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Faro della Guardia. Lo stato dell’arte (4)

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di Vincenzo Di Fazio e Alessandro Russo

faro della guardia vista dall'alto

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Periodicamente, rimettiamo mano all’intricata vicenda che riguarda il Faro, per fatti nuovi intervenuti, ogni volta cercando di fare una sintesi.
Per i precedenti articoli consuntivi: leggi qui [(1) – del 3 agosto 2013], qui [(2) – del 16 ottobre 2013] e qui [(3) – del 22 settembre 2014].

Questo il nuovo aggiornamento della situazione all’indomani del Convegno indetto dall’Agenzia del Demanio (leggi qui).

Un punto fondamentale è la definizione degli Enti protagonisti e comprimari della questione, all’indomani dell’affermazione del Faro della Guardia al 6° posto della votazione “Il luoghi del Cuore” indetta dal FAI per il 2012, che ha fatto ipotizzare la possibilità del recupero per una pubblica fruizione del bene:
– L’Agenzia del Demanio
– Il Ministero della Difesa (Marina Militare)
– Il Ministero del Turismo e dei Beni Culturali
– L’Ente locale (Comune di Ponza)
– IL FAI
– La base nella società civile – isolani e non – che ha a cuore la sorte del Faro.

Il punto che rende la questione urgente nell’agenda degli interventi da mettere in atto è il degrado cui la struttura sta andando incontro, di entità ingravescente stante l’abbandono in cui è stata lasciata

Con il Convegno di mercoledì 10, l’agenzia del Demanio, di concerto con il Ministero della Difesa, il Ministero del Turismo e dei Beni Culturali ha proposto – nei tempi e modi riportati nel relativo Comunicato Stampa – la valorizzazione di molti beni pubblici, tra cui precipuamente i Fari.

I Fari interessati da questa preliminare focalizzazione (di seguito le foto di alcuni di essi) sono stati inizialmente 9 (poi portati a 11),  ma né nella prima lista, né in quella prevista per un prossimo futuro, è incluso il Faro della Guardia di Ponza.

Faro di Punta Cavazzi a Ustica

Faro di Punta Cavazzi a Ustica

Faro di capo grosso nell'isola di Levanzo Favignana

Faro di Capo Grosso nell’isola di Levanzo – Favignana

Faro di Murro di Porco a Siracusa
Faro di Murro di Porco a Siracusa

Faro di san Domino alle isole Tremiti
Faro di San Domino alle isole Tremiti

Faro di Punta Imperatore a Forio d'Ischia
Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia

Eravamo restati, come da carteggio intercorso tra l’agenzia del Demanio, il Ministero della Difesa e il Comune – inclusa l’interrogazione parlamentare dell’on. Fauttilli (leggi qui) – che il Ministero stesso affidava la gestione del bene ad una sua emanazione “Difesa Servizi spa”, con il compito di esperire le possibilità di una “valorizzazione”.
Ma “valorizzazione” non significa “abbandono” -, come da più parti e in base al buon senso è stato rilevato, mentre codesta è la situazione al momento.
Faro-della-Guardia_-Lunga-la-strada

Ci rendiamo conto delle difficoltà di un eventuale progetto di valorizzazione, in particolare per un Faro come il ‘nostro’:
– difficoltà di accesso (solo dal mare e con un approdo non sicuro; ma la messa in sicurezza dell’accesso via terra non è neanche mai stata considerata);
– necessità di interventi sullo sbarcatoio per renderlo meglio fruibile (il che sarebbe già un buon inizio);
– necessità di interventi murari di media rilevanza (a suo tempo si fece una stima dei costi da affrontare);
– necessità di proteggere, seppure solo in alcuni punti, dalla caduta massi il viottolo che, inerpicandosi sul crinale del faraglione, conduce al piazzale del faro;
– necessità di suturare delle lesioni (intervento non più procrastinabile) che si sono aperte sul terrazzo.

