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Non c’è peggior sordo…

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di Antonio Impagliazzo
Acqua bene comune

 

Un articolo pubblicato di recente da “Il Sole 24 ore” – vedi file .pdf allegato alla fine dell’articolo – sul tema del servizio idrico e dei poteri sostitutivi merita qualche commento, giacché una lettura superficiale e/o una non sufficiente conoscenza della materia possono indurre a conclusioni erronee.
A. I.

.

“I poteri sostitutivi” di cui si parla nell’articolo riguardano alcune Regioni che non hanno provveduto alla riorganizzazione del servizio idrico integrato ed alla ridefinizione degli ambiti territoriali; in realtà la Regione Lazio ha approvato con delibera di G.R. n.40 del 28.01.2014 le “Linee guida per la predisposizione di una proposta di legge in materia di servizio idrico integrato” e con la successiva Legge n. 5 del 04.04.2014 dal titolo “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” i principi generali per la gestione del servizio idrici integrato demandando a successive leggi “gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, disciplinare le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato”.

Da quanto sopra emerge che non si può parlare di comuni inadempienti (Ponza e Ventotene) in quanto gli stessi già aderiscono all’attuale ATO4 Lazio Meridionale mentre per il subentro del gestore Acqualatina S.p.A. questo non può essere fatto con poteri sostitutivi in quanto deve essere regolato attraverso un atto che definisca i rapporti tra le vigenti Leggi dello Stato (la n. 307 del 9 maggio 1950 e la n. 378 del 19 maggio 1967), la Regione Lazio, l’Ambito territoriale ed i Comuni isolani.

Acqua.3
I temi toccati mi inducono a formulare due riflessioni.

Prima riflessione
Perché solo ora, dopo 18 anni di gestione autonoma da parte delle amministrazioni comunali degli impianti e delle reti, il gestore SII e ATO 4 chiedono con tanto accanimento la consegna e la gestione urgente degli impianti e delle reti, della provvista idrica ed altro, destinata alle Isole Minori, allorquando soltanto fino ad ieri tutto questo era considerato un peso, una palla al piede?

La risposta la troviamo nella legge n° 152/2006 (Codice dell’ambiente) e successive modifiche e nel DPCM 20 luglio 2012, che hanno disegnato un nuovo quadro regolamentare, sulla base dei compiti e delle funzioni, già riservate un tempo soltanto all’Autorità per Energia Elettrica ed estese ora anche all’acqua ed al Gas, attraverso il “Metodo Tariffario idrico e l’Approvazione della Tariffa” da parte dell’Autorità per l’energia elettrica, l’acqua e il gas , recependo le direttive europee e ponendo di fatto le competenze nella sfera dell’Autorità per l’Energia e quindi dello Stato.

I benefici sono da ricercarsi per analogia a quanto già avvenuto per l’energia elettrica: nella bolletta elettrica di tutti gli italiani è stata inserita una voce indicata come UC4 (perequazione isole minori) che assorbe e distribuisce i maggiori costi che sopportano gli operatori (ENEL, SEP ed altri) delle isole minori per la produzione di energia elettrica; infatti lo Stato applica una perequazione su scala nazionale al fine di garantire un prezzo unitario del KW (kilowatt) nelle isole minori attraverso la bolletta elettrica; analogo provvedimento di perequazione con deliberazione 19-marzo2015 e deliberazione del 27 dicembre 2013 sul Metodo Tariffario Idrico, è stato introdotto anche per l’acqua.
Questo piccolo artificio lascia trasparire come la SEP di Ponza abbia potuto realizzare un nuovo impianto industriale in località Monte Pagliaro senza colpo ferire, senza dover fornire cifre e senza problematiche ambientali .

Riferito all’acqua, il SII (Sistema Idrico Integrato) consente di prevedere un piano industriale per l’acqua (depurazione, reti idriche e fognarie, depositi idrici, acqua di riuso, condotte sottomarine, navi cisterne, desalinizzatori e quant’altro necessario) che possa indicare alcuni costi in esubero, ascrivibili a carico dello Stato senza cifre, con appalti e sub-appalti e altro, senza limite di grandezza nella spesa.

Lo Stato ha partorito forse per qualcuno una gallina dalle uova d’oro?

