Hur

(immagine tratta dal film Ben Hur – in primo piano l’attore Charlton Heston)

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1 commento per Damnati ad triremes

  • silverio lamonica1

    Caro Franco, le triremi erano navi solidissime e solo i fortunali o l’errore di qualche pilota poco esperto le faceva naufragare (v. la nave alla “Secca dei Mattoni”). Oggi chi sarebbe in grado di farle così solide e perfette? Ma, mi si dice, che la cantieristica moderna non sarebbe più in grado di costruire navi veramente solide e confortevoli …. insomma è vero “stamm ‘nguaiati!”

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