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Piante e frutti perduti, ritrovati, fantasticati. (3). Arte varia

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di Sandro Russo

 

Ancora dalla ‘Pomona’ di Gallesio, alcune delle pere più apprezzate, le ‘pere del burro’, di cui esistono diverse varietà; qui la ‘estiva’ e la ‘grigia’

8. Pere butirro.Bis

Ma non le abbiamo già conosciute, queste ‘pere butirro’, per nobile ascendenza letteraria? Derivava da esse il nome dell’hidalgo decaduto Gonzalo Pirobutirro d’Eltino (del Tino), il protagonista de “La cognizione del Dolore”, di Carlo Emilo Gadda.

Così volava la fantasia dell’‘Ingegnere’ che dalle pere butirro, piantate insieme alle ‘limoncine’ nel giardino di Villa Gadda, a Longone in provincia di Como, trasse il titolo nobiliare, mentre l’odiata dimora paterna veniva trasferita, annessi e connessi, dalla Brianza ad un immaginario paese sudamericano – il Maradagàl, contiguo e belligerante con il vicino stato del Parapagàl. In questa geografia ricreata, le città contigue sono Terepattola (Lecco) e il capoluogo Pastrufazio (Milano). Lungone diventa Lukones, villaggio rurale della provincia di Novokomi (Como), popolato da zotici e da strampalati personaggi, descritti con rancore da misantropo come una ‘masnada di rusticoni’, ‘maiali e gaglioffi’, tra i ‘più sozzi e gobbi e nani e gutturali e gorgonzoloidi’ (…cosa che gli attuali abitanti di Longone non hanno ancora perdonato a Gadda).

Ma tornando alle pere… Gonzalo Pirobutirro, trasparente alter ego dell’Autore – che vive in sprezzante solitudine nella casa insieme alla vecchia madre – costruisce su queste affabulazioni una completa mitologia, essendo solo esse – le pere, insieme alle mandorle – sottratte alla raccolta da parte del mezzadro (…che però nottetempo le va a rubare).

Le pere quindi, descritte con dettagli tanto precisi da apparire inverosimili: “Le pere butirro, spiccate a metà ottobre, maturano repentinamente, nel corso di una notte, tra il 2 e il 7 novembre”; esse stesse simbolo ed emblema del casato dei Pirobutirro, assurte ad entità metafisica o perfino eroica, al punto che ‘Se hacer una pera’ viene a significare non ‘farsi una pera’, come di primo acchitto ci viene di immaginare, bensì “Compiere un’azione eroica” !

 

9. Butirra vernina.Bis
Un’altra varietà di pera dalla ‘Pomona’ di Gallesio: la butirra ‘vernina’ (o pera ‘Luisa’). Per epoca di maturazione è quella che più somiglia alla butirra di Gadda. Notare anche la prosa, accurata e preziosa

***

L’associazione della frutta con l’idea di abbondanza / ricchezza / tesoro dev’essersi fissata in epoche remote nell’immaginario umano.
Occasionalmente riaffiora tra i ricordi di polverosi libercoli letti in gran quantità da ragazzo; c’era uno dei cicli tra i più famosi della fantascienza (‘La tetralogia del pianeta Tschai’ di Jack Vance) da cui ricordo una copertina (di Karel Thole), e il cupo Eldorado di Tschai – La Zona Nera – territorio di avventure strabilianti e di una spietata caccia all’uomo, dove in teche simili a melograni translucidi affiorano spontaneamente dal suolo i noduli di ‘crisospina’, ripieni di pietre preziose: verdi, rosse, turchine, opalescenti…

10. Tschai

Uno dei libri della saga del pianeta Tschai di Jack Vance – ‘The Dirdir’ (1969), pura fantascienza d’avventura – della collana di fs Urania (Mondadori). Costava all’epoca 300 lire!

Anche i saggi di Huxley sulla sua esperienza con la mescalina fanno balenare oggetti che sono come illuminati da una luce interna; c’è una ricorrenza di gemme e pietre preziose, di luce e colori preternaturali, cristalli, fiori e frutta di fantasmagorica ricchezza” [Aldous Huxley : “The doors of perception” (1954) e “Heaven and Hell” (1956)].

11. Bosch. Garden of Delights

‘Il Giardino delle Delizie’, forse l’opera più famosa di Hieronymus Bosch, trittico di cui nella foto è mostrato il pannello centrale. Il dipinto è al Museo Nacional del Prado a Madrid.

Hieronymus Bosch (1450 – 1516) è tra i più discussi pittori della scuola fiamminga e certo quello che vanta i più numerosi tentativi di interpretazione. Fortemente impregnato dello spirito del tempo, soprattutto in campo religioso – nasce in Olanda tra la fine del Medioevo e l’alba del Rinascimento. La ‘Riforma’ luterana avrebbe visto la luce di lì a poco (è del 1517 l’affissione delle famose 95 tesi da parte da parte del monaco agostiniano Martin Lutero sulla porta della chiesa di Wittenberg in Sassonia). Il trittico de “Il Giardino delle Delizie’ (1480-90), è composto di tre tavole, con dipinto sul retro: la tavola a sinistra rappresenta il Paradiso terrestre con la creazione di Eva; quella centrale è dedicata al tema della lussuria; su quella di destra è dipinto il cosiddetto ‘Inferno musicale’. Sul retro una rappresentazione pre-copernicana del mondo.

L’arte fiamminga e Hieronymus Bosch interpretano l’inquietudine del loro tempo fatto di guerre, violenza e fanatismo religioso.

Bosch tratta questi temi con la maggiore originalità ed è conosciuto per le sue opere enigmatiche e inquietanti, per le immagini fantastiche e demoniache, per i simboli e le creature che affollano i suoi dipinti.
 12. Bosch. Part.Bis.1

Particolare dal pannello centrale de ‘Il Giardino delle Delizie’. Nelle immagini di sin.: i frutti rappresentati alludono agli organi sessuali maschile e femminile. Raccogliere i frutti era una metafora dell’atto sessuale. A dx.: dalle grandi foglie spinose che avviluppano i personaggi, sbucano fiori simili ai nostri cardi; un uccello porta nel becco un chicco di ribes; sotto, pare che molti l’aspettino a bocca aperta. Alcuni riferimenti erotici traggono origine da canzoni popolari del tempo e proverbi fiamminghi.
 13. Bosch.Part.Bis.2

Altri particolari dal pannello centrale. A sin., la sfera trasparente rappresenta la camera nuziale. Molte sono le allusioni alla lussuria, compreso il personaggio sommerso nell’acqua che si copre i genitali, tra le cui gambe un frutto-fiore è diventato nido di uccelli. A dx., una fragola-scorpione-farfalla sta sulla schiena di un personaggio; vicino, una enorme zucca rosata in cui si sono introdotte delle figure umane

Tanto immaginifica, la pittura di Bosch, che si è anche indagato su una possibile genesi da droghe allucinogene delle sue ‘visioni’. Le considerazioni riportate (Orbis Verlag; 2002) – da parte di un tossicologo curioso di ‘ricette stregonesche’ – sembrano escludere tale ipotesi.

14. Malizia.Bosch
Le considerazioni riportate in questo saggio (Orbis Verlag; 2002) – da parte di Enrico Malizia, un tossicologo curioso di ‘ricette stregonesche’ – sembrano escludere tale ipotesi.

Per l’articolo precedente della serie, leggi qui

Piante e frutti perduti, ritrovati, fantasticati. (3) – Continua

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