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La seduta del Consiglio Comunale del 22 giugno. L’annuncio del “disavanzo tecnico”

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a cura della Redazione

comune di ponza

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La seduta consiliare del 22 giugno è stata una seduta importante, peccato che la cittadinanza non vi abbia partecipato. Tra gli argomenti all’ordine del giorno c’era uno di particolare interesse perché ha a che fare con il passato, il presente ed il futuro della gestione amministrativa della nostra isola.
Dover ripianare un disavanzo di oltre 4.600.000 euro, per quanto spalmabile in 30 anni, comunque significa che un impatto sulla gente isolana ci sarà.

I ponzesi per i prossimi trent’anni, per ripianare questo debito, probabilmente dovranno fare dei sacrifici in più: pagare più tasse, rinunciare a qualche beneficio o privarsi, attraverso la vendita, di qualche bene del patrimonio comunale, quelli che, in maniera molto efficace, vengono chiamati “gioielli di famiglia”. In merito a quest’ultimo punto ci auguriamo che si faccia il possibile perchè le vendite vengano scongiurate.

Tema di non poco conto, quindi… eppure ad ascoltare il sindaco e i membri del Consiglio c’erano appena sette/otto persone.
In giro avevamo raccolto lamentele circa l’orario scelto (11,30), non proprio ideale per chi a quell’ora è al lavoro, anche se forse il motivo è da ricercarsi piuttosto nella distanza che esiste (per la verità un po’ dappertutto) tra cittadini amministrati ed amministratori e nella materia trattata, ritenuta a torto lontana dalle problematiche quotidiane.

Il Consiglio verteva quindi, come detto in premessa, essenzialmente su quanto fatto dagli attuali amministratori per portare chiarezza nel bilancio comunale in ossequio ad una legge dello Stato (la 118/2011) che ha imposto a tutti i comuni di “alleggerire” i bilanci di quelle voci che, iscritte tra i residui attivi e passivi (*), non hanno più ragione di essere in quanto non più suscettibili di trasformarsi in entrate o in uscite effettive. Questo per una serie di motivi che vanno dal mancato perfezionamento degli atti giuridici che ne giustificavano l’esistenza ad errori di imputazioni a capitoli impropri, fino ad arrivare, in alcuni casi, ad artifizi contabili di natura dolosa. È intuibile che la permanenza di tali ‘poste’ in bilancio ne falsifica i risultati e quindi, può accadere che, avvenuta la “depurazione” un avanzo possa trasformarsi in disavanzo. In altre parole un bilancio che prima si presentava positivo, ripulito da queste voci non più pertinenti , si trasforma in bilancio negativo.

Per quanto riguarda il nostro Comune il disavanzo di oltre 4.600.000 euro è imputabile – ha dichiarato il sindaco – alle passate amministrazioni, più precisamente a quelle che vanno dal 1999 al 2011, per i cui componenti potrebbero configurarsi perfino delle responsabilità penali.

Interessante l’intervento del consigliere di minoranza Franco Ferraiuolo che riportiamo integralmente nell’allegato n. 1 (in file formato .pdf).
Un passaggio che riteniamo utile sottolineare è là dove Ferraiuolo asserisce d’aver fatto presente alla nuova amministrazione, fin da quando si è insediata, la necessità di affrontare il tema dei residui presenti in bilancio da lunga data per i quali, invece, è stata fatta chiarezza solo in prossimità della scadenza dei termini (30 giugno 2015) previsti dalla citata legge 118/2011. 
E’ vero probabilmente, come ha asserito il sindaco, che determinare la cifra da portare a disavanzo tecnico ha richiesto impegno e ricerche ma è pur vero che spesso abbiamo sentito lo stesso parlare di bilancio risanato e trasparente, come è altrettanto vero che contare su partite inesistenti può avere delle implicazioni nelle decisioni amministrative che si assumono.

