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di Francesco Ferraiuolo

 

Gentile Redazione,
Vigorelli ha postato su fb un articolo dal titolo “Aria nuova a Le Forna”, nel quale non ha mancato di mettermi in cattiva luce attribuendomi una falsità.
Vi rimetto l’allegato articolo per una doverosa replica, anche se non comprendo l’atteggiamento del Vigorelli.
Tanti cordiali saluti.
F. F.

Esterno nuova centrale elettrica Ponza

 

Caro Vigorelli – te lo dico per la seconda volta – diceva il compianto Massimo Troisi: “io sono responsabile di quello che dico. Non di quello che capisci tu”.
Ecco, nel mio caso ti pregherei – per la seconda volta – di non mettermi in bocca le cose che ti fanno comodo ma che io non ho detto; nel mio intervento in Consiglio Comunale, non ho mai sostenuto che la “mozione Le Forna” fosse un libro dei sogni!

Basta leggere il mio intervento scritto allegato al verbale di deliberazione di quella seduta, che io riporto in calce affinché i cittadini ne possano avere contezza e giudicare, per comprendere anche il senso del mio voto contrario.

La mia contrarietà si è sostanziata perché ritenni una scorrettezza la mancata riproposizione in Consiglio del punto relativo proprio alla “Centrale elettrica di Le Forna” nonché sbagliata la forzatura di concedere ad una società privata la possibilità di costruire 25 “cupole” nella zona ex mineraria sotto forma di “piano integrato di Cala Cecata”.

Piuttosto, tu, che ti glori dello spostamento della centrale, hai dimenticato che l’iniziativa partì dalla Commissaria Prefettizia a seguito della revoca dell’autorizzazione alla SEP da parte della Provincia di Latina?

Hai dimenticato che eri consenziente affinché la SEP mettesse ulteriori due gruppi elettrogeni a Le Forna, nonché costruisse nuovi locali per spogliatoi, bagni., ecc, oltre ad una nuova strada di accesso, come spiegavi in maniera “illuminante” nell’articolo “Centrale Elettrica: allarmismi, schiocchezze, verità” postato il 21 marzo 2013 sul sito “Ponzaracconta”? (leggi qui)

Hai dimenticato l’allarme e la sollevazione dei cittadini di Le Forna rispetto a tale eventualità?

Hai dimenticato che Balzano ed io, in qualità di consiglieri comunali di minoranza, presentammo, di nostra iniziativa, una proposta di deliberazione che venne discussa nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 13 aprile 2013 – da noi richiesta – in merito al punto all’o.d.g. “Centrale elettrica di Le Forna”? (per inciso, su tua insistente richiesta, si rinviò la trattazione del trasferimento dei gruppi elettrogeni (compresi i due già funzionanti di Le Forna) a monte Pagliaro ad una successiva seduta del Consiglio Comunale da tenersi ai primi di giugno dello stesso anno; il punto rinviato non è mai stato più riproposto in consiglio comunale: vanamente abbiamo atteso!)

Hai dimenticato che cambiasti rotta su monte Pagliaro (con l’ord. n. 66/2013) perché incalzato dalla magistratura con il decreto di sequestro preventivo della centrale di Giancos del 5 aprile 2013, che a mio avviso fu un punto di snodo fondamentale?

Ricordo che c’è un detto che, grosso modo, così recita: “la gallina fa le uova ed il gallo…canta”; parafrasando possiamo dire che la SEP ci mette i soldi per la progettazione e per la realizzazione della nuova centrale ed il sindaco se ne fa un vanto.

Ah, dimenticavo che, però, il sindaco ha seguito l’iter amministrativo, i pareri, la conferenza dei servizi, ecc; indubbiamente, questo è un merito ma non è anche un dovere?

La manipolazione degli avvenimenti a proprio vantaggio da parte dei politici è un’arte vecchia come il cucco!
Ma le “furbate” non sono roba da aria nuova bensì da aria fritta!

 

Intervento del Consigliere Comunale Francesco Ferraiuolo nel corso del Consiglio Comunale del 01 agosto 2013 in merito al punto all’o.d.g. “Mozione Le Forna”.

Sig. Sindaco, come si ricorderà, io ed il collega Balzano presentammo, di nostra iniziativa, una proposta di deliberazione che venne discussa nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 13 aprile 2013 in merito al punto all’o.d.g. “Centrale elettrica di Le Forna”.

Dopo ampia ed articolata discussione, si convenne, su sua insistente richiesta, di rinviare la trattazione del suddetto argomento in una successiva seduta del Consiglio Comunale da tenersi ai primi di giugno dell’anno in corso.

Peraltro, all’albo pretorio, compreso quello on line, non risulta traccia del resoconto di quel punto, che pure fu oggetto di numerosi ed interessanti interventi, alla presenza di un folto pubblico altamente attratto dalla questione dello spostamento della centrale elettrica da Le Forna.

Infatti, all’albo on line, il citato punto all’o.d.g. risulta semplicemente ritirato; non è così in quanto la discussione si concluse con una decisione di rinvio.

E tuttavia, seppure la proposta di deliberazione fosse stata ritirata da noi consiglieri di minoranza, ciò non avrebbe potuto esimere l’amministrazione di dare giusta contezza alla pubblica conoscenza di quanto avvenuto nel corso della trattazione del punto in questione, quanto meno per un elementare dovere di trasparenza, come è stato per altri analoghi casi, anche della corrente consiliatura.

