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È questo che vogliamo per il nostro Faro?

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a cura della Redazione
Faro di Capo Spartivento

 

Vedere dal vero è prendere atto, e vale più di mille ipotesi e chiacchiere su uno specifico argomento.

Si tratta del Faro di Capo Spartivento in Sardegna trasformato – come si può vedere dalle immagini – in un resort di lusso.
Guardare le foto e immaginare un simile destino per il ‘nostro’ Faro della Guardia è stato tutt’uno!
E si può capire perché abbiamo avuto un tuffo al cuore nel vedere su stampa queste immagini che – pur pregevoli nell’ambito di una rivista come Ville & Casali – tradiscono completamente lo spirito del faro come lo intendiamo noi, nel senso di una fruizione pubblica del bene.

Capo Spartivento. La Torre del Faro

Nulla è detto, nell’articolo di “Ville & Casali” – riportato in file .pdf alla fine dell’articolo – sulle modalità del suo trasferimento dal Demanio al Privato, ma spulciando tra le cose pubblicate sul web apprendiamo da un articolo di Corriere-Economia del 16 maggio 2010, a firma di Mario Sensini, che il bene (che ricade nel territorio del comune di Domus de Maria) venne dato in concessione, sulla base di una gara d’asta, nei primi anni duemila, all’imprenditore sardo Alessio Raggio al modico canone di 2.800,00 euro mensili a condizione che venisse restaurato e valorizzato. Raggio vi spese una fortuna per renderlo bello ed accogliente così come è oggi e alla scadenza della concessione che, nel tempo, è stata più volte rinnovata, dovrà vedersela con il Comune di Domus de Maria diventato nel frattempo, in virtù della legge sul Federalismo demaniale proprietario del bene.
Il Comune potrà ridarlo in concessione – continua l’articolista – ma chi aspira a Capo Spartivento dovrà sborsare ben altre cifre perchè ci saranno da scontare i costi di avviamento: “Pregi e difetti della valorizzazione” è l’osservazione con cui, argutamente, Sensini chiude l’articolo.

Faro SP. 200x200.1

Faro SV 200x200.2

Capo SV 200x200.3

Perché abbiamo ricostruito, seppure per sommi capi, la storia della “valorizzazione” del Faro di Capo Spartivento?
Perché l’esempio della trasformazione di questo faro destinato quasi certamente ad essere riscattato, prima o poi, dall’attuale titolare, pur se apprezzabile ai fini del suo recupero, ci dice quale potrà essere il futuro di tanti altri fari visto l’ampio programma di valorizzazione lanciato recentemente dall’Agenzia del Demanio.
Non abbiamo nulla in contrario alla realizzazione dei resort di lusso ma vorremmo che esempi come quello di Capo Spartivento rimanessero delle eccezioni vista la peculiarità dei fari.

Il progetto “Valore Paese” di cui abbiamo cominciato a leggere alcune cose dice, tra l’altro che “l’obiettivo (dell’iniziativa) è dare vita ad un nuovo modello di ricettività, rispettoso del paesaggio e in linea con le identità territoriali e con la salvaguardia dell’ecosistema ambientale…”
Ecco vorremmo, al di là di tante belle intenzioni, che questi beni suggestivi ricchi di storia, una volta recuperati e ristrutturati, diventassero il più possibile fruibili dalla collettività.

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 S. Giovanni Sinis, Oristano: Il faro di Capo San Marco

Qualche anno fa (2013) abbiamo riportato la critica di un film in cui si adombrava che i costi della location per le riprese fossero stati utilizzati per la ristrutturazione del faro (che faceva parte della storia stessa del film). Ci sembrò a suo tempo un suggerimento virtuoso da tenere in conto (leggi qui).

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Il faro di Capo San Marco restaurato

Nei prossimi mesi sarà reso noto il bando per l’assegnazione in concessione dei primi undici fari messi a concorso; dalla lettura avremo modo di capire relative condizioni e termini e quale ruolo potranno avere le associazioni e gli enti aggreganti per proporre le loro iniziative.

Riportiamo il link al Corriere della sera per le informazioni soprariportate

File .pdf dell’articolo di “Ville & Casali” su Capo Spartivento: Ville & Casali. Una ristrutturazione dove i venti s’incontrano

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1 commento per È questo che vogliamo per il nostro Faro?

  • Biagio Vitiello

    “La storia” del faro di Capo Spartivento è solo minimamente comparabile a quella del nostro Faro/Faraglione della Guardia.
    Se il faro di quel comune è stato trasformato in resort di lusso in un ambiente incontaminato, avrà dovuto avere i permessi necessari…
    Per il Faro della Guardia – di cui conosciamo molto bene la storia e come stanno le cose – questo non sarebbe possibile, anche perché si trova in zona PAI, in area ‘Serbatoio Genetico’ (secondo il PRG del Comune di Ponza) ecc., ecc.
    …E poi ci siamo NOI che non permetteremmo mai la snaturamento di quel luogo con strade, approdi-porticcioli, piscine, funivie ecc.

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