Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0017-017 l-06_0 u-29 v4-14a-bis 50 Probabile Didemnum tunicato incrostante

Separazioni. Maciullina

Condividi questo articolo

di Sandro Russo
Separazioni.5. Cuore

 

Aver avuto recentemente per la testa la bella canzone di Enzo Jannacci Giovanni telegrafista (leggi e ascolta qui), mi ha fatto ripensare a un libro letto qualche tempo fa e occasionalmente rispolverato. Qualcosa dei libri rimane attaccato per sempre; magari non uno snodo importante dal punto di vista narrativo, a volte un’atmosfera, o una sensazione.

Allora si va furiosamente a scartabellare nella libreria e non si ha pace fino a che non si è trovato proprio il brano che era rimasto nella memoria e aveva  ‘lavorato sotto’.
Il più delle volte la fatica soddisfa l’aspettativa, perché se ne ricordava proprio l’essenza.

E l’ho trovato quel che cercavo: il capitoletto della separazione tra Anita Dolores del Gesù e Teodoro Faxa (tre paginette neanche, riportato in file .pdf in fondo all’articolo), alla fine di una stralunata storia d’amore che si svolge a Maciullina, una località totalmente immaginaria, ‘precisamente’ collocata “sulle” spalle del Vesuvio, però dal lato opposto a quello delle solite cartoline.

Francesco De Filippo. Una storia anche d’amore

Francesco De Filippo – ‘Una storia anche d’amore’ (Rizzoli, 2001)

 

Di questo libro piuttosto atipico, per cui si è parlato di “realismo magico napoletano, a metà strada tra Macondo e Vigata”, riporto la conclusione di una lunga recensione di Andrea Camilleri (da “La Repubblica” dell’8 marzo 2001):

” (…) A questo punto mi accorgo che il mio è stato un atto di presunzione, che è molto difficile raccontarlo per filo e per segno, questo romanzo. Certo, un filo e un segno ci sono, eccome, ma il fatto è che personaggi e situazioni affiorano d’improvviso, si perdono, riaffiorano seguendo il flusso di un’assoluta felicità narrativa, per un estro inventivo che solo l’abilità e la misura dell’autore riescono a non far tracimare e anzi lo rendono, appunto, armonico.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle sparizioni e dalle riapparizioni che possono dare l’impressione di una accelerazione del tempo. Anzi. Direi che questo romanzo è un elogio della lentezza (non per il ritmo del racconto, beninteso) e non è un caso che ogni capitolo s’intitoli a una data tanto precisa quanto approssimativa («Pur avendone tanto, di tempo, Teodoro Faxa lo ha sempre misurato con scrupolosa precisione. Anche l’autore si è attenuto a una stretta rigorosità: quella dell’approssimazione»: così scrive De Filippo nella sua nota a conclusione).

Alla fine di questo romanzo vivido per scrittura, per tenuta costante di racconto, per inesauribilità dell’invenzione, mi è nata spontanea una domanda; premesso che De Filippo è il brillante storico di Maciullina, chi ne sono i padri fondatori?
Di certo qualche sudamericano dovette approdare a quelle rive situate dall’altro lato della cartolina, tracciare le strade, tirare su le prime case e quindi imbarcarsi di nuovo lasciando il paese ai nativi. A mio parere, a Maciullina sbarcò anche un francese che di nome faceva Jacques Tati e vi si trovò così bene da incarnarsi in un tale che lì viveva e si chiamava Teodoro Faxa.” (A. Camilleri)

Separazione.4

.

File .pdf estratto da “Una storia anche d’amore”Separazione

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.