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Epicrisi domenicale. 12. Vengo anch’io… No tu no!

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di Giuseppe Mazzella
Dipingere-il-mare

 

Settimana tempestosa per Ponza, in cui molti nodi stanno arrivando al pettine. Cominciamo dal documentato articolo di Martina Carannante, che ha messo in luce una delle “piaghe” di Ponza: i collegamenti via mare.
La società che se ne occupa, che comprende ben tre blasonate compagnie marittime, vinto l’appalto, riceve dalla Regione Lazio una sovvenzione per assicurare agli isolani collegamenti comodi, adeguati e sicuri.
Subito dopo la pubblicazione, dal dibattito che si è subito aperto sul sito e su altri social network, e che ha avuto anche un intervento del primo cittadino in risposta alla stessa Martina, si ha la sensazione di una insoddisfazione che perdura. Orari, mezzi inadeguati, “soste” in cantiere, cambi di rotta, tutto appare ancora troppo provvisorio e poco ponderato.
È superfluo ricordare ancora che la nostra isola non ha futuro senza collegamenti idonei e un’efficiente portualità, e rischia di diventare sempre più un villaggetto spopolato nei mesi invernali e un caotico seppure ameno luogo di vacanze nei mesi estivi. Se a questo aggiungiamo in un periodo di crisi i rincari degli autobus, recentemente deliberati, il quadro si fa ancora più difficile.
Lo sappiamo siamo in Quaresima, e tocca soffrire, anche se sembra che questa duri da troppi anni.

Di un’altra Quaresima ci parla con accorata nostalgia la nostra Luisa Guarino, facendoci rivivere sentimenti e spirito di un tempo. La sua non è un’operazione ricordo, ma un atto, l’ennesimo, di riappropriazione della nostra identità che i fatti recenti minacciano di sommergere se non addirittura di far scomparire.

Sulla linea del recupero della nostra memoria storica si è mosso Sandro Russo con una bellissima serie di articoli in cui, con acribìa e risolutezza da topografo meticoloso ha ricostruito uomini e vicende dell’ultimo secolo di un angolo pieno di storia: Sant’Antonio.

Il racconto “Mio padre” di Adriano Madonna ci ha rapiti con la sua grazia sommessa e – come spesso succede con i temi del Sito – ci ha spinto a rileggere dei tanti padri che sono stati evocati su queste pagine. L’antologia, accessibile digitando – Padre – nel riquadro ‘Cerca nel sito’, è stata di lettura varia e coinvolgente.

Sul filo della nostalgia del passato sembra muoversi la raccolta di poesie annunciata da Anna Mazzella: “Lo scirocco”.
Ponzese doc, Anna ha saputo dare vita nella sua intensa attività di promotrice culturale ad una libreria fornitissima e molto frequentata di Formia, ad una galleria d’arte, e ad apprezzate attività teatrali, trasferendone la passione alla figlia Sabrina che oggi meritatamente calca le scene dei più famosi teatri italiani.

A lato della notizia del mancato sequel di “Un’altra vita”, che priva l’isola di un importante mezzo pubblicitario, e la cui soppressione dopo il successo strepitoso e le assicurazioni da parte di tanti “addetti ai lavori” fanno mal pensare, arrivano buone notizie. Innanzitutto la nostra squadra di calcio che, finalmente, dopo un’iniziale incertezza, sta trovando la via positiva; e la lodevole iniziativa annunciata da Umberto Prudente per l’Associazione Multicentro ASD che si impegnerà dal prossimo autunno, sulla tradizione di precedenti positive esperienze, a promuovere il basket, a cominciare dai bambini dai 5 anni in su.
Così come beneaugurante per la ripresa delle attività e della vita civile della nostra isola è l’articolo “A dint’ ’u scoglio russo” di Franco De Luca che, con leggerezza e afflato poetico, da sempre decodifica come un termometro fedele gli umori e la “febbre” degli isolani.

Dei rischi di una politica (e quindi di un’economia) ‘senza morale’ scrive Vincenzo Ambrosino che mette tutti in guardia dal pericolo di “reificare” l’Uomo, con tutte le conseguenze immaginabili. In contrasto a tale tendenza, in un altro articolo, aveva messo in risalto la figura carismatica di Papa Francesco.

Ultima notizia della settimana, come a coronamento di giorni tumultuosi, l’avvicendamento, nella compagine amministrativa, di Giuseppe Feola all’uscente Silverio Coppa, ex assessore alle attività produttive, senza poteri, che lamenta tra l’altro di non essere mai stato consultato e mai invitato alla prossima Conferenza portuale.
La delega ai porti, che era prima nelle mani del primo cittadino, è stata ora passata al Feola, anche in vista dell’incontro in Regione.
Un vero ‘colpo di teatro’ che comunque porta chiarezza sulla posizione di un ormai ex consigliere di maggioranza che da tempo manifestava anche pubblicamente le sue perplessità.

Un clima difficile, quindi, sottolineato anche dai ripetuti appelli del Comitato Rinascita per Ponza, del Comitato Samip e della stessa richiesta della nostra Associazione Ponza Racconta, con cui si chiede di partecipare come ascoltatori ai prossimi lavori della Conferenza.
Un’opportunità per conoscere orientamenti e scelte che finiranno per condizionare profondamente la vita di Ponza. La sensazione per la popolazione ponzese di essere tenuti ai margini se non esclusi dalle decisioni è ben sottolineato anche dall’ultimo Memo, in cui l’antica arte dolciaria isolana ironicamente è utilizzata per presentare recenti rimpastini.

Non so poi se sia anche questo un caso, ma giusto due anni fa veniva a mancare Enzo Jannacci. Ce ne parla ancora Sandro che ne traccia un breve profilo anche legato alla sua esperienza di studente universitario a Roma, e propone una famosa interpretazione dell’artista assieme a Dario Fo, autore delle parole: “Ho visto un re”.
Tra le sue canzoni più apprezzate, però, mi ronza all’orecchio soprattutto il refrain di un’altra, che è poi nello stesso titolo e che ironicamente sembra oggi rivolta ai ponzesi: “Vengo anch’io… No, tu no!”.

 

Esclusione

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