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Il dibattito pubblico sul problema dell’acqua a Ponza

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La Redazione
Acqua. Mani

 

Si potrebbe dire chi mantiene la parola è già a metà dell’opera, soprattutto quando si tratta di politici.
Ormai come cittadini siamo avvezzi a sentire promesse e meraviglie (…a Ponza poi!) che arriviamo a sorprenderci quando qualche politico si dimostra serio.

Uno di questi rari casi lo abbiamo constatato con soddisfazione sabato sera, 4 luglio. Nell’incontro pubblico dello scorso mese di maggio (leggi qui) in merito alla questione Acqualatina i ‘grillini’ avevano promesso che sarebbero ritornati per approfondire meglio la problematica. E così è stato.
Ben cinque parlamentari tra senatori e deputati, oltre ad alcuni esponenti del Movimento della nostra provincia, hanno preso la parola.

L’orario e il giorno non erano forse i più adatti. A luglio, il sabato e di sera la maggior parte dei residenti è impegnata con il lavoro; in più il divieto di transito e parcheggio auto ha scoraggiato parecchi fornesi e non solo, per non citare poi il complessivo “clima” sociale isolano (leggi anche sull’evento la cronaca ‘alternativa’ di Titì).

La contenuta partecipazione in realtà – come abbiamo avuto modo di constatare per altre vie – non vuol dire disinteresse al “problema acqua” o meglio al prossimo arrivo sull’isola di Acqualatina, come gestore del nostro servizio idrico e dei relativi impianti.
Perché era questo l’oggetto dell’incontro. Tant’è che la stessa questione dissalatore è stata trattata in modo assolutamente marginale ed essenzialmente per ricordare che lo stanziamento della Regione Lazio di 18 milioni di euro è ampiamente sproporzionato al costo di costruzione di un paio di dissalatori.

Sintetizziamo alcuni punti come sono stati esposti.

Acqualatina, dietro la veste di società pubblica al 51%, è un potentato affaristico/politico che riesce ormai a condizionare e subordinare ai suoi interessi anche la vita di intere amministrazioni comunali. Le recenti cadute dei sindaci di Latina e di Terracina (leggi su Corriere della Sera) lo dimostrano (1).
“Fino ad oggi, le isole ponziane erano rimaste fuori dallo strapotere di questa multinazionale, con la firma dell’accordo anche gli abitanti di Ponza si verranno a trovare nella stessa condizione degli altri cittadini del sud pontino” dove – “come è noto e come già sapete”, ha ricordato il deputato – “è forte il movimento dei cittadini che si oppongono alla sua cattiva e costosa gestione” (2).

“Il vostro sindaco va dicendo che non era possibile fare diversamente, che l’accordo doveva essere firmato. Noi (Movimento Cinque Stelle – NdR) – riteniamo che si potesse evitare. La legge della Regione Lazio n°. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, consentiva il ritorno in mano pubblica della gestione della nostra acqua, in applicazione all’esito del referendum sull’acqua pubblica del 2011″.

Purtroppo una norma del Decreto governativo “Sblocca Italia” dello scorso autunno ha in sostanza reso inefficace quella legge regionale (3). Restava però, ai sindaci che ancora non avevano firmato, la possibilità di prendere tempo e chiedere ulteriore chiarezza, appellandosi appunto a quella legge regionale, soprattutto poi nel caso di Ponza, gravata da tutta una serie di specificità isolane. A partire dalle stesse tariffe, che una legge nazionale prevede agevolate.

“In ogni caso” – ha sottolineato con forza il parlamentare – “scelte cosi impegnative e durature (per i prossimi 50 anni, Acqualatina sarà il padrone dell’acqua di Ponza) richiedono una adeguata informazione e vanno condivise con i propri concittadini”.
Questo si chiama democrazia. Mentre a Ponza è stata approvata in un’oretta di consiglio comunale e senza tener conto neppure del parere della minoranza: leggi qui [il file .pdf della Delibera comunale sull’approvazione dei dissalatore, con il voto contrario della minoranza, è riportato nella nota (4).]
Comunque non tutte le speranze sono svanite, in parlamento si sta esaminando una legge che potrebbe rimettere in discussione la situazione attuale.