Siamo arrivati ad agosto; del punto rinviato nemmeno l’ombra!

Eppure, quella proposta di deliberazione concernente lo spostamento della centrale elettrica a Monte Pagliaro andava correttamente ripresa e conclusa con una votazione per confermare alcuni inderogabili principi e, se del caso, dopo avere concordato l’armonizzazione del dispositivo alla luce di alcuni atti nelle more intervenuti sul caso di che trattasi.

Oggi, invece, ci vediamo propinare dalla maggioranza, evidentemente colta da una improvvisa folgorazione, una “mozione Le Forna”: una sorta di pot-pourri ripetitivo di cose, più o meno, già dette da tutti i candidati nella scorsa campagna elettorale.

Qualcuno ha detto: i soliti annunci, di cui siamo stanchi; il solito stratagemma per fare, poi, un bell’articolo di stampa propagandistico, ad usum delphini, da pubblicare sui media per esaltare la bontà di questa maggioranza.

Io non sono d’accordo con questa impostazione; non sono un pivello, credo di avere una lunga e buona esperienza amministrativa e politica per rimanere abbindolato da manovre che chi le pone in essere pensa siano intelligenti ma che, invece, finiscono per offendere l’intelligenza altrui.

Non mi sfugge che la presentazione della mozione serve a sviare la discussione della proposta di deliberazione presentata da noi consiglieri di minoranza giacché nella stessa viene trattata la questione dello spostamento della centrale elettrica; così come non mi sfugge, nell’accorata serenata espressa dalla mozione medesima, avanzata per esprimere intenti su come risolvere i problemi di Le Forna ai fini di rilanciarne lo sviluppo socio-economico, una nota di timbro diverso ma confusa tra le altre, messa lì quasi con nonchalance, fatta passare come “Piano integrato di Cala Cecata”.

Ora, far passare, sic et simpliciter, attraverso una semplice mozione proposta al Consiglio Comunale tesa ad indirizzare la politica della giunta in carica (che, badate, non si è sostanziata in altri casi come, per esempio, nella scelta delle opere pubbliche per le quali sono stati chiesti recentemente i finanziamenti regionali), una transazione tra il Comune ed una società privata (seppure a risarcimento di espropri nel passato effettuati per la costruzione di opere pubbliche) espressa in un piano che investe aspetti molto complessi e facenti capo a categorie giuridiche poste su piani diversi e, probabilmente, non concilianti tra di loro, mi pare veramente troppo.

Anche se qui la pillola è stata indorata con la previsione della realizzazione delle aree di verde attrezzato, del campo da tennis, della discesa a mare a Cala Cecata con relativa balneabilità, dei parcheggi privati e pubblici, dell’impianto di depurazione, ecc., per carità tutte cose interessanti, il metodo ed il merito, a mio avviso, sono sbagliati e non risolvono i problemi che sono in campo, anzi li complicano.

Perché il problema da cui non si può sfuggire consiste nel fatto che il P.R.G. rimanda opportunamente la previsione urbanistica dell’intera zona relativa al comparto 13 (sedime ex miniera SAMIP), di cui fa parte anche la porzione di area interessata dall’annunciato Piano integrato di Cala Cecata, ad un ulteriore atto del Consiglio Comunale che approvi un apposito progetto plano-volumetrico, recante una visione unitaria delle opere da realizzare, dove l’edificazione sarà subordinata all’approvazione di un piano particolareggiato o di lottizzazione e alla ristrutturazione geomorfologica dei terreni, nonché al ripristino della vegetazione;

Quello che ho appena fatto presente, io ed il collega Balzano lo avevamo sollecitato nella proposta di deliberazione discussa nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 13 aprile 2013 in merito al punto all’o.d.g. “Centrale elettrica di Le Forna”, poi, come detto, rinviato.

Infatti, al primo punto del dispositivo di quella proposta di deliberazione, noi proponevamo di “demandare al Sindaco di esaminare la possibilità di porre in essere, a breve termine, la procedura per dare attuazione all’art. 22 delle N.T.A del P.R.G. vigente relativo alla zona “C4” (riferimento zona comparto 13 ex miniera SAMIP) per addivenire alla sua riqualificazione tenuto conto della deliberazione della Giunta Regionale n. 2251 del 03/05/1983, nel contempo procedendo anche all’adeguamento alla situazione attuale dello stesso P.R.G. dato che sono trascorsi ormai trent’anni dalla sua approvazione definitiva”.

Per l’aggiornamento del P.R.G. c’è stato un modesto finanziamento regionale e qualcosa si è mosso; ci attendiamo, ora, che si metta mano a dare attuazione anche all’art. 22 delle N.T.A. del P.R.G. vigente relativo alla riqualificazione dell’intero comparto ex minerario, perché solo quella è la strada maestra da seguire per il vero rilancio di Le Forna.

Io, personalmente, a quella strada legittima e corretta intendo attenermi tenendo conto che nella procedura dovranno tenersi in considerazione anche tutte le osservazioni che verranno dalle realtà associative e dai cittadini presenti sul territorio.

Pertanto, annuncio il mio voto contrario alla mozione in discussione.

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