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Il progetto mai realizzato d’u Casecavall’

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di Franco Zecca
Caciocavallo e grotte azzurre

 

Tanti anni fa, quando lavoravo a Ponza come dipendente del Ministero delle Finanze, presso il locale Ufficio del Registro, mi capitò, di leggere, tra i tanti documenti che mi passavano tra le mani per l’annotazione nel registro degli atti pubblici, un atto notarile che legittimava il deposito, presso l’Ufficio Brevetti, di un progetto che per l’epoca era spettacolare e molto originale.

Mount_Rushmore

Il monte Rushmore in USA (1)

Non so se qualcuno di chi mi legge conosca il Monte Rushmore, ove sono raffigurati nella roccia quattro presidenti degli USA, oppure il Decebalo Rex in Romania, o ancora le rocce scolpite di Rotheneuf nel Comune di Saint Malo in Francia.

Statue Decebalus Rex
La statua di Decebalo (Decebalus Rex) in Romania
(2)

In questi siti sono stati raffigurati appunto personaggi, veri o favolistici – importanti o no, che hanno reso grandi quei luoghi dove sono vissuti e sono stati scolpiti nella roccia affinché fossero ricordati per l’eternità.
Rotheneuf.1

Le rocce scolpite di Rothéneuf (3)

Ebbene in quell’atto vi era riportato, fin nei minimi dettagli con grafici, disegni e costi, il progetto per realizzare la raffigurazione scultorea di San Silverio sullo scoglio di Ponza, a fianco alla Ravia, che tutti conosciamo come ’u Casecavallo.

Caciocavallo e Ravia. Archivio Pacifico

Caciocavallo e Ravia (Foto Archivio Pacifico)

Sarebbe stato scolpito sulla roccia il profilo del Santo così come iconograficamente conosciuto. Ed in quel periodo – erano gli anni 69-71,- lo scoglio era adattabile al progetto e comunque una costante manutenzione avrebbe fatto sì che l’immagine scolpita sarebbe rimasta valida nei secoli, come quelle di cui ho citato sopra.

Oggi,  purtroppo, lo scoglio, sia per l’erosione del vento che l’infrangersi del mare da levante, è stato naturalmente modificato nel suo profilo originario e bello di quegli anni.

 

Chi va a Ponza, oggi, dal battello che man mano si avvicina al porto può vedere profilo dell’isola, lo scoglio che si innalza verso il cielo con una punta che sembra il dito indice destro che evoca l’indirizzo del Paradiso; e come non confermarlo dopo aver visitato o vissuto Ponza nella sua bellezza terrena?
Al contrario chi va via da Ponza, rivedendo lo scoglio può accorgersi, guardandolo da sinistra, che sicuramente raffigura una mano a pugno con il dito medio alzato dritto.

Silverio si è vendicato!

Ravia e Caciocavallo

Ravia Caciocavallo Zannone e neve
In queste due ultime foto del ‘Caciocavallo’ è più evidente quale avrebbe potuto essere la silhouette della scultura (cliccare per ingrandire)

 

(1) – I presidenti sul monte Rushmore, nel Sud Dakota in U.S.A. Su una grande parete di roccia granitica, lo scultore Gutzon Borglum, coadiuvato dal mastro carpentiere italiano Luigi Del Bianco scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani: (da sinistra a destra) George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln, scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, dello sviluppo e della conservazione degli Stati Uniti da sinistra Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln. La scultura fu iniziata nel 1927 e proseguì, con l’impiego di 400 operai, sino alla morte dello scultore, avvenuta nel 1941. L’opera è alta circa 18 metri ed è un’importante meta turistica.