Dice, infatti, Ferraiuolo nel suo intervento che se l’amministrazione avesse fin dall’inizio affrontato la questione “avrebbe avuto contezza, nella sua cruda realtà, del disavanzo da coprire e ciò avrebbe contribuito a limitare le spese non indispensabili o voluttuarie o effimere che dir si voglia come quelle relative al gran carrozzone di ponza estate…, finanche a numerose spese legali.”
“Mentre, ora – continua Ferraiuolo – da avanzi pomposamente sbandierati, ci ritroviamo sommersi da un disavanzo di Euro 4.619.828,57 (senza parlare di ulteriori debiti fuori bilancio ancora non riconosciuti).

In merito alla possibilità di abbattere il disavanzo utilizzando i fondi destinati agli eventi estivi  il sindaco ha replicato al consigliere Ferraiuolo che, trattandosi di mezzi di scopo (ci riferiamo, per esempio, alla tassa di sbarco), non è possibile cambiarne la destinazione.
Ma nel verbale di deliberazione della Giunta Comunale n. 93 dell’11/05/2015, avente per oggetto “riaccertamento straordinario residui attivi e passivi gestione anno 2014 ex art.3,comma D. Lg. n. 118/2011″ (all. 2 in formato pdf), che indica, tra l’altro, le strade del risanamento, leggiamo che è possibile ripianare il disavanzo anche “mediante cancellazione del vincolo di generica destinazione agli investimenti, eccetto quelli finanziati da debito” [punto c) della delibera].
Parrebbe, quindi, che cambiare destinazione sia strada percorribile.
E’ possibile che non sia esatta la nostra interpretazione. Nel qual caso ci piacerebbe conoscere meglio il senso del sopraindicato punto c).

A volte non si dà importanza a ciò che dice l’opposizione solo per partito preso, solo perché all’opposizione bisogna sempre dire “no”.
Il sindaco ha promesso che i responsabili saranno perseguiti a norma di legge e che non ci saranno “sconti per nessuno”.

Ai margini della seduta abbiamo sentito parlare anche di bancarelle ed Acqualatina.
E’ nota la vicenda degli ambulanti, in particolare di coloro che vendevano noccioline e torroni e di coloro che somministravano alimenti. A questi, stante a quanto detto dal sindaco, sarà notificato un verbale di 5mila euro, così “non metteranno più piedi a Ponza”.

Per quanto riguarda Acqualatina è stato annunciato un accordo che a giorni sarà firmato tra la Regione Lazio, l’ATO4, i comuni di Ponza e Ventotene e la società di servizi che dovrebbe prevedere l’ingresso della stessa nella gestione dell’acqua, già a partire dal prossimo 1° luglio.
La minoranza sa poco di questo accordo. A nostro avviso ne sa ancora meno la cittadinanza che, comunque, rischia sempre di pagarne le conseguenze.

 

Note

– Allegato 1)  intervento ferraiuolo

– Allegato 2)  Deliberazione della Giunta Comunale n. 93.15

(*) Residuo attivo. I residui attivi vengono calcolati alla fine di ogni anno all’interno del bilancio consuntivo. Essi sono dati dalla differenza tra gli accertamenti (le entrate che si prevedono di incassare a inizio anno) e le riscossioni (ovvero le entrate effettivamente incassate).
I residui attivi vengono positivamente conteggiati nel risultato d’esercizio in quanto rappresentano dei crediti che l’ente comunale vanta nei confronti dei terzi.
Un aspetto molto importante della gestione dei residui è la valutazione della loro attendibilità: è infatti importante che l’ente comunale cancelli dall’importo dei residui iscritti a bilancio per l’anno successivo quelle voci di entrata che prevede di non incassare o che prevede di incassare solo in parte.
Residuo passivo. I residui passivi vengono calcolati alla fine dell’anno nel bilancio consuntivo e sono dati dalla differenza tra gli impegni (ovvero le spese che il comune prevedeva di dover sostenere nel corso dell’anno) e i pagamenti (ovvero le spese effettivamente sostenute e a fronte delle quali è stata registrata un’uscita di cassa.
I residui passivi contribuiscono negativamente al calcolo del risultato di amministrazione in quanto rappresentano dei debiti che l’ente comunale ha nei confronti di soggetti terzi (fonte Wikipedia).

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