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La festa della Santa Croce

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di Rosanna Conte
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Oggi è la festa della Santa Croce e nella nostra memoria riemergono le sensazioni di quando, da piccoli, vivevamo questo evento.

Tutte le cappelle di Ponza, a cui Mimma Califano ha dedicato una ricostruzione storica – digita Le croci di Ponza, nel riquadro Cerca nel sito, in Frontespizio -, erano addobbate con fiori, ceri e tovagliette merlettate. Per tre sere, tutto il quartiere era in festa: ai balconi illuminati si stendevano le coperte, sostituite col passare degli anni dalle file di bandierine , e le famiglie si riunivano davanti alla piccola cappella per il rosario e i canti dedicati alla Croce. Come scrive Polina (leggi qui):

“Ognuno si portava la sedia e le mamme, prese dalle preghiere, lasciavano in libertà i bambini che ne approfittavano per scorrazzare indisturbati. Solo qualche padre che non stava al lavoro dava un’occhiata ai più piccoli.
C’era anche un gruppo pellegrino che faceva il giro di tre cappelle ogni sera e intonava i canti con quelli che del posto che l’attendeva.

Croce Musella. Interno

Oggi, la tradizione è ancora mantenuta in vita, ma senza quel coinvolgimento generale di una volta.
Si addobbano le cappelline, si recita il rosario e si canta il tradizionale inno della Croce di cui riportiamo i versi del coro e i primi due distici.

Evviva la croce, la croce evviva,
evviva la croce e chi l’esaltò!

La croce diletta da pochi bramata
fa l’alma beata di chi la cercò
Del serpe maligno disprezza l’incanto
che sempre li danni dell’uomo tentò…”

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