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Io sono refolo. Plaudiam con gli angeli…

di Francesco De Luca
Refolo di vento su due foglie [1]

 

Come refolo sono stato spinto dalla corrente in un vicoletto, sollievo alla calura in questi giorni afosi. Qui saliva la gradinata sconnessa una anziana donna dal passo insicuro e scendeva un’altra signora più ben messa, con le stesse rughe dell’età. Nessuno sguardo fra loro, nessuna espressione.

Sono vicine di casa, anzi confinanti, eppoi hanno trascorso la gioventù insieme, nell’ Azione cattolica femminile. Lo so perché mi soffermavo fra quei due alti alberi del giardino parrocchiale quando si radunavano, chiamate da mons. Dies per imparare i nuovi canti all’ Immacolata. Erano controllate dall’occhio severo della superiora delle suore del Preziosissimo Sangue.

“Plaudiam con gli angeli, plaudiam col cielo, a te che sfolgori nell’uman velo” – si cantava.
Mi piaceva sentire le loro voci, e già immaginavo l’effetto che si sarebbe avuto con l’accordo delle voci maschili.

Loro erano là, due signorinelle in ansia fra la devozione alla Madonna, l’attrazione verso i giovani dell’ Azione cattolica maschile, la gioia d’essere fuori casa e lontane dai lavori domestici.

Ricordo ancora i nomi, e ora sono indifferenti l’una all’altra, con l’astio nel cuore e l’indifferenza negli occhi.

La vita dovrebbe stringere i legami d’umanità e invece… Sì lo so che i loro diverbi sono stati oggetto di sentenza giudiziaria, e so anche che si sono dovute difendere l’una dall’altra.

L’andatura è lenta e accorta, la corporatura grave, l’affaticamento evidente.

Mannaggia… le separa troppo l’astio. Si sfiorano eppure si ignorano. Le questioni della quotidianità hanno inficiato le affinità. Gli angeli sono svaniti con la ricerca dell’utile.
Non si ritroveranno più a cantare, e il cielo è sordo.

Come refolo ho cercato di spingere un po’ il corpo di quella che saliva, e l’altra già era stata oscurata dalla scalinata che porta giù.

Cosa ho fatto? Ho agitato i capelli biondi dell’una, che ha passato la mano sulla fronte come a togliersi un ricordo. L’ho fatto anche ai capelli castani dell’altra. Stesso gesto. Un ricordo breve e fugace ma uguale per tutt’e due.