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Terracina. Visita al tempio di Giove Anxur

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di Sandro Russo

Tempio di Giove Anxur a Terracina

 

È a due passi da noi, Terracina, da ovunque si parta: con Ponza c’è un regolare servizio della nave Laziomar (due corse al giorno) e dell’aliscafo della NLG. In macchina è vicinissima da Formia; vicina da Roma: meno di un’ora e mezza per la Pontina (SS 148), rispettando i limiti di velocità; oppure sempre da Roma per il più classico degli itinerari, l’Appia nuova (SS 7) passando per Velletri (si dirà con maggiori particolari dell’Appia antica in seguito).

Ma l’occasione per parlare di Terracina viene da una recente visita al tempio di Giove Anxur, in bell’evidenza sulla rocca che sovrasta l’abitato; impossibile non vederlo, ma chissà quanti sono saliti a visitarlo.

Sul sito è attivo, dal 2012, un allestimento stabile – lo spettacolo “Anxur Lumina” – realizzato e gestito dalla società Munus, concessionaria dei servizi museali del Tempio di Giove Anxur dopo l’aggiudicazione di una gara europea bandita dal Comune di Terracina.

Il paesaggio è molto suggestivo; non c’è bisogno di dirlo a chi ci è passato anche una sola volta, seguendo il tracciato dell’antica via Flacca (la denominazione moderna è: strada regionale 213 Flacca) che proprio da Terracina prende origine e proseguendo lungo la costa raggiunge in sequenza il Salto di Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta ed infine Formia.

Antica via Flacca

Un tratto dell’antica via Flacca

Dalla rocca del tempio, guardando il mare si ha un bello sguardo d’insieme: a sin. del tratto di costa della suddetta via Flacca e a dx il panorama di Terracina (più bello di notte, per la verità) e il promontorio del Circeo. Di fronte le Ponziane, che qualche volta sono indistinte per la foschia; si vedono comunque ‘d’infilata’: Zannone, Ponza e Palmarola sulla destra.

Google map

Dalla postazione è evidente come tra le funzioni della rocca sopraelevata sopra Terracina si è potuta ipotizzare anche quella di un faro per i naviganti.

Porto con esiti incendio
Il porto di Terracina visto attraverso gli arbusti bruciati

Il porto con la nave Laziomar

Panorama in basso verso il porto, con la nave Laziomar alla fonda

Panorama di sinistra verso sud

Panorama di sinistra verso sud (visibili gli esiti dell’incendio sulla parte bassa della chioma del pino)

Panorama verso il Circeo. Di giorno

Panorama di destra verso il promontorio del Circeo

Panorama con gatto

Il Carloforte sulla rotta per Ponza

Alle 20 il Carloforte lascia il porto di Terracina e fa rotta per Ponza

La vegetazione della rocca è una tipica vegetazione mediterranea; niente di nuovo per noi isolani.
Come pure l’incendio che ha interessato la rupe del sito archeologico il 26 luglio u.s., arrivando a lambire le istallazioni elettroniche e i fabbricati per l’accoglienza dei visitatori.

Lentiscus e spartium
Lentisco (Pistacia lentiscus) e ginestra (Spartium junceum) sopravvissuti all’incendio

Artemisia absinthum

Artemisia absinthum (Asteraceae) che a Ponza chiamano ‘a scienza (assenzio)

Palme nane

Palma nana in ripresa vegetativa dopo l'incendio

Palme nane. Integre sopra; sotto: in ripresa vegetativa in una zona interessata dall’incendio

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Ma volevo riferire dello spettacolo serale – orari a altre informazioni sul sito: http://www.tempiodigioveanxur.it/anxur-lumina (con un breve video-trailer dello spettacolo – che viene ripetuto tre volte per sera e necessita dell’oscurità.

L'illuminazione notturna del sito

Arcate del tempio. Illuminz. notturna

Colonnato e criptoportico del tempio: giochi di luce

Il gruppo dei visitatori, dotato di auricolari per la ricezione, segue un percorso attivato ad ogni stazione dalla guida-capogruppo: lungo il cammino si accendono infatti degli schermi che introducono all’itinerario che si sta compiendo con riferimenti storici e piccole scene d’epoca (recitati in video da attori professionisti). Tutto filologicamente corretto e attendibile in base alle conoscenze del mondo romano e dei secoli successivi.

Tabella. Il Tempio di Giove Anxur

Le sorprese e i colpi di scena distribuiti lungo il percorso mantengono viva l’attenzione: i bambini soprattutto ne sono affascinati e non perdono una parola né una scena di tutto quel che è mostrato.

Giochi di luce sul porticato

La proiezione sulle antiche pietre

Siamo all’applicazione della tecnologia audio-visiva al mondo dell’archeologia con risultati di tutto rispetto.
In un futuro che già si intravede – quando sarà perfezionata la tecnica degli ologrammi – figure incorporee compariranno nel buio e accompagneranno il percorso dei visitatori rendendo l’illusione perfetta.

***

In coincidenza del tutto occasionale e imprevista con questo interesse per Terracina, si registra la pubblicazione a puntate su Repubblica (raccolte tutte insieme su www.repubblica.it) di un reportage di viaggio di Paolo Rumiz – Alla ricerca dell’Appia perduta” – che si è posto l’obbiettivo di percorrere a piedi l’Appia antica da Roma fino a Brindisi (un percorso di circa 550 Km). L’antico tracciato è seguito in tempo reale con l’aiuto di un navigatore GPS satellitare.
Ma del viaggio riporteremo solo il primo tratto, fino a Terracina…

L'appia antica. Gli appunti di Rumiz

Qui di seguito i riferimenti in link per le puntate di maggior interesse  che riguardano il primo tratto in uscita da Roma:
A Genzano per la via Appia

“Come definire questa via che, sotto il lago di Nemi e Velletri, taglia i boschi e i poderi dei Colli Albani con una perfetta diagonale indifferente alle isoipse, e plana sull’Agro Pontino senza deflettere di un millimetro, formando il rettilineo più lungo d’Italia? Forse è un segno d’imperio. Forse è banale senso pratico: i Romani andavano al sodo e lì bisognava costruire un asse breve fra Roma e Terracina, stop. Ma forse è solo il comando di un cieco, quale fu appunto Appio Claudio il Censore. “Anxur!” deve aver detto, tranciando l’aria con la mano tesa a indicare una linea maestra. Anxur era Terracina, e Anxur fu. E siccome anche l’obbedienza è cieca, un esercito di architetti e agrimensori obbedì al vecchio senza discutere, senza riguardo per l’orografia e senza misericordia per le proprietà.” (dal reportage di Rumiz)

L’avvicinamento a Terracina

L’Appia a Terracina (nell’articolo anche un video che include la visita al Tempio di Giove Anxur)

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In conclusione, una visita ricca di emozioni e di richiami, alla storia e alla nostra isola; il maggiore dei quali è stato immaginare cosa si potrebbe fare, con una volontà politica coerente e utilizzando una tecnica analoga, con le antichità romane di cui Ponza dispone come pochi altri luoghi (al mondo!)

 

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