(2) – La statua di Decebalo (Decebalus Rex) è una scultura colossale alta 40 metri che raffigura Decebalo, re dei Daci dal 87 al 106 d.C., posta sulle rive del Danubio vicino alla città di Orşova, in Romania (scolpita tra 1994 e il 2004)

(3) – Le rocce scolpite di Rothéneuf sono una singolare opera d’arte nel villaggio francese di Rothéneuf, località balneare della ‘Costa di Smeraldo’, nel comune di Saint-Malo, nel nord-est della Bretagna (Francia nord-occidentale): si tratta di oltre 300 figure di vario genere scolpite negli scogli di granito da Adolphe Julien Fouéré, detto l’Abbé Fouré, un ex-sacerdote colpito da un grave handicap tra il 1894 e il 1910.

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Rothéneuf02-rochers_sculptés

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Altre immagine delle rocce scolpite di Rothéneuf 

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3 commenti per Il progetto mai realizzato d’u Casecavall’

  • Francesco De Luca

    No, no, ma che casecavallo..!? La denominazione dialettale, verace, dello scoglio accanto alla Ravia è ’u cazzecavallo.
    A costo d’apparire sboccato non posso tacere che quel nome il Mattej nel 1848 lo ascoltò dai ponzesi di allora. Non lo riportò per decenza (lo dice lui) e lo trascrisse (nel suo libro) epurato da volgarità.
    Non assistette alla pratica, codificata dal Tricoli (altro libro) consistente nell’andare, all’imbrunire, allo scoglio e, con l’ausilio di orazioni blasfeme, toccarlo. Per trarne i benefici in lui trasfusi dal Creatore insieme a quella forma particolare. Oggi si direbbe ‘fallica’.
    Era una grazia accessibile soltanto alle donne zitelle. ’U cazzecavallo propiziava il loro tardivo fidanzamento.

  • Luisa Guarino

    Dal sacro al profano in pochi minuti: dal racconto di Franco Zecca (che finalmente si rifà vivo) al commento di un altro Franco amico. Sinceramente ho sempre saputo e pensato che il nome di quel particolarissimo scoglio a un passo dalla Ravia derivasse dalla sua somiglianza al caciocavallo, il provolone insomma. Qualche anno fa, assistendo a una puntata di “Linea Blu” (a proposito, il programma è ricominciato sabato scorso, e questo è decisamente un bel segno) ho sentito da uno degli intervistati – uno dei ‘soliti’ ponzesi d’adozione, magari barcaioli o guide turistiche dell’ultim’ora, interpreti e inventori di nuovi toponimi – della funzione scaramantica attribuita al casecavall’, in quanto assimilato, come sottolinea appunto Franco De Luca, a un fallo. Toccandolo, diceva l’intervistato, le donne fino a quel momento sterili avrebbero avuto un figlio. Le versioni sono tutte curiose e suggestive, anche l’idea della scultura dell’effigie di San Silverio. Forse anzi ne potrebbe venire fuori anche qualcun’altra: la fantasia popolare non conosce limiti.

  • Silverio Guarino

    Dissento.
    Nel dialetto ponzese non si lesinano raffinatezze, per cui se la donzella del mare viene chiamata cazz’irré, non viene certo addolcito il suo nome con cass’irré (sostituendo zeta con esse).
    Come dire: zeta è zeta e esse è esse.
    Un altro pensiero a favore del casecavall’ inteso come provolone: ma quanti ponzesi dell’epoca del Mattej avevano mai visto i cavalli per poter elaborare un nomignolo in virtù di conoscenze veterinarie o di anatomia comparata?
    Se proprio dovevano inventarsi qualcosa, avevano sicuramente più dimestichezza con i “ciucci” (cazz’i’ciucc’?).
    Per me e per tutti sarà solo “casecavall”, in barba a quel Mattej che ne aveva visti sicuramente tanti, di cavalli.
    Certo che strofinare un provolone per sconfiggere la sterilità o la zitellaggine contrasta con l’immagine decisamente fallica del nostro amato scoglio.
    Che in ogni caso era ed è identificabile con quello dell’uomo, nella mente e nei desideri di chi si esercitava (o si esercita ancora?) in questa pratica propiziatoria.

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