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Acqua potabile ai cittadini delle Isole minori. Un contributo da Ventotene (1)

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di Antonio Impagliazzo

Acqua potabile

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Riceviamo  e volentieri pubblichiamo (in tre puntate) – con riferimento al problema della fornitura dell’acqua potabile alle nostre isole da qualche tempo molto dibattuto – il dettagliato contributo del prof. Antonio Impagliazzo di Ventotene.
La Redazione

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Carissimi,
in questi giorni va crescendo l’interesse della stampa sulle problematiche relative alla fornitura di acqua  potabile destinata  alle Isole Pontine.
Una attenta analisi delle problematiche connesse all’insediamento di impianti industriali in micro-territori (Isole), il rischio di impatto ambientale terrestre e marino ed una maggiore analisi di dettaglio tecnico anche in relazione ai costi ed ai benefici , potrà consentire alle diverse utenze di stabilire l’esatta posizione che spetta ad ognuno…
L’intento della presente è quello di non dimenticare altresì che due leggi a favore delle popolazione delle Isole, portano la firma dei padri costituenti di questa repubblica.
Buon lavoro e auguri vivissimi a tutta la redazione .
Antonio Impagliazzo

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Acqua potabile ai cittadini delle Isole minori

PREMESSA

Il domicilio coatto dei confinati politici nelle isole minori italiane, consentì a questi di constatare e verificare che la fornitura di acqua potabile – per uso umano – era riservata negli anni 30/40 esclusivamente alle postazioni carcerarie, al confino politico ed alle stazioni militari ad esse collegate (fari, fanali e postazioni ricetrasmittenti, carabinieri, il genio, la milizia fascista, le guardie carcerarie, etc.).

Dopo il 1945 i confinati politici, padri costituenti e deputati della repubblica, memori dell’esperienza negativa vissuta e del destino nefasto che la storia aveva assegnato alle piccole isole italiane nel corso degli anni e della storia, vollero emanare due leggi a favore delle popolazioni isolane la Legge 9 maggio 1950 n.307 – e la Legge 19 maggio 1967 n.378, ritenendo di fare ammenda della nefasta distinzione ad essi imposta; le citate leggi accordarono che la fornitura di acqua potabile destinata alle isole minori, dovesse comprendere anche gli abitanti delle stesse e fosse posta a totale carico dello Stato. Le competenze previste furono demandate successivamente alle Regioni ai sensi dell’art. 3 della Legge finanziaria n.549/1995.


Tanto premesso, la fornitura dell’acqua potabile agli abitanti delle isole minori è assegnata a totale carico dello Stato; a tutt’oggi quella volontà legislativa, rimane la pietra miliare fondamentale per comprendere i significati ed i valori della decisione assunta dai parlamentari della repubblica negli anni 1950 e 1967.

L’emanazione della legge Galli (L. 5 gennaio 1994 n.36 “Disposizioni in materia di risorse idriche”) abrogata e sostituita dal Titolo II del D.Lgs. n.152/2006 (“Norme in materia ambientale”) riguardante le norme del Servizio idrico integrato, e la Legge 11 novembre 2014, n.164 (cosiddetta “sblocca Italia”) apportante modifiche al D.Lgs 152/2006 non prevedono la soppressione delle due leggi riguardanti il rifornimento idrico a favore delle Isole minori.

Inoltre, nel Parere del Comitato Economico e Sociale Europeo sul tema “Problemi specifici delle isole” (Parere n.2012/C 181/03) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE in data 21-06-2012, si conferma lo stato di disagio e la debolezza economica delle piccole isole e si autorizzano i singoli Stati a poter adottare una legislazione in deroga a quella emanata dalla UE, su tematiche specifiche a sostegno della loro fragilità economica e sociale (nel campo dell’energia, trasporti, acqua, agricoltura, turismo, etc. ) chiedendo alla politica regionale una particolare attenzione alle isole costiere che risentono dei gravi svantaggi connessi alla microinsularità.
L’istituzione di ATO 4 nel basso Lazio e le diverse posizioni assunte dalla Conferenza dei Sindaci, Amministrazioni Comunali ed Amm/ne Regionale nel corso degli ultimi anni, non hanno permesso di far emergere con sufficiente chiarezza che il costo dell’approvvigionamento dell’acqua destinato alle isole dovesse essere a totale carico dello Stato e/o della Regione competente e non a scapito della tariffa dell’Ambito territoriale.

