Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0011-011 0042-042 f8-18a 30 104 stradina

Giulio il Pescatore

Condividi questo articolo

di Isidoro Feola
Copia di Giulio

 

Vorrei rendere onore ed omaggio alla memoria del compianto Giulio Morsello ricordando, nello specifico, il suo impegno e la sua dedizione nei confronti degli ammalati.

Fino a metà degli anni novanta a Ponza non c’era un’ambulanza né un’autolettiga, e tutte le volte che si ravvisava la necessità di dover trasportare un ammalato, ci si rivolgeva a Giulio.
Questi era sempre disponibile, gratis, a qualsiasi ora della giornata ed in tutti i giorni dell’anno, feste comandate comprese. Se, per qualsiasi motivo non era presente sull’isola, lasciava sempre una persona di sua fiducia che lo sostituisse nel compito .

Appena veniva allertato, Giulio si presentava a casa dell’ammalato con il suo pulmino azzurro FIAT 850 famigliare, ed una barella – di quelle militari in tela verde con telaio in legno (richiudibile) – rimediata non so dove, ma comunque adatta allo scopo.
Il pulmino, per 6-8 persone, che veniva usato per autonoleggio, aveva tre file di sedili, con fila centrale completamente ribaltabile .

Dopo avere abbassato la fila centrale, l’ammalato in barella veniva fatto entrare dal portellone posteriore , le maniglie dalla parte della testa venivano incastrate sul bordo del sedile accanto al guidatore mentre le altre due venivano poggiate alla parte destra del sedile posteriore.
Io – oppure altro medico – prendevo posto accanto all’ammalato e, se necessario, si provvedeva ad incastrare una bombola di ossigeno tra le mie gambe ed il bordo della barella. Poi un volontario, solitamente un congiunto dell’ammalato che si trasportava, era incaricato di reggere il flacone della fleboclisi con tutto il braccio che sporgeva da finestrino .
In queste condizioni si raggiungeva la piazzola dell’Aeronautica Militare su a Campo Inglese, in attesa dell’arrivo dell’elicottero militare che avrebbe poi provveduto al trasporto in un ospedale della terraferma che avesse disponibilità del posto-letto che il medico doveva già avere trovato da Ponza.

In questo modo si è, purtroppo, andati avanti fino a metà degli anni novanta allorquando, su pressione di un comitato spontaneo di ponzesi, l’allora onorevole Raffaele Rodiroti riuscì a far arrivare a Ponza una vera ambulanza, nuova di zecca, che fu affidata, come autolettiga, alla Pro-Loco e veniva guidata a turno da volontari del posto. Successivamente, dopo alterne vicende, si è giunti alla attuale gestione del soccorso da parte dell’ARES 118.

Volevo, da ultimo, ricordare le tre volte in cui, a cause della stazza fisica della persona da trasportare, questa non entrasse attraverso il portellone posteriore del pulmino per cui una volta una signora fu fatta sistemare in posizione semisdraiata sul sedile posteriore, e le altre due volte si optò invece per un trasporto effettuato con una macchina scoperta, sempre di proprietà di Giulio .

Invece la notte di uno dei primi giorni del 1989 fu allertato l’elicottero per una donna gravida a termine che cominciava ad avere le contrazioni del parto; nel momento in cui si è arrivati sulla piazzola dell’Aeronautica, il bambino è venuto alla luce – anzi al buio! – nel pulmino, prima che il velivolo atterrasse, con l’amorevole assistenza della dott.ssa Gabriella Gaudino (*).
Quella fu l’unica occasione in cui non sentii Giulio balbettare, ma parlare in modo fluente e, negli anni, tutte le volte che lo incontrava, non mancava di fare un rimbrotto al giovanottone che nacque nella sua macchina.

Caro Giulio, grazie di tutto quello che hai fatto .

 

(*) La dott.ssa Gaudino che in quegli anni svolgeva la Guardia Medica a Ponza, è la figlia di uno dei “mitici” comandanti delle navi della “SPAN”, e poi “Caremar” che, con ogni condizione meteo-marina, ci hanno fatto viaggiare per anni sulla tratta Ponza-Formia

Condividi questo articolo

2 commenti per Giulio il Pescatore

  • luigiaprea

    La scomparsa di Giulio Morsello mi ha rattristato moltissimo. Lo conoscevo bene e lo ricordo come una persona sempre disponibile, dai modi gentili alla stessa maniera di Giacomino, suo padre.
    Ricordo che inizialmente il trasporto del paziente all’elicottero avveniva mediante il furgoncino adibito alla vendita ambulante della frutta. Per la verità questa situazione anomala durò poco tempo poiché mi opposi con fermezza. Subentrò così Giulio Morsello con la macchina e la barella di cui ha riferito il collega Isidoro.
    Il mio pensiero va alla figlia Gioia.

  • vito favata

    Per notizia, la barella in alluminio con tela verde di cui parla il Dott. Feola, in quel periodo era messa a disposizione in qualsiasi ora del giorno o della notte dalla Brigata della Guardia di Finanza di Ponza.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.