Valore Paese Fari

All’incontro dell’altro giorno siamo andati mantenendo bassa l’aspettativa ma tenendo viva la speranza che qualche accenno al Faro si sarebbe fatto.
Durante la conferenza tutti, a cominciare dalla Madrina del Progetto Donatella Bianchi per finire al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, nel presentare il progetto hanno ricordato ed esaltato la suggestione dei fari, il valore legato alla storia delle famiglie che vi sono vissute e quello simbolico di ‘sentinelle’ a guardia del mare e a protezione dei naviganti. Tutti ritengono il patrimonio dei fari un patrimonio artistico – culturale unico da salvaguardare. Abbiamo anche sentito dire che è “dovere dello Stato sottrarre questi beni al degrado e valorizzarli
Queste affermazioni le riportiamo perché, ci consentono, nell’accostarle alle caratteristiche del nostro faro, di rivendicare per lo stesso “il diritto” ad essere salvato.
Del faro della Guardia non si è parlato ma non abbiamo perso l’occasione per far sentire la nostra voce e chiedere quale sarà il destino di questo bene
Ci ha risposto il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, confermando in linea di massima cose che già conoscevamo e cioè che il faro conserva, per la parte relativa alla lanterna, una funzione militare strategica mentre tutto il resto è passato in amministrazione alla Difesa Servizi spa che ne curerà la “valorizzazione”.
Tempi, modi, percorsi? Non è dato di sapere. Ai margini della conferenza, in un colloquio, sempre con il Dir. dell’Agenzia del Demanio, abbiamo fatto presente che il tempo è tiranno e che il faro rischia di diventare un rudere.
Immaginiamo che la Difesa Servizi spa, in analogia a quanto fatto dall’Agenzia del Demanio possa elaborare – nell’ottica di conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, della tutela ambientale e dello sviluppo economico – un similare programma di valorizzazione dei fari che rientrano nella propria competenza.

Nel frattempo non staremo fermi ma come “Associazione Ponza Racconta”, invocando il principio che “valorizzare non significa abbandonare”, rappresenteremo al Ministero della Difesa, al Ministero dei Beni Culturali, alla Difesa Servizi spa e per conoscenza all’Agenzia del Demanio ed al Comune di Ponza, le attuali condizioni di degrado del faro, e chiederemo l’adozione di interventi urgenti per scongiurare un peggioramento dello stato dell’immobile; azione peraltro economicamente vantaggiosa andando a limitare  un maggior danno futuro.
Contiamo, inoltre, di valutare, in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano, l’elaborazione di un progetto di recupero del faro partendo da un’idea di fruibilità per fini artistico-culturali e ambientali.

Di tutto ciò che faremo e dei risultati delle nostre azioni daremo conto ai nostri lettori, come di consueto, attraverso il Sito.
Una interazione e un sostegno alle nostre iniziative, così come idee, suggerimenti e proposte – da parte di chi al faro ci tiene davvero, sono oltremodo graditi…

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2 commenti per Faro della Guardia. Lo stato dell’arte (4)

  • Biagio Vitiello

    Alla Redazione di Ponza racconta
    Caro Enzo, caro Sandro,
    approvo in pieno quanto avete scritto nell’articolo seguito al Convegno sui Fari, ma ora perché non passiamo all’azione?
    Io proporrei al Comando Zona Fari di fare quella manifestazione che ho sempre nel cassetto e non ho perso le speranze di poter prima o poi attuare: “Il memoriale dei Fanalisti” che proposi nell’aprile 2012 (leggi qui – Ndr) e prima ancora, nel 2010, in una lettera alle istituzioni, nella persona del Sottosegretario di Stato alla Difesa.
    Si tratterebbe in sostanza, di una rievocazione dei fanalisti passati in quel faro, della loro vita quotidiana e delle loro azioni di rilievo (qualche volta di vero eroismo); per l’occasione si farebbe “gratuitamente” un po’ di manutenzione alla strada di accesso, al piazzale e al portone di ingresso. Infine sogno di far apporre una targa commemorativa dell’evento con i nomi dei fanalisti che hanno vissuto stabilmente al faro.
    Pensate che si possa proporre?

    • Enzo Di Fazio

      Caro Biagio,
      sicuramente è nostra intenzione non stare fermi. E la tua proposta certamente può essere portata avanti. Ritengo, però, che gli interlocutori sono cambiati. Con il passaggio del faro alla Difesa Servizi (mi riferisco alla parte non strategica ai fini del segnalamento) il Comando Zona Fari ha un ruolo minimo nella gestione del bene.
      Ma sono cose che appureremo.

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