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E’ che ci disegnano così

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di Rita Bosso
Jessica Rabbitt

 

I due scritti sui telefonini pubblicati nei giorni scorsi (leggi qui e qui) servono a introdurre una riflessione; si tratta – per dirla alla Feynman, premio Nobel per la Fisica ma anche grande divulgatore – di due pezzi facili, tratti dai testi scolastici più diffusi, chiari, essenziali, non sensazionalistici, diretti a diciottenni, i migliori consumatori di telefonia.
Abbondano i condizionali, i si ipotizza, i non si esclude, perché la Scienza non vende telefonini e  carte sim ma raccoglie, elabora e valuta dati; al momento la comunità scientifica internazionale non dispone di dati su un intervallo di tempo sufficientemente ampio, pertanto non diffonde allarmi né dà rassicurazioni. Sul piano delle scelte individuali, ognuno decida se sguazzare perennemente e spensieratamente in un mare di onde elettromagnetiche, oppure adottare maggiore cautela: è la somma che fa il totale, dice Totò.

Sul piano delle scelte individuali possiamo essere incoerenti, opportunisti e finanche schizofrenici, per esempio richiedendo contemporaneamente che le antenne siano distanti dagli edifici scolastici e che nelle aule degli stessi ci sia il collegamento wireless; possiamo dotarci del telefonino di ultimissima generazione, più intelligente e più smart del proprietario, purché l’antenna sia collocata NIMBY (Not In My Back Yard, ossia oltre una spanna dal mio lato B).
Un pezzo di terra rende qualche decina di migliaia di euro se usato per collocarvi la suddetta antenna, la centesima parte se coltivato a cucuzzielli e pummarole: tra Va Zapp’ e What’s App, dunque, non c’è partita.

Non è che ci disegnano così; è che siamo proprio così – il riferimento è a Jessica Rabbit:  guarda video a fine articolo (*) – in misura più o meno marcata, e spesso non ce ne rendiamo conto.
Il massimo del romanticismo e della socialità a cui possiamo aspirare è raffigurato da Bansky, artista di strada, nelle immagini che seguono.

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E allora? Siamo condannati a peggiorare?
Strawberry  fields  forever, con le antenne al posto delle fragole?
Antenne vista mare con riflessi azzurrini (bandiera azzurrina), visto che la Bandiera Blu di Legambiente va a Ventotene? Come pure il turismo scolastico, col vantaggio per chi sta sul porto di Formia di capire subito quale sia la nave proveniente da Ponza: quella meno festosa, meno vitale, meno vociante, in definitiva quella più triste e meno orientata al futuro.
Onde elettromagnetiche a gogò, dal momento che le onde  della Parata e di Chiaia di Luna sono un lontano ricordo?
Turismo concentrato nelle due settimane di agosto, numero di presenze vertiginoso con conseguente necessità di altre antenne, che oramai vengono proposte a dozzine come gli asciugamani nei corredi di una volta, di migliaia di posti letto e altrettanti posti barca  che restano inutilizzati per le restanti  cinquanta settimane?
L’amico appassionato di storia ritiene che Ponza abbia avuto un ruolo marginale nelle vicende del confino, che la vera isola del confino sia Ventotene; fatico a convincerlo che è vero esattamente il contrario, sciorino numeri, date e nomi, ribatte che a Ventotene ha potuto ripercorrere le vicende di Pertini, di Spinelli eccetera… e a Ponza non ha trovato neanche una targa.
Però le tacche sul display sono al massimo, segnalano ricezione perfetta: vuoi mettere?

Chiudo con l’immagine meno inquietante di Bansky e con l’ennesima citazione, da Marx (Groucho): Chi vuole intendere, in tenda; gli altri, in camper.

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(*) Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit) è un film a tecnica mista del 1988 diretto da Robert Zemeckis, che combina attori in carne ed ossa e personaggi di animazione:

 

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