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Cosa sogna l’isolano

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di Francesco De Luca
Pearl

 

Cosa sogna l’isolano quando il vento gareggia col mare nel rinchiudere il piccolo lembo di terra dell’isola in una morsa di solitudine ?

Col mare che impedisce con la sua furia ogni pensiero ameno giacché anche il cielo è grigio e squassato dalle raffiche. Nel porto le barche da pesca sono intristite in un morso d’abbandono e la vita pulsa soltanto negli occhi preoccupati dei pescatori. Ogni attività si consuma nel chiuso: delle scuole, delle case, dei negozi, dei bar, del proprio animo in sussulto.

Cosa sogna l’isolano ?

Sogna questo tempo qui, questo che si va dispiegando in questi giorni. La nebbiolina leggera lambisce i colli sul far del mattino, esce ’u iscaiuolo per tirare le nasse a purpe, rientra la cianciola e scarica le alalonghe. Diventeranno il tonno degli isolani, sotto olio nei barattoli.

I gabbiani ossessivamente ispezionano dall’alto il territorio dove il piccolo è nel nido, e Liberato guarda la pigna e decide che occorre un’altra soffiata di verderame, i pomodori sono stati incannucciati perché già fioriti, e Antonietta fra le zucchine coglie i fiori non impollinati. Il sole soggioga il tempo e nelle attività umane divide ciò che si può eseguire nelle ore di frescura da ciò che è interdetto. I bambini a scuola ne attendono la chiusura. Hanno assaggiato la spensieratezza della spiaggia e se ne vogliono impossessare.

Anche zia Assunta si bea di questo tempo d’attesa. I garofani rossi stanno per aprirsi e sono destinati all’addobbo che in chiesa attesterà il trionfo di san Silverio. Già talune luminarie sono state montate per le strade e tante finestre si sono aperte per la venuta degli isolani lontani e dei turisti desiderosi della tranquillità dell’isola.

L’economia turistica riparte, i mezzi scaricano gente, le barchette ripopolano le coste. Il sorriso fiorisce sui volti degli isolani.

È un sorriso con un retrogusto di risentimento per una esistenza perennemente in bilico. Poca socialità interna, poca comprensione con le autorità, poca disposizione alla serenità. Sembra che la liquidità del mare circostante invada anche i comportamenti, i sentimenti, i valori.

Questo tempo sognato è appagante ma non duraturo.

Dicevano i vecchi:

quanno vene ‘a iurnata bella

pigliatella,

pecché ‘a malamente

nun manca maie.

Sereno tramonto estivo

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