Acqua footprint

Seconda riflessione
Perché, a gran voce, molti cittadini chiedono la istituzione di un Sub-Ambito –Isole Pontine?

Una prima risposta si annida nella Legge Regionale n° 5/2014 la quale non cita due leggi dello Stato – la n° 307/1950 e la n° 378/1967, tutt’ora vigenti – che stabiliscono la fornitura dell’acqua potabile a titolo gratuito ai cittadini delle isole minori (Ponza e Ventotene);

La determinazione della “proposta tariffaria” da trasmettersi all’Autorità per l’energia, in ragione delle utenze dalla diversa natura, dei disagi specifici che vivono i cittadini delle isole e delle due Leggi speciali ad esse riferite, non possono essere raccolte in maniera asettica dagli ATO (generici), ma devono essere composte in maniera agevole nel rispetto dei cittadini residenti, delle amministrazioni pubbliche locali e da quanti operano e vivono sull’isola.

La tariffa sociale del sistema idrico integrale (SII) approvata in sede ATO 4, non ha stabilito negli anni l’accesso free dell’acqua ai cittadini delle isole minori, non ha determinato alcuna variabile proporzionale a secondo degli usi e delle attività commerciali che concorrono a determinare lo sviluppo economico delle isole in ragione della esclusiva vocazione dei territori citati (turismo).

La proposta di politica industriale dell’ATO 4, indicata in questi anni a favore delle isole si è ispirata unicamente alla scelta suggerita dal gestore privato per la costruzione di due dissalatori della soc. SIBA-VEOLIA e poco altro per gli impianti e per le reti. È facile intuirne le motivazioni.

Il peso effettivo nell’ATO 4 in rappresentanza dei Comuni di Ponza e Ventotene, nell’Assemblea di Bacino (Sindaci), determina un valore specifico di voto, per numero di abitanti, pari a ZERO.

La gestione autonoma di un Sub-Ambito – Isole Pontine, all’interno di un AATO regionale, potrà consentire alle due isole, in maniera definitiva, di “programmare un Piano Industriale” in maniera specifica per ciascuna isola, adeguando il Piano stesso alle esigenze effettive delle popolazioni residenti nei diversi periodi dell’anno, alle esigenze delle attività produttive e turistiche, alla qualità delle reti e degli impianti, alla fornitura nelle diverse stagioni dell’anno, alla conformazione geo-morfologica di ciascun territorio, al miglioramento dell’occupazione isolana e, al tempo stesso, rimanendo altamente rispettosa dell’ ambiente e della natura dei luoghi.

Potrà realizzare una sufficiente attenzione verso i due provvedimenti predisposti dall’Autorità per l’Energia (deliberazione 19-marzo2015) per la perequazione e (deliberazione del 27 dicembre 2013) sul Metodo Tariffario Idrico, anche nell’applicazione delle due Leggi n° 307/1950 e n° 378/1967 – ancora vigenti.

Acqua. Chiude
Concludo:
1. Il percorso delle riflessioni citate impone a tutti di valorizzare al meglio le forme della consultazione, del coordinamento tecnico, della vigilanza e della collaborazione riservata all’utenza, ai cittadini e alle Amministrazioni Pubbliche in rappresentanza dei cittadini di ciascuna isola;

2. Il “sale della Democrazia” si alimenta con il confronto civile delle opinioni, delle idee e con il rispetto della persona; interventi scoordinati o capziosi, da parte di chicchessia, verso quanti operano sul tema dell’acqua in maniera scrupolosa e positiva per un disegno chiaro e condiviso da tutti, sono deplorevoli;

3. L’obiettivo principale non deve essere quello di alimentare una polemica strumentale e sterile sulla gestione di un “bene comune” ma di trasformare una difficoltà in opportunità per le isole.

                                                   Prof. Antonio Impagliazzo

Addì, 01 giugno 2015

 

L’articolo citato nel testo: Da ‘Il Sole 24 ore’ del 27 maggio 2015

 

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1 commento per Non c’è peggior sordo…

  • antonio scotti

    Analisi lucida obiettiva precisa ed imparziale per competenza e conoscenza della materia di cui i nostri amministratori dovrebbero prendere atto ed agire di conseguenza, prima che sia troppo tardi.

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