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Epicrisi 35. La settimana verde

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di Rita Bosso

 

La settimana che oggi si conclude è all’insegna del verde: tamerici salmastre e arse, rigogliose se collocate sul lato B, rachitiche e infestate da vermi se sul lato A (a sant’Antonio); piante da frutto nei capolavori della pittura e della letteratura; e un colpevole, omertoso silenzio sui gloriosi ulivi nostrani… Suvvia, che ci voleva a scrivere due righe sull’uliveto abbasc’i banchine con un paio di citazioni colte, Braudel che assegna all’ulivo e alle palme i ruoli di delimitatori del Mediterraneo, la colomba di Picasso col ramoscello? Per inciso, butirra è non solo una varietà di pere ma anche il soprannome di Elisabetta Farnese, padrona di quest’isola qualche secolo fa.

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‘A prùdeca (Inula viscosa) in fiore in questa stagione

Ponza emette stoloni che si propagano fino a raggiungere terre lontane; spuntano rigogliosi ad Arbatax, sulle bellissime spiagge di Cala Mariolu, in Francia, negli Stati Uniti, a Bahia Blanca. Piante che si sono adattate perfettamente nel nuovo contesto, negli ultimi istanti della loro vita rivelano l’attaccamento alla terra natìa; così, Franca vuole tornare a guardare il mare in cui è cresciuta, anche se la maggior parte della sua vita l’ha trascorsa altrove; così, i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia Iodice testimoniano di un legame mai interrotto,  significativamente rappresentato dall’ultimo omaggio floreale a Lucia da parte di San Silverio Shrine. Altre piante, bellissime, generose, resistenti, sono restìe ad essere trapiantate; come il cappero; come Fiorina.

La cura delle radici è fondamentale per il benessere della pianta e Ponzaracconta ha una vera fissazione in proposito, tant’è che propone la costituzione di un ente che tenga in maniera stabile i rapporti con le varie comunità sparse nel mondo; all’uopo, su questo sito è stata inserita ieri la sezione Lontano da Ponza in cui sono raccolti gli oltre 400 contributi dei ponzesi emigrati e la testimonianza toccante di Giorgio Balzano.
Ma bisogna prestare attenzione anche alle gemme, ben più delicate delle radici, più belle e più colorate: la proposta di seguire la squadra di calcio locale quando gioca fuori casa è originale e allettante, niente aggrega quanto una partita di calcio; aspettiamo che Biagio Rispoli comunichi il calendario e subito dopo, su queste pagine, organizzeremo il Ponza Fan Club.

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…fiore di cardooo…

L’avvocato Pino Zanni propone una canzone per Ponza, anche per non essere da meno di Capri a cui Rilke – tra gli altri- ha dedicato versi.
Sappiamo finalmente come si chiama una collina che per molti di noi è stata prima d’ora anonima e che, invece, possiede un nome evocativo e fiabesco: monte mangiaracino non sfigurerebbe in una fiaba di Basile, in cui avrebbe un senso – alimentare, antropologico, esistenziale – perfino il cacciatore che, armato di tutto punto, apre la stagione venatoria in anticipo sugli altri anni. A Lanuvio, invece, tra i filari di kiwi, quale senso ha? Una spiegazione potrebbe darla Giggino ma, impegnato in riflessioni sul turismo, ancora emozionato per il giro in gondola, neanche s’è accorto dell’inizio della stagione di caccia e del passaggio delle prime arcere.

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Il fiore d’a prùdeca

Abbiamo scritto di trasporti, come è tradizione; abbiamo utilizzato come titolo il nome di una manifestazione in cui i bambini competono in modo gioioso e leale: la Compagnia di Trinchetto, che organizza la Gara delle Bagnarole, non ce ne voglia per il titolo dato ai tre articoli.

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Il fiore del finocchietto selvatico

L’estate se ne va, dolcemente ma anche fragorosamente, con uragani e allagamenti; si torna a scuola, anzi alla Buona Scuola, di cui si esamina un aspetto. La scuola di prima, evidentemente, non era buona, nonostante la cura di enterogelmina.

Buon inizio di scuola a tutti coloro che vi entreranno con entusiasmo, passione e senza lagne, e soprattutto agli alunni che, negli anni passati, ci hanno donato un Ricettario e un Erbario ponzesi bellissimi.

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