E’ stata poi contestata un’altra affermazione del sindaco (“Tanti lavori, tanto lavoro”, del 3 luglio u.s. su h24notizie.com), secondo cui le opere legate al dissalatore porteranno tanto lavoro alle ditte edili di Ponza. Opere di questo tipo invece, essendo affidate attraverso bandi di gara europei, non porteranno alcun vantaggio alle ditte locali; al limite l’isola potrebbe beneficiarne per un po’ di indotto

Particolarmente interessati alla gestione Acqualatina, sono i dipendenti isolani di questo servizio (quasi tutti presenti). Tra le diverse problematiche vi è il loro posto di lavoro, o meglio la continuità del loro lavoro a Ponza. L’assorbimento è automatico, ma non hanno la certezza di poter tutti continuare a lavorare a Ponza. Se la nuova società dovesse considerare il numeri dei dipendenti eccedenti le esigenze isolane, potrebbe trasferirli in continente con conseguenze economiche per loro quasi sicuramente insostenibili. Anche a questo proposito, fino ad oggi, dall’amministrazione nessuna parola né rassicurante, né di chiarezza.

Infine tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza della partecipazione dei cittadini e la necessità di una informazione che sia rispettosa e veritiera, perché solo attraverso questi strumenti è possibile impedire che ci vengano imposte scelte penalizzanti. Ancora una volta hanno ricordato che sono disponibili ad essere vicini ai cittadini di Ponza nelle loro battaglie.

Tanti gli applausi a sottolineare i passaggi più significativi ed anche tanti i grazie per l’attenzione che hanno dimostrato all’isola.
Al termine degli interventi, il colloquio con i deputati è continuato ancora per un po’ in tanti piccoli gruppetti.

Da parte nostra solo una riflessione. L’avvento della Laziomar privata fu salutato con “squilli di tromba” dall’attuale amministrazione e sappiamo bene come stanno andando le cose.
Adesso siamo di nuovo alla gestione, da parte di un privato, di un bene primario come l’acqua ed ancora una volta dal Sindaco e la sua giunta giungono solo parole altisonanti a favore del nuovo, sottacendo però chi è e chi rappresenta “il nuovo”.

Ma siamo proprio sicuri che tutte queste certezze si risolveranno in un bene per l’isola e per i suoi abitanti?

 

Note

(1) la stampa provinciale sta dedicando quotidianamente ampi articoli a questa tematica. L’ultimo di ieri 6 luglio su Latina Oggi –  file .pdf: LT OGGI. 06.07.2015. Il grande inganno del cda – evidenzia ancora una volta i giochi di potere e gli interessi che vi girano intorno.

(2) in diverse occasioni abbiamo riportato le battaglie che i cittadini dell’ATO4 stanno conducendo contro i ‘soprusi’ di Acqualatina; al riguardo è di ieri l’ultimo esempio di Minturno dove il “Comitato Acqua Pubblica” ha proposto l’autoriduzione delle bollette che contengono voci che per legge non dovrebbero esistere (file .pdf da Latina Oggi: Acqualatina Minturno – 6 luglio 2015)

(3) Un secondo articolo “Regione e Governo d’accordo sulla legge” apparso ieri su Latina Oggi (stessa pagina del .pdf sopra riportato) informa che in Giunta regionale sono state approvate le modifiche chieste dal Governo per mantenere operativa la citata legge per “la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque”.
Se nella nuova formulazione questa legge regionale possa lasciare spazi e quali ai comuni, è però tutto da approfondire; ciò dimostra comunque che la normativa è in continua evoluzione.

(4) Deliberazione del Consiglio Comunale (file .pdf): Deliberazione n. 17. 11.05.2015. Approvazione progetto preliminare dissalatori

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