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Memo 36. Sant’Antonio, qualche mese dopo…

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a cura della Redazione
Sant'Antonio. Nuovo assetto dei marciapiedi. Foto dal web

 

Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale
Vengo anch’io? No, tu no!
e gridare “Aiuto aiuto è scappato il leone!”
E vedere di nascosto l’effetto che fa…..

 

Ci sono venuti in mente questi versi di Iannacci mentre ci soffermavamo ad ammirare la “nuova passeggiata” a Sant’Antonio e la sua vita estiva.

Appena completata, il popolo di Facebook si è scatenato sulla ringhiera.

Quell’acciaio, lucido poi, proprio non è adatto al luogo… Ma no, è moderno..! Appunto è troppo moderno! Che ci azzecca con un porto che ha più di 200 anni..? E le luci lato mare, a chi piacciono? Sono belle! No, no, a me non piacciono, però… etc. etc.

Comunque… Passato il primo momento di mugugni o apprezzamenti il nuovo è stato “assorbito” non da tutti e nella stessa misura, ma alla fine il percorso pedonale durante le affollate giornate di piena estate è stato ampiamente utilizzato.

Lo slargo invece ha fatto la sua prima bella figura a San Silverio… Camper di bevande e panini con tavolini vista mare: che dire, inaugurazione alla grande!

Roulottes.1

Roulottes.2

E dopo?
Beh, la destinazione proposta dal progetto era uno spazio di disimpegno per i momenti di affollamento di camion, bus e auto nelle ore di punta all’incrocio con la panoramica, anche se, con le transenne sempre presenti, ci chiediamo se e quanto possa aver svolto questa funzione…

Domanda retorica…perché per il corrente anno, il problema traffico è stato risolto a monte: azzerandolo (!).
Nessuna polemica, il traffico va regolamentato – ma ‘regolamentato’ – dire semplicemente no, e per buona parte dell’anno, è un’altra cosa.

Allora a cosa serve quello spazio?

Beh! Sicuramente i pedoni lo attraversano. Qualche volta, per pochi minuti, vi sostano anche dei mezzi…
Altri usi? Al momento non sapremmo, vedremo con il tempo…

Ma lo slargo e il marciapiede all’angolo della passeggiata senza volerlo hanno una funzione importante!

L'angolo incriminato
Servono a far ritornare indietro la massa d’acqua che quando piove vi arriva dall’incrocio di Chiaia di Luna – ’u lav’… ’u lav’! Quella che prima trovava uno sfogo verso la spiaggia, mentre adesso va a finire di rimbalzo nei negozi ed abitazioni adiacenti!
Quindi serve a lavarli ben bene… I malcapitati ringraziano!

Nuovo Lungomare Sant'Antonio.1

La confluenza con la Panoramica

La confluenza con la Panoramica.2

La confluenza con la Panoramica.3

Confluenza e Bar Panoramica

Tombino

Tombino.2

Due tombini

Gli esercizi commerciali adiacenti

Lo slargo

 

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3 commenti per Memo 36. Sant’Antonio, qualche mese dopo…

  • Biagio Vitiello

    Per la nuova piazzetta di Sant’Antonio ci sono stati un progettista e un collaudo!
    Allora, visto che con i recenti allagamenti c’è stato un danno, il Comune deve costituirsi in giudizio (come sovente avviene) contro tali signori, perché i lavori non sono stati fatti a regola e/o non hanno tenuto conto di eventi ben prevedibili.

    Se il Comune non si farà valere, lo dovranno fare (purtroppo) i danneggiati contro il Comune stesso.

  • Domenico Musco

    Quando le uova si sono rotte è difficile ricomporle e bisogna salvare il salvabile.
    La piazzetta di Sant’Antonio è stata realizzata secondo progetto. Punto. È inutile dire adesso che si poteva fare in un altro modo; questo vale anche per Giancos.
    C’è un momento per pensare e parlare ed è quello della progettazione; poi quando il treno è partito è difficile per chiunque fermarlo.

    Una cosa però credo che si potrebbe fare con poca spesa per migliorare il tutto è l’illuminazione nel porto dove dovrebbe prevalere la luce calda gialla; vedere la luce bianca accecante delle lampadine ai LED è proprio un cazzotto in faccia!
    Occorrerebbe cambiare le lampadine con altre a luce gialla oppure verniciare i vetrini delle lampade ad incasso di giallo; così secondo il mio modesto avviso il tono della luce si intona meglio con tutto l’insieme

  • Sandro Russo

    Mi pare di capire dall’articolo e dai commenti prevalenti che si sta discutendo della “mitigazione del danno” per un’opera recentemente attuata, sebbene di lunga gestazione (precedente all’attuale Amministrazione).

    Mi vengono due obiezioni.
    Ma il momento partecipativo-propositivo da parte dei Ponzesi, quando mai c’è stato? Già non è nella natura degli isolani partecipare e parlare – se non in forma di “chiacchiere da bar” e a cose fatte -, ma quale Amministrazione li ha mai invogliati a farlo?
    Secondo: qualcuno di memoria meno corta ricorda cos’è, a Ponza, ’u lav’? In un’isola scoscesa come la nostra, quando arriva una pioggia torrenziale, dall’alto si convoglia verso il basso una massa d’acqua immane che tutto travolge: alberi con tutte le radici, guard rail, strade, animali e anche persone. Non si tratta di fare i profeti di sventure, ma un’opera che non prevede tale evenienza e dispone all’uopo dei ridicoli tombini, penso sia sostanzialmente pericolosa; ovviamente per mancata risoluzione, da incuria, del problema ‘a monte’.
    Cosa si può fare adesso?

    Nota
    Per la parte che riguarda la raccolta delle acque nel “Canalone”, leggi qui

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