Gli atti che vengono menzionati nelle diverse pubblicazioni e protocolli d’Intesa dagli Enti territoriali interessati (Regione Lazio, ATO4 Latina, Comuni, gestore del S.I.I., Comunità di Arcipelago) sono in evidente contrasto con la legge dello Stato e con l’indirizzo Europeo.

CONSIDERAZIONI

Per quanto in premessa indicato, è opportuno puntualizzare ed introdurre gli elementi fondamentali per la determinazione di una scelta ottimale, alla luce dei costi e dei benefici finalizzata all’approvvigionamento dell’acqua alle isole Pontine.

nave cisterna

–  Costi del trasporto via mare

I dati sono stati rilevati dall’ultimo Bando e Disciplinare di gara dell’appalto del “Servizio di rifornimento idrico delle isole Pontine da effettuarsi a mezzo di navi cisterna” indetto dalla Regione Lazio nel settembre 2012 e quelli stabiliti nella procedura negoziata (dopo gara andata deserta) con la soc. Vemar S.r.l. con determinazioni dirigenziali, che prevedono un costo di solo trasporto di 11,4 €/mc al netto dell’IVA al 22% ed un costo di approvvigionamento dal porto di Napoli di 2,0 €/mc al netto dell’IVA al 10%, per i seguenti quantitativi d’acqua annui stimati:

• isola di Ponza nel biennio 2013-2014: 395’000 mc

• isola di Ventotene nel biennio 2013-2014: 130’000 mc.

Il costo del trasporto annuo con nave cisterna dal porto di NAPOLI (11,4 €/mc) risulta pari ad € 5’985’000 calcolato per il quantitativo complessivo di 525’000 mc per le due isole, da trasportare per Ponza dal Porto di Napoli per un tratto di 63 miglia nautiche (per il quantitativo di 395’000 mc) e per Ventotene per un tratto di 41 miglia nautiche (per il quantitativo di 130’000 mc). A questo costo va aggiunto il costo totale di acquisto acqua dall’acquedotto di Napoli (2,0 €/mc) pari ad € 1’050’000.

Pertanto l’attuale COSTO TOTALE PER IL RIFORNIMENTO DELLE DUE ISOLE DAL PORTO DI NAPOLI risulta di € 8’456’000 (comprensivo di IVA).

Considerando invece il trasporto e l’approvvigionamento idrico delle due isole dal porto di Gaeta (o Formia), risultano 36 le miglia nautiche da percorrere da Gaeta a Ponza e 28 miglia per Ventotene; in tal modo si ottiene una riduzione delle miglia totali percorse dalle navi cisterne del 40%rispetto al totale dal porto di Napoli, con un uguale abbattimento del costo del trasporto che dovrebbe passare dagli attuali 11,4 €/mc a 6,84 €/mc (e non invece ad 8,5 €/mc come previsto nell’attuale Disciplinare di gara); inoltre il costo di acquisto dell’acqua nei porti del Lazio risulta uguale a 0,2 €/mc (al netto dell’IVA al 10%).

In tal caso si avrà un COSTO COMPLESSIVO DI RIFORNIMENTO DELLE DUE ISOLE DAL PORTO DI GAETA pari a € 4’496’400 (comprensivo di IVA).

Vi è da segnalare che le gare per il trasporto dell’acqua andate deserte ed i prezzi al rialzo stabiliti nelle procedure negoziate fanno presupporre un’intesa anti-concorrenziale (“cartello”) che pongono in essere tutti i principali armatori privati italiani impegnati nel trasporto dell’acqua con navi cisterna, come avvenuto anche nel trasporto marittimo passeggeri da Napoli a Ischia, Capri, alle Pontine e alle Eolie, dove l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, intervenuta sulla base di segnalazioni dei consumatori, e con la collaborazione della Guardia di Finanza (Gruppo Antitrust – Nucleo speciale Tutela Mercati), ha recentemente comminato una sanzione di 14 milioni a tutte le compagnie che gestiscono i suddetti collegamenti.

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[Acqua potabile ai cittadini delle isole minori. Un contributo da Ventotene (1) – continua]

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