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Il Memo della cagnolina. (19)

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la Redazione
Pappagallo

 

Non è una barzelletta particolarmente esilarante, non è politically correct eppure non possiamo concludere una cena di gruppo senza implorare Marta: “Dai, raccontaci quella del pappagallo”. E Marta attacca:

Gennaro Esposito finalmente ha trovato lavoro: dopo aver presentato milioni di domande, aver chiesto migliaia di raccomandazioni, viene convocato per un periodo di prova. Di buon mattino Gennaro si avvia: la rasatura è perfetta, l’abbigliamento idoneo. Sta per varcare la porta dell’ufficio quando si leva una voce: – ‘U ricchione, è arrivato ‘u ricchione!
Gennarino si guarda intorno: nel vicolo non c’è nessuno, oltre lui; la voce proviene dal balcone di fronte, dove c’è un pappagallo.
I giorni seguenti Gennarino cerca di camminare rasente ai muri, di non far rumore, ma è inutile: appena sta per varcare l’uscio l’implacabile pappagallo comincia a urlare a gola spiegata: -‘U ricchione, è arrivato ‘u ricchione.- Gennarino, stufo, si presenta alla padrona del pappagallo e le propone di prestargli la bestiola, che lui farà accoppiare con una pappagallina della stessa specie; la signora accetta e gli consegna l’uccello, chiuso in un sacco. Appena svolta l’angolo Gennarino dà sfogo alla sua rabbia: scuote violentemente il sacco, lo sbatte contro i muri, lo pesta; quando cessa ogni segno di vita, lo getta in un cassonetto; si allontana di qualche centinaio di metri, poi ritorna per rassicurarsi che il pappagallo sia effettivamente morto; ma dal cassonetto giunge una vocina flebile: “Madonna mia, che è successo! Deve esserci stato un terremoto, una catastrofe, forse la fine del mondo. E questo silenzio, questo buio… devono essere morti tutti!”.
Gennarino solleva il coperchio del cassonetto, dà uno sguardo all’interno; di fronte, acciaccato, il solito pennuto che lo guarda fisso e commenta: “O Madonna mia! siamo sopravvissuti in due: io e ‘u ricchione”.

E’ andata più o meno allo stesso modo su Facebook: c’era uno svolazzo di uccelli che non offendevano nessuno, ma cinguettavano… Cinguettavano… che insolenza! I loro gorgheggi accompagnavano i versi di due esemplari di altre specie, i due sopravvissuti al terremoto social: un ciarliero Retunno e una fedele Cagnolina.
Ora, azzittiti i volatili, le due querule voci risaltano, con effetti esilaranti.

Uccelli in voliera
Lasceremo perdere il Retunno, per oggi. 
La loquace Cagnolina, stupita al pari del pappagallo di essere sopravvissuta al terremoto che ha mietuto tante vittime, interviene un giorno sì e l’altro pure con deduzioni e argomentazioni quantomeno singolari; un paio di giorni fa si è occupata del compleanno di Ponza racconta, della qual cosa la ringraziamo; ha capito che è stata fatta una festa a Latina (falso), si è chiesta pertanto perché il sito non venga denominato ‘Latina racconta’; essendo una Cagnolina che conosce le buone maniere, si è dispiaciuta per il mancato invito agli amministratori del sito (che non esistono). Però è ingiusto affermare che la Cagnolina non abbia capito niente, come è stato scritto nel precedente Memo: ha capito che il sito ha compiuto quattro anni: vi pare poco?

Anche se non è dotata di gran fiuto, la Cagnolina è di fedeltà assoluta, che esterna con entusiastici scodinzolii. Oggi interviene sulla risistemazione del piazzale della chiesa: complimenti a tutta l’Amministrazione e al Sindaco in particolare, al quale pronostica la vittoria alle prossime elezioni.
– Noi dovremo chiederti in ginocchio (di ricandidarti) – aggiunge.

Ci permettiamo di suggerire una correzione: sostituire “in ginocchio” con “accucciati”.
Da quando in qua i cani si inginocchiano, sia pure sul sagrato della chiesa?

Cagnolina

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1 commento per Il Memo della cagnolina. (19)

  • Cari amici della Redazione, questi due commenti che ho evidenziato sono stati scritti da due anonimi su Verità Ponzese: Ponza Futura a favore del sindaco Vigorelli e Maria Vitiello contro il sindaco e l’amministrazione.

    “Ponza Futura: Vito secondo me ti sbagli di grosso perché il sindaco non è bravo a pubblicizzare, ma a differenza di qualcuno è bravo a fare.”

    “Maria Vitiello: SVEGLIATEVI ma come non fate a rendervi conto che tutte queste smancerie hanno solo lo scopo di ingraziarsi i voti per le prossime elezioni. Ma quanto veramente gli sta a cuore i ponzesi e Ponza. Ma veramente credete che il lupo possa diventare pecora? SVEGLIA”

    Voi pensate che questi commenti possano creare un’opinione pubblica a favore o contro?

    Io vi dico che in quest’isola anche quando noi scriviamo e ci mettiamo la faccia la gente di Ponza non pensa al contenuto ma a chi l’ha scritto: “e sì parla lui” “da dove viene, dove vuole andare, che cosa c’è sotto” e così via…

    Infatti proprio per questo, le persone moderate, quelle più accorte, spesso evitano di commentare, di partecipare al dibattito ma siccome qualcuno ha comunque l’esigenza di scrivere allora, se lo deve proprio fare, cerca di non scendere nel cuore dei problemi e si tiene distante, cercando di dire e non dire.

    Solo in forma anonima qualcuno dice la sua inutile verità!

    Ma a che serve, a chi serve? Serve a chi vuole mantenere la confusione.
    Tutti amiamo Ponza, ma guai a parlare di protezione ambientale.
    Tutti parliamo di archeologia, ma guai a parlare di esproprio di siti archeologici.
    Tutti parliamo di allungare la stagione turistica, ma guai a parlare di cooperativismo e di come ci si può arrivare malgrado la cultura individualista.
    Qualcuno ha detto: “noi potremmo determinare il cambiamento”.

    Io mi chiedo: “Noi chi?”

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