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Il Mediterraneo dei Poeti

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di Anna Mazzella-Marciano
Migranti.3

 

Sembra ormai, il Mediterraneo, sottratto al dominio degli uomini che, potenti e impotenti, su di esso discutono e in esso si dibattono.
Dopo la poesia di Erri De Luca (leggi qui)  e con un titolo assonante, ne ospitiamo un’altra, della nostra Anna Mazzella.
Spes, ultima dea… Forse potranno qualcosa i poeti?
La Redazione

  

Mare Nostro

Mare Nostro
che sei sulla Terra
Tu che raccogli
i nostri fratelli
e li conduci nel tuo ventre
e gridi l’ingiustizia umana
con le tue alte onde.

Udiamo cosa racconti al cielo
quando l’incontri all’orizzonte,
imprechi su chi ti mette in grembo
tanta umanità .

Urli e ti inabissi
perché non puoi
che portare lontano
le loro preghiere
inondandole di lacrime.

Mare Nostro
più pietoso
di Chi dall’Alto guarda,
forse girato da altra parte
e poi noi umani fortunati
con chi stiamo
cosa facciamo
diamo voce agli assenti
non facciamo diventare di pietra
un cuore ancora umano.    

.

Estratto dall’editoriale di Eugenio Scalfari: “Il paese smantellò la Patria, la Resistenza la ricostruì – da “La Repubblica” di domenica 26 aprile 2015
(L’articolo è più lungo e tratta il tema della Resistenza intrecciato a ricordi personali dell’Autore, ed altri di politica interna italiana; ne abbiamo ripreso la parte finale, di cogente attualità sul tema dei migranti – NdR).

.

” (…) Dovrò ora dire qualche parola sulle decisioni dell’Europa (28 capi di Stati e di governo riuniti giovedì a Bruxelles – il 23.04 u.s. – NdR) sul tema posto da Renzi dell’emergenza dell’emigrazione dalla Libia.

Avevano dinanzi, i 28, un problema enorme che doveva e dovrebbe affrontare almeno quattro questioni:
– portare in salvo i migranti che tentano di raggiungere il Sud d’Europa (praticamente la costa italiana) sfuggendo ad un inferno di povertà, schiavitù, stragi, nell’Africa subequatoriale;
– sgominare l’organizzazione delinquenziale degli scafisti-schiavisti che organizza i viaggi della morte;
– stabilizzare la Libia perché fin quando quel Paese non torni ad avere una struttura di governo è impossibile vincere la guerra del mare;
– infine intervenire a monte dell’emergenza nelle terre del Centroafrica dove milioni di persone sono in condizioni di stentata sopravvivenza e alimentano la fuga verso il benessere che diventa purtroppo una fuga verso la morte.

Ebbene, questi essendo i problemi intrecciati l’uno con l’altro, l’incontro a Bruxelles ha partorito un topolino: hanno deciso di portare l’assegno mensile europeo alla politica dell’immigrazione da 3 a 9 milioni al mese. Sul resto di fatto è silenzio. La Mogherini è stata incaricata di preparare un memorandum che sarà esaminato dal Consiglio d’Europa, con molti Stati membri che hanno però già detto che più di quanto è stato deciso non faranno. Si tratta di Germania, Gran Bretagna, Paesi baltici, Olanda e via numerando.

Renzi è contento. Noi no. Ma non solo noi: basta leggere su il “Sole 24 Ore” di ieri l’articolo di Vittorio Emanuele Parsi che comincia dicendo che «la montagna ha partorito il topolino» e lo dimostra con una lucida analisi di quanto (non) è accaduto a Bruxelles. Lo stesso giorno è uscito l’articolo di Prodi sul “Messaggero” dove si spiega che per stabilizzare la Libia bisogna far intervenire le grandi potenze arabe (l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati) e la Turchia e il Qatar, i soli che possono assicurare in Libia un’autorità senza la quale ogni altra azione è impossibile”. (…)

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2 commenti per Il Mediterraneo dei Poeti

  • La Redazione

    Abbiamo aggiunto all’articolo di base un estratto dall’editoriale di Eugenio Scalfari: “Il paese smantellò la Patria, la Resistenza la ricostruì”, da “La Repubblica” di domenica 26 aprile 2015.
    (L’articolo è più lungo e tratta il tema della Resistenza intrecciato a ricordi personali dell’Autore ed altri di politica interna italiana; ne abbiamo ripreso la parte finale, di cogente attualità sul tema dei migranti – NdR)

  • silverio lamonica1

    E il “topolino partorito” ossia il “contentino” giunge proprio da quei paesi europei: Gran Bretagna e Francia in testa, che per oltre mezzo secolo hanno sfruttato, con le colonie, quei paesi africani da cui ora quei disperati fuggono. Che vergogna!

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