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Il gabbiano è volato via

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di Irma Zecca
Gabbiano. Large

 

La notizia della morte di Giulio il Pescatore arriva come una frustata.
È vero, c’erano gli ottanta anni, ma chi di noi ha mai considerato Giulio ‘un ottantenne’? Pronunciare il tuo nome, e fare il collegamento con musica e amici, era automatico.

Questa mattina all’entrata del tuo feretro in chiesa, sembrava di essere ad un matrimonio. Ti hanno cantato l’Ave Maria, e tutte le canzoni liturgiche sono state accompagnate dal suono della fisarmonica a te tanto cara, e della chitarra.
C’erano tutti, amici vicini e lontani e tutti, dal più giovane al più maturo, avevano gli occhi pieni di lacrime.
A fine cerimonia c’è stato un applauso interminabile e quando il corteo ha iniziato a muoversi per la salita del cimitero la fisarmonica ha intonato “O sole mio” fino alla chiesetta del Soccorso dove sempre la fisarmonica ha continuato con “Luna rossa” e “O saracino … e lì non abbiamo potuto fare a meno di dare le parole a quelle note… Proprio come sarebbe piaciuto a te!

Caro Giulio, non so se si può dire “un bel funerale” ma il tuo lo è stato!
Con te, va via una parte di storia della nostra isola, una storia bella, fatta di Gioia, di Lealtà, di Amicizia e di Musica.

Come farò a non ricordare, passando al bar della banchina, la tua mano che mi invitava ad un caffè; ed ancora, al “nido del gabbiano” a Palmarola… alla tua grotta…
Anche in futuro, quando passerò a Vardella, non potrò fare a meno di alzare un braccio per un cenno di saluto, perché lo so, tu sei volato via dal nido del gabbiano ma un pezzo del tuo cuore rimarrà lì per sempre.

A tua figlia Gioia e famiglia porgo le mie condoglianze

 

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