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fdp 104 1024325313b sl372222 Il corallo solitario:  Balanophyllia europea Una delicata colonia di idrozoi

Epicrisi della domenica (24). Non solo bancarelle…

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di Giuseppe Mazzella

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A giudicare dalle richieste e suppliche rivolte al nostro Santo Patrono San Silverio nell’ultima settimana sul nostro sito, sembra che Ponza stia attraversando un periodo difficile in cui molti temono di perdersi. Eppure la settimana era cominciata con un delizioso ricordo, seppure notturno, di Biagio Vitiello che riandava con la memoria alla sua fanciullezza e alla nostra isola quando tutto appariva se non felice, almeno sereno.

ponza al tramonto

A richiamarci alla realtà, però, è subito arrivato il nuovo provvedimento per regolamentare gli approdi e gli ormeggi nell’area del porto. Poche le modifiche rispetto allo scorso anno, qualche allargamento di orari anticipando la possibilità del rientro delle imbarcazioni; nessuna novità sostanziale.

Per mantenere alta l’attenzione scrive di “localismo politico” nel suo intervento Giuseppe Mazzella di Rurillo di Ischia, sottolineando che nessuno sviluppo armonico è possibile se non si pensa in maniera complessiva e collaboratrice tra comuni vicini, e non ci si impegna a trovare soluzioni condivise che non penalizzino una parte rispetto ad altre. Il “nostro” Mazzella ischitano da anni non fa che chiedere il ripristino dei collegamenti tra Ischia, “l’isola madre” e Ponza, interrotto oltre venti anni fa, interrompendo una continuità commerciale e sociale che ha permesso lo sviluppo e il reciproco arricchimento. Anche il collegamento solo estivo con un aliscafo, durato solo un paio d’anni, non si stanca ancora di ripetere, è stato purtroppo soppresso, annullando la continuità territoriale con Napoli, Ischia, Ventotene e Ponza. Come molti sanno, infatti, le prime famiglie che colonizzarono Ponza nel 1734 pervennero da Campagnano d’Ischia.
Lo scenario è un po’ quello che sta accadendo anche da noi, dove la “guerra tra poveri” tra i diversi operatori commerciali e turistici delle diverse frazioni, non fa che soffiare sulla divisione e ingigantire i contrasti, portando solo scompiglio e insicurezza.
guerra tra poveri

Di questa necessità di colloquio tra isola e terraferma ci parla anche Franco Ferraiuolo, seppure con valenza spirituale, raccontando la storia della statua di Gaeta della Madonna Ausiliatrice, un punto di riferimento certo per credenti e non solo che unisce la città del golfo alle nostre isole.

Statua Maria Ausiliatrice

Di classifiche si parla in un articolo de Il Messaggero, in cui Ponza è collocata al 17° posto: brutta posizione non solo dal punto di vista scaramantico, tra le trenta isole più belle d’Europa. Noi ponzesi sappiamo che non è così, e ci teniamo orgogliosamente il numero di posizione nel nostro cuore.

Rosanna Conte, prende spunto da un’affermazione di Umberto Eco sulla pericolosità delle bufaletelematiche e il libero scambio di idee, si fa per dire, degli imbecilli. Premesso che ognuno ha il diritto – e io direi anche il dovere – di pensare e di dire quello che vuole, è però necessario che queste idee possano incontrarsi in uno scambio utile a tutti. La rete, appare sempre più evidente, è diventata una vera babele, facendo credere a tanti che ciò che viene scritto possa essere la verità. Oggi facebook occupa il posto che un tempo occupava il primo grande mezzo di comunicazione, quando per accreditare un fatto bastava affermare: “L’ho visto in televisione!”. Come scriveva ormai trenta anni fa Marshall McLuhan il “mezzo è ormai diventato il messaggio”. Cioè il mezzo, oggi on-line, dà al messaggio una nobiltà  che spesso non merita. Un tema che necessita di essere approfondito, data la vera esplosione di messaggi in rete, senza un vero dibattito, ognuno autoreferenziale e assertivo, a cui anche personalità politiche sembrano indulgere sempre più, in una deriva senza fine.

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Sandro Russo scrive dell’ultima fatica di Leonardo Lombardi, “Tecnologia idraulica nella Mesoamerica precolombiana”, in cui nella prima parte è ospitata una importante premessa sull’idraulica romana, di cui a Ponza restano importanti testimonianze.

Rita Bosso, sempre sollecita ed acuta nell’allargare l’orizzonte culturale, ci presenta un romanzo sulla vita del grande scultore Vincenzo Gemito, opera di Wanda Marasco. La storia della vita di un genio sfortunato e grandissimo, che solo i posteri sapranno apprezzare appieno.

Del legame tenace tra Ponza e Arbatax e Tortolì scrive Franco De Luca, che ci ragguaglia dell’ultimo incontro in Sardegna tra le due comunità, in occasione della manifestazione canora realizzata assieme a Nino Picicco. Una realtà, quella sarda, benché lontana, che conserva intatta la forza e la memoria, il che fa ben sperare acché in futuro questo cordone ombelicale non venga troncato.

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Della festa in onore di San Silverio sono piene le cronache e anche il nostro sito se ne è occupato abbondantemente. A cominciare dalla consacrazione del 19 giugno dei due altari della Chiesa del Porto, mai prima consacrati. L’arcivescovo di Gaeta Monsignor Fabio D’Onorio e il parroco don Ramon Fajardo, alla presenza di numerosi parrocchiani, hanno presieduto l’antico ed emozionante rito. Anche la vera festività si è svolta con grande partecipazione e con la tradizionale processione a terra e a mare.
Quest’anno molti sono stati gli arrivi soprattutto dagli Stati Uniti di ponzesi emigrati. Una risorsa preziosa per aiutare l’isola ad uscire dalle secche delle attuali contingenze. La loro presenza assidua e affettuosa testimonia ancora una volta il legame che unisce gli isolani tra le due sponde dell’Oceano.
A rendere ancora più speciale la ricorrenza una vera chicca di Tonino Esposito che ci regala la supplica a San Silverio da lui musicata e cantata.

San Silverio

Ma non sono stati solo ‘rose e garofani’ questa settimana. A margine si è svolta e continua a svolgersi un braccio di ferro tra i ‘bancarellari’ e le istituzioni, che già dall’ultimo S. Giuseppe ha acceso l’animo degli isolani, spingendoli ad una aperta lamentazione. Ne scrive con tono lieve e aforistico Rita Bosso. Le bancarelle fanno parte delle nostre tradizioni, esclamano in tanti e privarcene significa tagliare un altro pezzo della nostra storia. Su questo, come è ovvio, non c’è l’unanimità, ma la questione ‘bancarelle’ denuncia un malessere che da sotterraneo sta diventando sempre più palese.
E c’è ragione di pensare che non si tratti solo di… bancarelle.

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