Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0038-038 sa v8-7a sh 13 sl372208

Epicrisi della domenica 9 agosto (31). Fari, polene e ponzesi nel mondo

Condividi questo articolo

di Luisa Guarino

Ponza_-Una-nave-crociera-doppia-il-faro-della-Guardia1

.

L’epicrisi di questa settimana sceglie da sola i suoi temi portanti, quasi senza bisogno di un intervento esterno: Faro della Guardia e comunità ponzesi nel mondo. Basta che una trasmissione televisiva parli del recupero di 150 strutture in tutta Italia e faccia scorrere ‘per ben tre volte’ l’immagine della nostra ‘lanterna’ sul Faraglione della Guardia che l’attenzione di tutti, del resto mai sopita, si riaccenda più forte che mai, e ipotizzi un intervento progettuale insieme ad altre associazioni in un futuro più o meno vicino. A testimoniare l’attualità e il richiamo del faro arriva, a distanza di tre anni esatti, un commento da Torre Annunziata di Roberto De Nicola a un articolo di Enzo Di Fazio. Si cuciono nuovi legami e sia Enzo che Biagio Vitiello si prenotano per accogliere il nuovo amico di Ponza Racconta e fargli da guida sull’isola.

Ci sono più ponzesi ad Arbatax che a Ponza” dà il ‘la’ al desiderio di far conoscere sempre più e a riannodare i contatti con le comunità ponzesi sparse non solo in Italia ma in tutto il mondo, un argomento che del resto spesso si affaccia sulle nostre pagine: lo sottolinea anche Ralph DeFalco nell’intervista di Giuseppe Mazzella, e lo ribadisce Biagio nel suo pezzo un po’ controtendenza “Da fuori Ponza a cercar fortuna”.
Ponzesi a New York

Ed entrambi sono anche propositivi: Ralph infatti, parlando una volta tanto dei ponzesi come “non solo uomini di fatica” auspica per il prossimo anno un convegno da organizzare sull’isola, per far conoscere le persone originarie di Ponza che nel mondo hanno contribuito allo sviluppo economico del Paese in cui si sono stabiliti; e Biagio invoca un coordinamento delle varie comunità ponzesi sparse nel mondo: “Non ci pensa il Comune? Se ne occupi Ponzaracconta”. Il discorso non fa una piega.

ponzesi di Arbatax

In questa settimana tirano molto i commenti: come quelli ad “Alcune estati fa” di Franco De Luca, che rievocano a tanti amici il ricordo di quel motoscafo di legno lucidissimo dalla forma particolarmente elegante che negli anni ’50 e ’60 solcava il mare di Ponza. Un oggetto del desiderio di gran classe, la stessa che la nostra isola poteva vantare all’epoca.

Ampio spazio ad arte, poesia e musica, soprattutto a Ventotene, dove venerdì è approdata la bella mostra sullo Stracquo” dell’Associazione Cala Felci, allestita lo scorso anno nel museo di Ponza e accompagnata da un bellissimo catalogo: l’esposizione resterà allestita fino al 27 settembre;

Ventotene da la mostra lo stracquo

nell’isola ‘sorella’ anche concerti a un passo dal mare nell’ambito del festival di musica classica “Ventoclassic”; mentre le fascinazioni ispirate all’artista pontino Massimo Pompeo dall’arcipelago ponziano oltrepassano i confini e arrivano fino in Brasile. A Le Forna è stato inaugurato il monumento al pescatore, ma nessuno ancora esprime giudizi al riguardo. La poesia, intesa come esperienza vissuta nella scuola, torna nello scritto di un’altra docente, Angela Caputi, mentre Sandro Russo la interpreta come una possibile “chiave per il cuore dei giovani”.

Poche note di cronaca questa settimana, seppure particolarmente coinvolgenti: in primis quella dell’annuncio dei lavori al cimitero, dove la zona della cosiddetta Batteria è interdetta da tempo, con grande pena non solo di quanti hanno i loro cari sepolti in quell’area ma di tutti gli abitanti dell’isola. Finora il problema sembrava irrisolvibile: ora sembra che si potrà provvedere eliminando quella grande fetta di roccia di materiale franoso che incombe sulla zona.
Cimitero_-Scoglio-rosso-e-Zannone
Ripreso dalla stampa locale, proprio a fine settimana ecco un altro articolo proposto insieme alla lettera di una lettrice, nell’articolo “Volete sapere di Ponza?”: vi si parla di degrado e di incuria, peraltro dimostrati dalle istantanee e distanti dall’immagine oleografica di ‘isola perfetta’ che si vorrebbe far passare.
Cala-Cecata_-Scalinata

Domenica scorsa una passeggiata in gondola di Rosanna Conte aveva aperto (o concluso, a seconda dei punti di vista) “i giochi”: e l’idea di nuovi mezzi di trasporto che possano fungere da attrazione turistica ha subito sedotto Giggino di Sang’ ‘i retunne, che in un amen è passato dalla carrozzella alla slitta, “tanto – lascia intendere – sicuramente qualcuno penserà alle renne e alla neve”.
renne a falchetta

Ho volutamente lasciato per ultima una considerazione in merito a un’immagine che questa settimana mi ha letteralmente ipnotizzato: la polena del bastimento San Filippo del bisnonno di Biagio.

La polena del S. Filippo

 

Premetto che mi sembra poco marina come polena e proprio per questo ancora più singolare: vestita com’è mi ricorda un po’ Biancaneve. Ma soprattutto mi ricorda il viso di due bambolotti che mia nonna Fortunata ha regalato a me e mio fratello quando eravamo bambini.

Li aveva comprati (erano un maschio e una femmina) all’Emporio Musella, luogo più ricco e misterioso dell’isola del tesoro, dove venivano utilizzati per esporre vestitini per bambini. Nonna aveva fatto confezionare loro degli abiti ad hoc, dello stesso tessuto. Come se non bastasse aveva acquistato anche un tavolino di vimini e due seggioline, dove li aveva messi a sedere. Insomma erano una sorta di fratellini anche loro, proprio come me e Silverio. E avevano gli stessi occhioni grandi della polena del San Filippo.

Bambole%20antiche

Condividi questo articolo

1 commento per Epicrisi della domenica 9 agosto (31). Fari, polene e ponzesi nel mondo

  • Biagio Vitiello

    Sono contento che Luisa sia rimasta affascinata dalla mia polena. Posso fornire qualche informazione in più…
    Questa polena viene da un veliero costruito ai primi del 1800 (forse il 1836). Fu staccata a Santa Maria, dal bastimento in demolizione, da mio padre Filippo quando era un ragazzetto (quindi già sono passati circa 100 anni: mio padre è nato nel 1907).
    Ricordo che mi diceva che dopo averci giocato, fu messa in campagna come spaventapasseri e che poi (prima dell’ultima guerra) la fece restaurare dal Maresciallo Amato (proprietario del palazzo di Ponza porto, dove è ubicata la banca).

Devi essere collegato per poter inserire un commento.